Viaggi di architettura, a Londra con Emilia Antonia De Vivo (nuove date!)

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Emilia Antonia De Vivo – urbanista di formazione, giornalista e organizzatrice di viaggi di architettura per evoluzione – ci parla del suo prossimo viaggio a Londra, con un itinerario pensato appositamente per gli architetti (che comprende anche la visita allo studio di Foster).

Il centro di Londra si sposta verso Est, in centro la città diventa verticale e a Ovest nascono nuovi centri. È ormai questa la tendenza innescata dalle strategie di trasformazione in atto dal 2000 in poi: strategie regolarmente aggiornate, con visioni di sviluppo a 30 e 50 anni, passando per la nuova città delle Olimpiadi a Stratford e la riconfigurazione di interi distretti a King’s Cross e Battersea Nine Elms. La portata e il ritmo dei cambiamenti a Londra è senza precedenti e, nonostante Brexit, appare inarrestabile. Descrivere Londra come città-che-si-trasforma è il mantra cliché di sempre, eppure resta l’unica premessa possibile, a difendere ogni approccio conoscitivo dal rischio dell’incommensurabile e sdrucciolevoli omissis.

E tornare a Londra è l’unico modo per tenere il passo con quel che avviene. Diversamente da New York con la sua griglia di strade, o Parigi con i grandi viali, diversamente dai riferimenti barocchi o medievali con cui siamo abituati a percepire l’impianto di una città, Londra appare, al primo approccio, come un groviglio inestricabile, composto da tanti altri grovigli. L’equilibrio e la lotta tra tradizione e modernità, entrambe nelle forme più estreme, sono forse il segreto del fascino eterno di una città che sa esprimere in uno stesso frammento il meglio del suo passato e l’utopia più inarrivabile.

La storia del nuovo millennio ha inizio con la nomina di Richard Rogers a consulente del sindaco Ken Livingstone, decisa per affidare ad urbanistica e architettura i cambiamenti necessari a promuovere Londra come capitale culturale mondiale. Nel rappresentare la nuova Londra, alla figura di Rogers si affianca Norman Foster: molti nuovi pezzi di città, a partire dal More London, saranno progettati dal suo studio. Gli spazi pubblici su cui camminiamo oggi nascono dagli studi di quegli anni, lavori di ricerca su nuove reti urbane e sistemi di pedonalizzazione ai più alti standard del design europeo. In quegli anni fu decisa anche la densificazione del centro, all’epoca a rischio svuotamento, con le premesse per le autorizzazioni a sviluppare i grattacieli da cui oggi andiamo a scrutare i panorami al tramonto.

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Dalle fabbriche Art Deco degli anni Venti al boom dei grattacieli del XXI secolo, l’architettura conduce il racconto attraverso paesaggi urbani immaginati – e realizzati – da alcuni dei più grandi architetti del Moderno, dalla rinascita del dopoguerra alle spinte economiche e demografiche degli ultimi 15 anni.

Scopo del viaggio è leggere la città attraverso le sue architetture e le scelte di pianificazione che le hanno generate. Un’esplorazione urbana tesa a scoprire i cambiamenti recenti, per camminarci dentro e provare a viverli, per capire le strategie in atto per il futuro, oltre il filtro della letteratura con cui siamo abituati ad informarci.

Viaggio di architettura a Londra, il programma

La partenza per Londra è prevista per giovedì 7 marzo (tutto esaurito!) martedì 12 marzo 2019. Il programma prevede l’arrivo nel primo pomeriggio e la sistemazione in hotel in zona Regent’s Park. Gli itinerari quotidiani sono stati selezionati in base alle più recenti realizzazioni degli ultimi mesi del 2018, come il distretto di Coal Drops Yard progettato da Heatherwick, Tom Dixon e Stanton Williams a King’s Cross, e i primi lotti della rigenerazione in atto intorno e dentro la stazione idroelettrica di Battersea, a firma, tra gli altri, di BIG, Wilkinson Eyre, Foster e Gehry. Di recentissima riapertura anche il nodo infrastrutturale di London Bridge progettato da Grimshaw.

I lavori in corso in centro interessano il ramo est di Oxford street, con al centro la nuova piazza di Tottenham Court Rd. di Stanton Williams. Il percorso lungofiume verso Shad Thames – ben noto per i progetti di Herzog & De Meuron, Foster, Rogers, fino alla torre Shard di Renzo Piano – si arricchisce di nuove aree di rigenerazione interna, realizzate dal Council di Southwark a riconferma della visione urbana d’insieme che caratterizza la pianificazione urbanistica a Londra. Attenzione particolare sarà data alle trasformazioni in atto nello Square Mile della City, con i nuovi grattacieli in costruzione, e ad Est, da Clerkenwell a Shoreditch.

I dibattiti e le polemiche sono nella genesi delle trasformazioni, e molte questioni restano irrisolte: dallo scarto enorme che c’è tra i loft più lussuosi al mondo e la mancanza di alloggi per la popolazione in aumento – stimata in 10 milioni di abitanti per il 2030 – fino alle polemiche sul portentoso quanto visionario Garden Bridge, costosissimo, bellissimo quanto forse inutile.

Saranno cinque giorni di passeggiate senza sosta, dall’architettura brutalista di Southbank Centre e Barbican, all’ultima opera inaugurata a firma Foster and Partners. Appuntamento fisso e imperdibile, la visita agli studi del maestro Norman Foster, per toccare con mano il luogo in cui le idee prendono forma, e incontrare tra i protagonisti dei suoi capolavori, molti nuovi amici architetti italiani. Arrivederci a Londra.

>> Trovi il programma dettagliato e tutte le informazioni per l’iscrizione (entro il 6 gennaio 2019) qui <<

Se vuoi invece saperne di più su Emilia Antonia De Vivo, oltre a consultare il suo profilo, puoi leggere l’intervista che Marta Brambilla le ha fatto per il suo blog Archinoia.

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