The Architects Series, Steven Holl Architects: il video-documentario e la lecture

Kiasma - Museum of Contemporary Art, Modern Finland Architecture - Helsinki, Finland

Prosegue The Architect Series con il 14° appuntamento della serie di incontri e interviste curati dal magazine The Plan per Iris Ceramica Group che dà spazio ai più importanti studi di architettura internazionali attraverso cortometraggi.

Steven Holl Architects è il protagonista del 14° appuntamento di The Architects Series previsto per giovedì 29 ottobre alle ore 18:00 sulla piattaforma digitale di Iris Ceramica Group.

L’evento prevede la proiezione del video-documentario della durata di circa 30 minuti, a seguire la lecture intitolata “Air/Light/Greenspace: Post-COVID” durante la quale il pubblico potrà scoprire la poetica, la filosofia e l’approccio progettuale dello studio Steven Holl Architects e interagire con il relatore.

The Architects Series – A documentary on: Steven Holl Architects

Steve Holl ha fondato nel 1977 lo studio riconosciuto a livello Internazionale per la qualità e l’eccellenza delle sue realizzazioni architettoniche e per il design urbano innovativo. Steven Holl è coadiuvato dai partners Chris McVoy, Noah Yaffe e Roberto Bannura nella gestione delle sedi di New York e Beijing e uno staff di 40 persone.

Con referenze in tutto il mondo, l’attività dello Studio va dagli edifici residenziali e direzionali, a master planning, dalle case unifamiliari fino alla progettazione di strutture legate al mondo dell’arte, della cultura e dell’educazione, campo nel quale vanta una grande esperienza.

Steven Holl ha sviluppato una visione dell’architettura altamente personale in cui un background multiculturale, una forte propensione alla multidisciplinarità e la capacità di adattare il processo progettuale ai diversi contesti locali si incontrano per dar vita a opere uniche che si distinguono dal linguaggio costruttivo contemporaneo.

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La filosofia di Holl e i 7 punti cardine della progettazione

Una commistione di discipline e input, di riflessioni e motivazioni di natura filosofica ha portato Steven Holl Architects alla realizzazione di progetti che sono monumentali ma inclusivi, imponenti ma rispettosi dell’esistente allo stesso tempo.

Tra le moltissime opere, le più note sono sicuramente il Kiasma Contemporary Art Museum del 1998 a Helsinki (Finlandia), la Simmons Hall al MIT del 2003 di Cambridge (Massachusetts), il Bloch Building del 2007 (Kansas City), il Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City (Missouri), il complesso Linked Hybrid del 2009 a Pechino (Cina) e il Void Space a Fukuoka (1991).

Simmons Hall – Cambridge, Massachusetts, USA © iStock.com/gnagel

Steven Holl è stato premiato con i premi più prestigiosi dell’architettura, tra cui il Japan Art Association Premium Imperiale Award for Architecture (2014), la Medaglia d’Oro dell’AIA – American Institute of Architects (2012), il premio RIBA Jencks Award (2010), il BBVA Foundation Frontiers of Knowledge Award (2009), la Grande Médaille d’Or dell’Accademia francese di Architettura (2001) e la Alvar Aalto Medal (1998).

Secondo Holl, l’architettura è concepita come “un’esperienza fatta di tempo, luce e materia” in cui i diversi elementi fisici e sensoriali instaurano delle relazioni integrali tra loro e plasmano soluzioni formali e spaziali. In questo complesso rapporto dialogico, la luce in particolare, ha un ruolo funzionale ma ha soprattutto la capacità di esaltare i materiali e di aiutare la lettura dei volumi nella loro intersezione di pieni e di vuoti.

La ricchezza di pensiero e la poetica di Steven Holl Architects sono ben esplicitate in 7 punti-cardine che definiscono ed espongono i principi di progettazione dello Studio e gli obiettivi delle realizzazioni:

  1. definizione dell’idea: ogni progetto è guidato da un’idea che deve condurre a un’architettura ‘pensante’ che riesca a connettersi alle diverse espressioni d’arte e agli aspetti antropologici della società moderna;
  2. condensatori sociali: gli edifici devono avere una forte valenza sociale e devono essere pensati e costruiti per favorire le interazioni umane e lo sviluppo delle comunità;
  3. luce naturale e proporzioni: nell’approccio progettuale, è fondamentale catturare la luce naturale in sequenze spaziali e sviluppare nelle composizioni delle precise proporzioni utilizzando i cosiddetti ‘ sintonizzatori di precisione’ come, per esempio, la sezione aurea;
  4. materiali e dettagli: ogni progetto spinge a ideare dettagli inediti e a sperimentare nuovi materiali. Gli agenti atmosferici naturali estendono i principi del wabi-sabi, o bellezza che cambia sempre, dando vita a edifici che sembrano migliorare nel tempo. Un esempio su tutti è rappresentato dal Void Space – Hinged Space Housing in Fukuoka (Giappone) realizzato quasi 30 anni fa;
  5. collettività: ogni progetto ha un team di lavoro specificamente dedicato e si compone di diverse figure professionali chiamate a collaborare tra loro e a concorrere, ciascuna con la loro expertise, allo sviluppo delle varie fasi di studio e realizzazione;
  6. innovazione tecnologica: lo sviluppo sostenibile dell’edilizia e del cantiere è di fondamentale importanza e spinge a mettere a punto soluzioni innovative e all’avanguardia. Un esempio tangibile è rappresentato dal sistema di riscaldamento e raffrescamento realizzato nel progetto Linked Hybrid (Beijing) che, con i suoi 660 pozzetti, è il più grande sistema geotermico residenziale al mondo perfettamente funzionante ed efficiente dopo più di 10 anni;
  7. ancoraggio: la progettazione architettonica persegue le linee enunciate nel manifesto del 1989 per la mostra al Museo d’Arte Moderna di New York: “l’architettura non deve inserirsi nel paesaggio più di quanto non sia necessario a spiegarlo, a definirlo. Fra architettura e sito deve stabilirsi una connessione esperienziale, una relazione metafisica, poetica” (Steven Holl, Anchoring, 1988).
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