Riapertura dei Navigli milanesi: il volume che spiega il progetto

Simulazione del progetto in via Molino delle Armi, nel tratto che attraversa il Parco Giovanni Paolo II dominato dal complesso di San Lorenzo, in prossimità della stazione “Vetra” della linea M4 (elaborazione a cura di MM S.p.A.)

L’idea della riapertura dei Navigli milanesi scomparsi nel secolo scorso è presente sulla scena politico-culturale milanese da tempo. Riaprire i Navigli milanesi vuol dire recuperare lo storico tracciato di fine Ottocento, oggi occupato in modo esclusivo dalla rete viaria, lungo il percorso Cassina de’ Pomm – via Melchiorre Gioia – Bastioni di Porta Nuova – San Marco – Fatebenefratelli – via Senato – via San Damiano – via Visconti di Modrone – via Francesco Sforza – via Santa Sofia – via Molino delle Armi – via De Amicis – via Conca del Naviglio – Darsena.

È possibile così realizzare un sistema continuo, costituito da un canale navigabile e da una pista ciclabile, che distribuisca nuova qualità urbana in modo omogeneo da periferia a periferia, passando per il centro.

Dal punto di vista urbanistico, del paesaggio e della qualità ambientale, nel suo complesso, il progetto può essere una leva formidabile per consolidare il rilancio di Milano, delle sue condizioni di vita e della sua immagine, anche dal punto di vista turistico, attraverso la formazione di una via d’acqua dal lago Maggiore all’Adriatico con la riscoperta della Darsena come porto della città. L’operazione non è nostalgica o oleografica. Essa guarda insieme alla storia e alla contemporaneità. Un progetto, dunque, per una nuova visione della città sul piano ambientale e del paesaggio urbano.

Il volume I nuovi Navigli milanesi. Storia per il futuro riassume l’intero lavoro fin qui svolto e lancia significative anticipazioni che consentono al lettore di immaginare quale sarà il volto di Milano in seguito alla riapertura dei Navigli. Vuole quindi rivolgersi ad un pubblico più vasto di quello dei soli addetti ai lavori, pur non rinunciando a mantenere un livello adeguato dal punto di vista tecnico, scientifico e culturale.

Il volume sarà presentato il 20 marzo (alle ore 12:00) presso l’Urban Center di Milano (Galleria Vittorio Emanuele II, 11-12). Interverranno il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano, Paolo Mazzoleni, oltre a Enrico Bertolino, comico e conduttore televisivo; Gianfranco Pertot, Professore di Restauro Architettonico (Politecnico di Milano); Francesco Radino, fotografo; Claudia Sorlini, Vice Presidente del Touring Club Italiano.

I nuovi navigli milanesi

I nuovi navigli milanesi

A. Boatti e M. Prusicki, 2018, Maggioli Editore

Riaprire i Navigli milanesi vuole dire recuperare lo storico tracciato di fine Ottocento, oggi occupato in modo esclusivo dalla rete viaria lungo il percorso da Cassina de’ Pomm (passando da Melchiorre Gioia, Bastioni di Porta Nuova, San Marco, Fatebenefratelli, Senato, San Damiano, Visconti...



I nuovi Navigli milanesi, il volume

Il libro – che vuole contribuire anche alla “formazione di una conoscenza aggiornata
e approfondita del progetto affinché ciascuno possa esprimere un’opinione motivata e consapevole, in grado di partecipare fattivamente alle decisioni che seguiranno” – è diviso in quattro parti. La prima considera la storia dei Navigli, inquadrando subito anche le prospettive future, a partire dalla navigabilità: entrano in campo storia, paesaggio urbano, arte e poesia, e la grande opportunità di costruire attraverso i nuovi Navigli un forte legame tra periferia e centro.

La seconda parte inquadra il progetto di riapertura nel sistema complessivo dei Navigli, valutando tutte le risorse attivabili dalla multifunzionalità che caratterizza il territorio, attraversato dall’opera idraulica.

La terza è dedicata al metodo usato e ai risultati fin qui raggiunti “progettando” i nuovi Navigli.  Il testo descrive le caratteristiche specifiche dei diversi tratti, da Cassina de’ Pomm alla Darsena.

La quarta e ultima parte del libro descrive la complessità di collaborazione delle diverse discipline, necessaria per giungere al risultato di “fare i Nuovi Navigli”. Geologia, idrologia, idraulica, e gli studi sulla mobilità dialogano con il progetto architettonico e urbano che, a sua volta, fa i conti con la stima dei costi e con la valutazione dei benefici effettuata dagli economisti. La conclusione è una nuova speranza per la città, anzi, per dirla con gli autori, “una nuova via per Milano”.

Gli autori

Antonello Boatti (Milano, 1948) è professore di Urbanistica presso Politecnico di Milano (DAStU). Ha sviluppato e pubblicato studi e ricerche nel campo della tutela e della promozione dei valori ambientali e naturali della città. È stato membro del Collegio del Dottorato di Progettazione Paesistica dell’Università degli Studi di Firenze e componente della Commissione Provinciale dei Beni Paesaggistici di Milano.

Marco Prusicki (Milano, 1950) è professore di Composizione architettonica e urbana presso il Politecnico di Milano (DABC). Dal 2015 è Presidente della Commissione del Paesaggio del Comune di Milano. Ha condotto ricerche, pubblicato saggi e sviluppato progetti di architettura, molti dei quali realizzati; tra questi, di particolare rilevanza, il Parco agricolo-urbano della Valle della Vettabbia a Milano.

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