Dopo le accuse di molestie, Richard Meier lascia definitivamente la guida del suo studio

richard meier molestie

Aggiornamento dell’11 ottobre 2018: L’ufficio stampa di Richard Meier & Partners Architects ha diffuso una nota che annuncia importanti cambiamenti nella gestione dello studio: l’architetto Richard Meier – che già si era preso sei mesi di congedo dopo le accuse di molestie sessuali che lo avevano investito nel marzo scorso (continua a leggere l’articolo per i dettagli)non rientrerà in studio, lasciandone definitivamente la guida e limitandosi a rimanere a disposizione per supportare ed agevolare le transizioni al vertice.

Meier sarà sostituito alla guida della sede di New York dal socio Bernhard Karpf, che lavora nello studio dal 1988. Le sedi e attività californiane saranno invece guidate da Michael Palladino e Jim Crawford. Lo studio, comunque, manterrà lo stesso nome. Resta da capire se manterrà anche lo stesso prestigio di cui ha goduto fino allo scoppio dello scandalo.

Leggi anche la classifica dei Migliori studi di Architettura in Italia

*** 14 marzo 2018: Richard Meier è stato accusato di molestie sessuali da almeno cinque donne, di cui quattro sue precedenti collaboratrici e una esterna allo studio, incontrata a Los Angeles mentre l’architetto stava lavorando al Getty Center. La notizia arriva dal New York Times, da cui si apprende anche che, a quanto pare, le dipendenti dello studio con più esperienza sono solite avvertire le nuove arrivate dei comportamenti dell’architetto, suggerendogli di non rimanere sole con lui e di non trattenersi troppo in ufficio dopo l’orario di lavoro.

Secondo le dichiarazioni, due donne sarebbero state invitate nell’appartamento dell’architetto per questioni lavorative, ma poi gli appuntamenti si sarebbero rivelati di tutt’altra natura. Un’altra ha invece riportato un episodio avvenuto durante una festa aziendale, in cui Meier le avrebbe afferrato la biancheria intima attraverso il vestito, mentre a un’altra donna l’architetto avrebbe chiesto di spogliarsi per poterla fotografare. La donna incontrata a Los Angeles sarebbe invece stata invitata a una festa a casa sua, dove poi si sarebbe ritrovata sola, e sarebbe stata trascinata a forza su un letto.

Le donne coinvolte hanno dichiarato di non aver denunciato prima i fatti perché troppo spaventate, e che una denuncia al tempo non era sembrata un’opzione plausibile (alcuni di questi fatti risalgono agli anni Ottanta). L’amministrazione era stata però messa al corrente, tanto che nello studio era stata messa in pratica una formazione relativa alla prevenzione delle molestie sessuali sul luogo di lavoro, a cui anche Meier avrebbe partecipato personalmente.

Le dichiarazioni delle vittime sono tutte riportate dettagliatamente nell’articolo del New York Times, tranne una: una delle ex dipendenti avrebbe infatti ricevuto un risarcimento di 150 mila dollari, ma le sarebbe stato fatto firmare un accordo di riservatezza.

>> Qui trovi l’articolo del New York Times

In risposta alle accuse lo studio Richard Meier and Partners ha subito fatto circolare un comunicato stampa con le dichiarazioni dell’architetto, che ha deciso di prendersi sei mesi di congedo (sarà sostituito nella supervisione dei progetti in corso dall’architetto Michael Palladino, partner a capo dello studio di Los Angeles, insieme a James R. Crawford, Vivian Lee, Reynolds Logan, Bernhard Karpf e Dukho Yeon). Meier ha dichiarato: “Sono profondamente turbato e imbarazzato dai racconti di diverse donne che si sono sentite offese dalle mie parole e dalle mie azioni. Sebbene i nostri ricordi degli accaduti possano essere discordanti, mi scuso sinceramente con chiunque sia stato offeso dal mio comportamento“.

Con questi fatti gravissimi il movimento #MeToo, partito dalla vicenda hollywoodiana di Harvey Weinstein, ha ufficialmente investito anche il mondo dell’architettura. Speriamo vivamente che nessun’altro grande nome dell’architettura (e non solo) abbia commesso errori di questo tipo, ma speriamo anche che, se così fosse, le vittime si facciano avanti quanto prima.

Leggi anche Premio Pritzker 2018 all’architetto indiano Balkrishna Doshi

Balkrishna Doshi. Sangath

Balkrishna Doshi. Sangath

Bruno Melotto, 2012, Maggioli Editore

Balkrishna Doshi, Premio Pritzker 2018. Indian Architecture between tradition and modernity. Edizione con testi in italiano e inglese.



Immagine: screenshot dal video “Model Meiers”, di Nowness.

Aggiungi un commento

Aggiungi un commento
Please enter your name here