Torino Esposizioni, ai Saloni di Pier Luigi Nervi 200 mila dollari dalla Getty Foundation

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Dopo aver selezionato, nel 2017, lo Stadio Flaminio di Roma, ora la Getty Foundation di Los Angeles, nell’ambito del suo programma Keeping It Modern ha scelto un’altra opera di Pier Luigi Nervi da inserire nella lista delle oltre 60 opere di architettura mondiale del XX secolo prevista dal programma: i saloni di Nervi all’interno del complesso fieristico Torino Esposizioni progettati e costruiti tra il 1947 e il 1954.

Mentre nel 2017 era stata la Sapienza di Roma ad aggiudicarsi il prestigioso finanziamento  destinato a sviluppare un adeguato piano di conservazione dello stadio, questa volta è il Politecnico di Torino il destinatario del grant di 200 mila dollari che andrà ad incentivare le ricerche sulla conservazione e il monitoraggio strutturale dei saloni di Pier Luigi Nervi nel complesso di Torino Esposizioni.

Come abbiamo visto, il progetto Keeping it Modern è stato avviato nel 2014 dalla Fondazione Getty per sostenere economicamente piani pilota di conservazione del delicato patrimonio architettonico del XX secolo. Negli anni scorsi il programma ha selezionato, tra gli altri, l’Opera di Sydney, l’appartamento di Le Corbusier a Parigi, la Robie House di Frank Lloyd Wright e, in Italia, i Collegi di Urbino di Giancarlo De Carlo, la Facoltà di Matematica di Gio Ponti a Roma, oltre al già citato Stadio Flaminio.

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Il finanziamento di 200 mila dollari (circa 165 mila euro) arriva a seguito di un lavoro multidisciplinare che ha visto coinvolti ricercatori italiani, europei e statunitensi guidati dal Politecnico di Torino e coordinati dal professor Rosario Ceravolo (insieme alla Città di Torino, proprietaria del complesso, Scr Piemonte Spa, stazione unica appaltante incaricata di gestire gli interventi sull’opera finanziati con i residui fondi olimpici e la Pier Luigi Nervi Project, associazione che dal 2008 si occupa della tutela delle opere dell’ingegnere). Impegnato in prima fila è il Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica del PoliTo e molti fra i componenti del gruppo di lavoro sono giovani ricercatori formatisi all’interno del Dottorato di ricerca in Beni Architettonici e Paesaggistici.

Il progetto elaborato permetterà di realizzare un intervento di conservazione e riabilitazione strutturale, che risollevi i saloni di Nervi dall’incuria e li renda adatti ad ospitare gli archivi bibliotecari e, successivamente, la Biblioteca Civica Centrale. I lavori si inseriranno in un contesto più generale di riqualificazione del parco fluviale, a beneficio sia dei cittadini sia degli studenti del campus di Architettura.

Il lavoro multidisciplinare del gruppo di ricerca – che ha previsto l’uso degli strumenti più avanzati della diagnostica strutturale, del rilievo e della documentazione architettonica, sia per valutare lo stato di salute delle strutture e la loro risposta sismica, sia per documentare l’opera architettonica di Nervi – permetterà la lettura su più livelli di un edificio iconico e complesso come Torino Esposizioni.

Keeping it Modern 2019, gli altri edifici selezionati

Tra i 10 edifici moderni selezionati quest’anno dal progetto Keeping it Modern, oltre a Torino Esposizioni troviamo la villa E-1027 di Eileen Gray a Roquebrune-Cap-Martin, vicino al Cabanon di Le Corbusier, due edifici di Eero Saarinen (North Christian Church e Miller House and Garden a  Columbus, Indiana), e le seguenti altre opere: Monumento Buzludzha, Buzludzha Peak, Bulgaria (di Georgi Stoilov); Stazione ferroviaria Beira, Mozambico (di Paulo de Melo Sampaio, João A. Garizo do Carmo, e Francisco José de Castro); Laboratorio della Facoltà di Chimica della Kaunas University of Technology, Lituania (di Vytautas Landsbergis-Žemkalnis); Uganda National Museum, Kampala (di Ernst May); Escuela Superior de Comercio Manuel Belgrano, Córdoba, Argentina (di Osvaldo Bidinost, José Gassó, Mabel Lapacó e Martín Meyer); Paraninfo alla Universidad Laboral de Cheste, Spagna (di Fernando Moreno Barberá).

Per ulteriori informazioni
getty.edu
diseg.polito.it

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