Tecnologie per i Musei delle città e del territorio al Salone del Restauro

La valorizzazione del patrimonio culturale richiede che le tecnologie contribuiscano non solo alla comunicazione e all’informazione ma anche a rendere i musei più accessibili, interattivi e rispondenti alle esigenze del pubblico. Una modalità per raggiungere questo obiettivo passa attraverso l’integrazione delle piattaforme e dei sistemi gestionali, l’utilizzo delle più evolute tecnologie di comunicazione e di web marketing, lo sfruttamento delle potenzialità legate alla realtà virtuale, nel rispetto della tradizione culturale italiana.

A Ferrara, durante il XXIV Salone del Restauro – Musei, un convegno dal titolo “Tecnologie per i musei del territorio e delle città” presenterà le esperienze sviluppate da Maggioli Musei in alcune importanti realtà italiane e il caso studio del Museo del Delta Antico di Comacchio. Un museo che si inaugura proprio durante il XXIV Salone del Restauro – Musei di Ferrara è che ospitato nell’Antico Ospedale degli Infermi di Comacchio. All’interno di un contesto architettonico di grande pregio che si richiama al riformismo pontificio del Secondo Settecento, il museo valorizza il carico di un’imbarcazione commerciale di epoca augustea, rinvenuta nel 1981 a pochi chilometri dalla città, e i reperti provenienti dalla città etrusca di Spina e dall’antica Comacchio.

Chiedo a Filippo Fineschi, relatore al convegno del 24 marzo: quanto contano i nuovi dispositivi digitali per la interazione con il pubblico dei musei?
“Le opere esposte nei musei sono isolate dal loro contesto originario, così che si perdono molti riferimenti fondamentali per la loro lettura. Grazie alle nuove tecnologie i musei possono rimediare a questa privazione, ristabilendo in modo virtuale il collegamento delle opere con il territorio e l’ambiente di origine. Questo collegamento è importante anche per la valorizzazione del territorio, spesso trascurato dai visitatori. I nuovi dispositivi digitali si rivolgono a un pubblico vasto, che viene informato sui contenuti culturali tramite sistemi che puntano anche allo svago: è il principio dell’eduteinment”.

Quali APP avete sviluppato e quali prestazioni offrono in rapporto ai contesti culturali museali su cui siete intervenuti?
“La prima APP per IOS di questo tipo è stata elaborata per la mostra Ritorno al Barocco, che si è tenuta a Napoli nel 2009 a Capodimonte ma anche in altre sedi, tra cui le chiese nelle quali sono tuttora conservate le opere. La APP consentiva di avere a portata di mano la mappa delle sedi, con le opere e brevi informazioni necessarie alla visita. Il ritorno virtuale delle opere dal museo alla loro sede originaria è stato proposto con il progetto Le vie degli Uffizi, presentato nel 2012 dalla Fondazione Florens in relazione ai dipinti della Galleria degli Uffizi. La mappa di Google consente di localizzare le opere del Museo nel loro luogo di origine in Toscana, con tutte le informazioni necessarie. Il programma prevede la possibilità di integrarsi ad altri sistemi di informazioni turistiche, e di comprendere aree più vaste.

Lo stesso museo ha presentato la APP Uffizi-AR: si tratta di una proposta di Augmented Reality che consente, tra l’altro, di visualizzare l’opera entro la sua sede originaria, oppure di evidenziare particolari del paesaggio raffigurato, con brevi schede esplicative. In ambito archeologico la contestualizzazione delle opere rispetto al luogo del loro ritrovamento e al loro contesto è particolarmente importante. L’Antiquarium di Numana, nelle Marche, si è dotato di un touch-screen con mappa dei siti archeologici, proposte di itinerari, informazioni dettagliate sulle opere. Il Comune di Bracciano ha realizzato una APP relativa al suo territorio con mappe e informazioni culturali. Un’integrazione tra territorio antico, territorio moderno e museo è stata realizzata per il Comune di Bassano del Grappa: la dettagliatissima mappa Dalpontiana, cinquecentesca, è la base per ricerche sui luoghi attuali della città, con notizie e immagini sulla sua trasformazione nei secoli e sul suo Museo, le cui opere riacquistano, seppure in modo virtuale, la loro collocazione entro il contesto d’origine”.

A Ferrara, durante il XXIV Salone del Restauro – Musei di Ferrara sarà possibile, nel convegno di venerdì 24 marzo (ore 14:00-18:00 nella Sala Ariostea al Pad. 5), avere una presentazione del nuovo Museo del Delta Antico di Comacchio alla presenza di Alice Carli, Assessore alla Cultura del Comune di Comacchio, e di Roberto Cantagalli, Dirigente Cultura e Turismo del Comune di Comacchio. Mentre Mauro Villa e Filippo Fineschi di Maggioli Musei presenteranno alcuni importanti casi studio italiani in cui le Tecnologie digitali sono risultate strategiche per l’innovazione dei musei del territorio e delle città.

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