Guido Canali, la sede del Gruppo Prada a Valvigna, Arezzo

guido canali prada
Guido Canali, Stabilimento Prada Valvigna. Foto Alessandro Ciampi, courtesy Prada

Nel giugno scorso è stata ufficialmente inaugurata la nuova sede Prada a Valvigna, in provincia di Arezzo, progettata dall’architetto Guido Canali – già progettista degli stabilimenti Prada di Montevarchi, 1999, e Montegranaro, 2001 – e completata nel corso nel 2017 dopo un percorso di progettazione e costruzione durato circa dodici anni.

Il Gruppo Prada ha acquistato il terreno su cui sorge il nuovo stabilimento nel 1998, un lotto di circa 30 mila metri quadrati sull’A1 Milano-Roma, nel comune di Terranuova Bracciolini, a cui negli anni sono stati annessi terreni limitrofi per poter dare più respiro all’edificio. L’area era inizialmente occupata da una vecchia fabbrica di tegole di cemento dismessa da anni, la Cementegola.

Leggi anche Premi Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana e TYoung, i vincitori 2018 e la mostra
(a Guido Canali è stato il Premio Medaglia d’Oro alla Carriera e una menzione speciale per l’allestimento del nuovo Statue Stele e restauro del Castello del Piagnaro a Pontremoli)

La sede di Valvigna ospita la divisione produttiva e lo sviluppo delle collezioni pelletteria Prada e Miu Miu, i magazzini delle materie prime, gli archivi storici delle collezioni di pelletteria e calzature, gli uffici dei servizi generali e amministrativi, un auditorium e il centro di elaborazione dati del Gruppo Prada. Con questo progetto – che ha vinto il Premio Brand and Landscape 2016 –  Canali ha ulteriormente sviluppato alcuni temi ricorrenti nel suo lavoro e già parzialmente esplorati nei precedenti due interventi per Prada che, insieme alla nuova sede, vengono ormai frequentemente definiti “fabbriche-giardino”. L’obiettivo della progettazione è stato quello di intervenire su un territorio degradato mitigando l’impatto paesaggistico dell’intervento, pensando al contempo al benessere delle persone.

Il progetto di Canali arretra il fabbricato e inserisce una cortina intermedia composta da tre gradoni coperti da grandi vasche di terra, che accolgono ordinati filari di viti. Il piano terra sparisce così alla vista e la fabbrica sembra adagiarsi su questo nuovo piano. Il primo piano “è fatto d’aria e di luce”: grandi shed lunghi 36 metri inquadrano il cielo dall’interno e superfici in aggetto costituiscono punti privilegiati per apprezzare viste sulle colline e sull’Arno. La progettazione del retro è più difficile, spiega Canali, “perché lo spazio è stretto, la collina è dissestata, edifici preesistenti senza valore incombono dall’alto a pochi metri di distanza. Gli uffici e la mensa nascono, per questo, chiusi all’esterno da grandi fasce murarie, introversi su chiostri e patii interni”.

guido canali prada
Guido Canali, Stabilimento Prada Valvigna. Courtesy Prada
guido canali prada valvigna
Guido Canali, Stabilimento Prada Valvigna. Courtesy Prada
Guido canali prada valvigna
Guido Canali, Stabilimento Prada Valvigna. Courtesy Prada

Spiega ulteriormente Canali: “La massiccia presenza di verde, esaltata da specchi d’acqua, anche con funzione di riserva energetica, è parte integrante dello stabilimento. Non esibita per mero decoro, piuttosto si pone come condizione del benessere delle persone che vi lavorano. Un’architettura che rifiuta gratuite gestualità ed esibizionismi e piuttosto rimane fedele, nell’eliminare e far decantare, a un rigore critico di ascendenza razionalista. Così, gli affascinanti giardini segreti, i pergolati ombrosi di vitis vinifera, gli stagni lucenti, non rappresentano il compiacimento formale degli architetti, ma il rispetto per la dignità e la salute, anche psichica, di chi, tra quelle mura e quei giardini, dovrà lavorarci. E dunque inevitabilmente anche faticare”.

Recentemente, il Gruppo Prada ha finanziato la pubblicazione di un libro dedicato alla collaborazione con l’architetto Guido Canali dal titolo Guido Canali Architetture per Prada, a cura di Italo Lupi. Il volume illustra la visione comune all’architetto e al Gruppo sul tema della progettazione degli edifici industriali nel rispetto del territorio, del lavoratore e nella massima cura della qualità, dell’efficienza industriale e del dettaglio.

Aggiungi un commento

Aggiungi un commento
Please enter your name here