Due soluzioni per risolvere le crepe da cedimento: micropali e resine

Le soluzioni a bassa invasività SYStab per consolidare il nodo terreno-fondazione e risolvere il dissesto, e quindi le crepe nei muri, in modo sicuro e definitivo.

risolvere crepe da cedimento

Come sappiamo, le crepe nei muri sono spesso il sintomo di un problema di cedimento del terreno e delle fondazioni. Purtroppo il territorio italiano è in buona parte afflitto da dissesti idrogeologici. I cambiamenti climatici, e in particolare i periodi di forte siccità o, al contrario, di piogge molto intense e concentrate, ogni anno si intensificano. A questo si aggiungono i problemi causati da perdite della rete pubblica, sia idrica che fognaria, che anche nei centri urbani dilavano e rammolliscono il suolo sotto le strutture. È quindi facile comprendere come molto del nostro patrimonio edilizio sia interessato da dissesti più o meno gravi, con crepe e lesioni sui muri, legate al cedimento dei terreni e conseguentemente delle fondamenta su cui poggiano.

Appare ovvio che la prevenzione dovrebbe essere l’arma principale, quindi il rispetto della normativa sulle costruzioni e la manutenzione di edifici e reti fognarie, e regimazione corretta delle acque, sarebbero il primo strumento per impedire che questi dissesti si manifestino. Quando però la problematica è già presente sono principalmente due le tipologie di intervento che si possono attuare per il consolidamento delle fondazioni:

  • sottofondazioni profonde con micropali precaricati in acciaio che trasferiscano i carichi in profondità a terreni stabili;
  • consolidamento del nodo terreno-fondazione con iniezione di resine espandenti.

Ecco due esempi di applicazione di queste metodologie applicate da SYStab, entrambe valide soluzioni, convenienti e a bassa invasività, ai problemi di cedimento delle fondazioni.

1) Consolidamento di un’abitazione con pali precaricati

Ecco le principali caratteristiche dei micropali precaricati SYStab:

  • moduli in acciaio, lunghezza 914 mm
  • diametro pali: da 76 a 114 mm
  • acciaio strutturale S355J2
  • spessore standard dei pali: 8 mm
  • infissione con martinetti idraulici senza necessità di prefori nel terreno
  • nessun impiego di fanghi né acqua
  • possibilità di ottenere sollevamenti e recupero di cedimenti anche considerevoli

Applicazione e fasi di lavorazione

Il dissesto affrontato nel caso in oggetto riguarda il cedimento differenziale di due porzioni molto estese di un fabbricato in muratura, a due piani, sito nella bassa pianura veneta e precisamente nel comune di Cavarzere (VE). La struttura presentava importanti cedimenti con crepe passanti in evoluzione, legate all’abbassamento della falda acquifera, alla presenza di terreni argillosi organici e livelli di torbe molto compressibili, nei primi 5 metri dal piano campagna.

Progettisti e Committenza, assieme ai consulenti SYStab hanno deciso, vista la natura particolare del terreno, di intervenire con micropali che ancorassero le fondazioni a terreni più stabili e precisamente ad un banco di sabbie compatte presente dai 5 metri in poi.

L’installazione dei pali è avvenuta con l’ausilio di martinetti idraulici solidarizzati alla fondazione dell’edificio mediante apposite piastre in acciaio dedicate, che si ancorano saldamente alla fondazione mediante tassellatura. La fondazione dell’edificio e la sovrastante struttura realizzano, di fatto, la struttura di contrasto che consente l’infissione in profondità della batteria di elementi fino al raggiungimento dell’orizzonte solido.

Ecco le fasi operative con le quali l’intervento è stato realizzato:

  • scavo per rendere accessibili le fondazioni
  • fissaggio delle piastre alla fondazione
  • impostazione del martinetto sulla piastra
  • infissione dei pali a contrasto
  • controllo della pressione di installazione e della risposta della struttura
  • collegamento finale palo struttura con piastre d’acciaio e bulloni

I 23 pali di diametro 114 mm, pressoinfissi nel terreno fino alla profondità di 10 metri sono stati installati in 4 giorni. Per ogni micropalo è stata verificata la pressione di infissione e la portata raggiunta, inoltre ogni palo è stato precaricato con pressioni maggiori di quelle di esercizio in modo da riattivare la fondazione ed evitare il rischio di assestamenti futuri.

La tecnica di Pali Precaricati SYStab presenta notevoli vantaggi tra cui:

  • cantiere rapido a ridotta invasività e senza vibrazioni dannose
  • nessun impiego di acqua né fanghi e nessuna estrazione di terreno
  • controllo della portata raggiunta per ogni singolo palo
  • precarico per annullamento dei cedimenti primari
  • tecnica attiva che consente di ottenere sollevamenti e riattivazione immediata della fondazione.

2) Consolidamento di un’abitazione con iniezione di resine a lenta espansione

Spesso però può essere indispensabile operare con metodologie ancora meno invasive, soprattutto se si tratta di una abitazione finita e abitata e se i cedimenti riguardano sia i muri perimetrali sia le murature portanti interne. Il sistema proposto da SYStab è basato sull’iniezione di resine a lenta espansione. Oggi questo intervento è una delle tecnologie meno invasive presenti sul mercato, in quanto consente di consolidare il nodo terreno-fondazione eseguendo perforazioni di 25 mm di diametro, mediante attrezzature manuali che possono essere impiegate agevolmente anche all’interno senza scavi o demolizioni di alcun tipo.

Recentemente è stato eseguito il consolidamento di un’abitazione civile sita nelle colline toscane, in provincia di Firenze. Il fabbricato presentava cedimenti differenziali estesi a tutta una porzione della struttura, verosimilmente causati dalle infiltrazioni di acqua provenienti da una vecchia cisterna di raccolta delle acque piovane sita nella porzione più a monte della casa.

In questo caso sono state impiegate due tipologie di resine poliuretaniche:

  • una resina ad alta densità nelle fasi iniziali del consolidamento – in modo da avere un riempimento controllato dei primi vuoti presenti senza pericoli di fughe incontrollate del materiale consolidante e al tempo stesso garantire elevate prestazioni meccaniche del materiale iniettato;
  • resine ad altissimo potere espandente nella seconda fase di iniezione – in modo da assicurare un elevato volume di trattamento e una diffusione efficace anche in terreni a bassa permeabilità i natura argillosa.

Le iniezioni di resine a densità differenziata hanno consentito di:

  • riempire i vuoti e compattare il terreno rammollito dall’acqua
  • riattivare completamente l’impronta fondale dell’edificio
  • migliorare le caratteristiche di resistenza del terreno argilloso riducendo in modo significativo i fenomeni di ritiro e rigonfiamento tipici di questi materiali.

L’intervento descritto è stato esteso a circa 60 metri lineari di fondazione e ha richiesto 4 giorni di lavoro. È stato eseguito mantenendo costantemente la struttura sotto controllo con livelli laser ed eseguendo in corso d’opera la verifica dei risultati ottenuti mediante esecuzione di prove penetrometriche pre e post iniezione.

Per ulteriori informazioni
systab.it
info@systab.it
tel: +39 370 3379107

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