Open Taranto, la proposta di Stefano Boeri e del suo team

Stefano Boeri Open Taranto

Come sappiamo, Stefano Boeri e il suo team si sono classificati secondi al concorso #OpenTaranto per la riqualificazione delle Città Vecchia, subito dopo al gruppo MATE, Nigro, SPSK, Ezquiaga, Falini, Petralla, Frediani che hanno vinto con il progetto Legami Ordinari.

Il progetto di Stefano Boeri e del suo team (a fondo articolo la lista completa dei collaboratori), Taranto Calling, parte dal presupposto che la Città Vecchia di Taranto, esattamente come la sua Cattedrale, sia un mosaico spazio-temporale di epoche e progetti, composto da eredità elleniche, architetture medioevali, moli, palazzi rinascimentali, case per pescatori, borghi commerciali, chiese barocche, e aggiunte novecentesche. La Città Vecchia è quindi, come le cento città costiere del Mediterraneo, un palinsesto di opere e di architetture, “depositate dalla storia in un fazzoletto di terra”.

Taranto Calling suggerisce alcuni processi di governo delle trasformazioni, ponendosi come obiettivo quello di costruire una modalità di abitare legata ad una rinnovata integrazione tra paesaggio urbano, paesaggio naturale e spazio pubblico. Parte integrante del progetto è quindi anche la ridefinizione del sistema della mobilità,in modo da migliorare la permeabilità e l’accessibilità dell’Isola e ripristinare il rapporto primordiale tra la Città Vecchia e i due mari.

Il progetto prevede inoltre di potenziare e valorizzare le attività presenti ed arricchire il tessuto urbano di nuove funzioni, che rafforzino la comunità urbana: infrastrutture e servizi per la formazione, per la ricettività e l’ospitalità, spazi per la ricerca e hub culturali.

Questo processo mira a innescare, a partire dalla Città Vecchia, un processo di rigenerazione urbana e rivitalizzazione che coinvolga l’intera città: “Il riscatto di Taranto e della la sua Città Vecchia non è un’opera di benevolenza, di carità politica, di assistenza sociale, di archeologia culturale. E’ il riscatto di un intero mondo di scambi, relazioni, utopie che percorre un intero bacino della geopolitica”.

Questo il manifesto che accompagna il progetto:

“Taranto Calling mette la Città Vecchia al centro della politica e della cultura italiana, mediterranea ed europea, come paradigma di una rigenerazione possibile.
Taranto Calling ripensa le Mura sul Mar Grande che diventano una passeggiata panoramica accompagnata da spazi per la cultura, la sosta e rapidi incursioni verticali verso le piattaforme galleggianti sul mare.
Taranto Calling trasforma le banchine sul Mare Piccolo in un sistema di approdo per popolazioni diverse: dai pescatori del nuovo Mercato del Pesce, agli studenti delle Università; dagli abitanti del rinnovato quartiere di Arca Ionica, collegato con passerelle volanti a via Di Mezzo, ai turisti e ai visitatori che sosteranno sulla nuova piazza di fronte alla chiesa di San Giuseppe.
Taranto Calling valorizza il percorso che attraversa longitudinalmente la Città Vecchia, dal Castello Aragonese fino a piazza Fontana, unendo con un sistema di illuminazione a mosaico nella pavimentazione gli spazi della cultura e dell’insegnamento.
Taranto Calling rigenera la percorrenza trasversale dell’Isola, da un mare verso l’altro, innescando servizi e poli attrattivi lungo gli assi di attraversamento che collegano via Duomo ai due waterfront.
Taranto Calling apre un nuovo tipo di percorrenza, in verticale, che permette di scoprire la Città Vecchia in tutta la sua complessità, dagli ipogei ai tetti-terrazze. E apre nuovi spazi pubblici nei palazzi nobiliari, nelle loro corti, nei vicoli oggi ostruiti, nei passaggi chiusi, nascosti ed inaspettati, che vengono ridati alla città per tornare ad essere teatri della vitalità urbana.
Taranto Calling moltiplica gli spazi disponibili per l’imprenditoria locale legata alla pesca, alla mitilicoltura, alla ricerca sulla biologia marina, all’artigianato e alla gastronomia locali.
Taranto Calling crea un nuovo modello di accessibilità, che annulla il traffico su gomma di attraversamento a favore della mobilità pedonale e ciclabile e rende la città accessibile a tutti.
Taranto Calling promuove un sistema di isole galleggianti che depurano le acque e rappresentano una nuova superficie verde nel cuore del Mare Piccolo.”

Ecco il team di progetto di Stefano Boeri

Project leader: Hana Narvaez, Design team: Matheus Cartocci, Francesca Da Pozzo, Lucrezia De Marco

Partners: SMALL Soft Metropolitan Architecture & Landscape Lab / Antonella Berardi, architetto/ Giuseppe Armando Gagliardi, architetto / Raffaella Nanetti, Sociologa / Davide Bazzini, Sociologo

Consulenti: Luca Molinari, Storico dell’architettura / Maria Teresa Giannotta, Archeologa / Luca Cianfriglia, Marketing e Smart Planning / Roberto Mezzalama, Ecologia e Tutela Ambientale / Antonella Bottalico, Esperta in ecologia e tutela ambientale / Giulio Farella, Ecologia e Tutela Ambientale / Angel Ibeas Portilla, Esperto in mobilità / Nicola Berloco, Esperto in mobilità / Ilda Curti, Esperta in partecipazione e comunicazione

Scheda progetto

progetto|project Taranto Calling
luogo|location Taranto
anno|project year 2016
architetti|architects Stefano Boeri architetti
collaboratori|collaborators vedi testo
area 174.000 mq
sito ufficiale|website www.stefanoboeriarchitetti.net/it/

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