Renzo Piano a Trento, non solo MUSE: inaugurata la nuova biblioteca universitaria

Questo weekend ha inaugurato la nuova Biblioteca Universitaria Centrale di Trento, progettata da Renzo Piano nell’ambito del progetto Le Albere, l’intervento di riqualificazione urbana dell’area dell’ex fabbrica Michelin, quindi non lontano dal MUSE, il Museo delle Scienze progettato dallo stesso Piano.

Il nuovo intervento infatti crea un passaggio tra la zona universitaria di via Verdi, il MUSE, il quartiere e il parco delle Albere e consentirà, entro il 2018, di insediare nell’area la nuova mensa universitaria e di realizzare nuove aule studio. Un ottimo sviluppo per la città di Trento, che, tra l’altro, è finalista fra le città candidate a Capitale della Cultura 2018.

I lavori per la biblioteca sono durati circa due anni. Per Renzo Piano, che ha già progettato diverse biblioteche, questa volta si è trattato di un adattamento: il progetto originale prevedeva infatti un centro congressi ed era stato affidato all’architetto Mario Botta. La sfida più grande è stata infatti quella di adattare il progetto originario alle nuove esigenze, trasformandolo in un luogo funzionale e accessibile a studenti, accademici e cittadini.

Leggi anche Stavros Niarchos Foundation Cultural Center, Renzo Piano ad Atene

Ha commentato Piano al taglio del nastro: “Qui c’era una fabbrica che faceva ruote per automobili. Questa è una fabbrica diversa, una fabbrica bianca. Una scatola dei libri, per richiamare l’etimologia greca della parola biblioteca”.

La nuova biblioteca di sette piani (oltre al parcheggio interrato), che può accogliere circa 400 persone tra studenti e personale, può contenere circa 340 mila volumi disposti su quasi 10 chilometri di scaffali, e 430 postazioni studio ospitate su cinque livelli, in 6 mila metri quadri di spazi lettura.

L’edificio si caratterizza per il gioco di volumi e per le ampie vetrate che donano grande luminosità agli ambienti interni. Ad accentuare questa caratteristica, fondamentale per una biblioteca, la scelta di rivestire gli interni (pavimenti, corrimano e scaffali) con un legno chiaro, il bambù, selezionato, oltre che per le sue caratteristiche cromatiche, anche per quelle di resistenza e sostenibilità.

La sostenibilità ha infatti guidato molte delle scelte progettuali. Ad esempio, sulla copertura vetrata sono stati installati pannelli fotovoltaici, il riscaldamento sarà a trigenerazione (per produrre contemporaneamente energia elettrica, calore e energia frigorifera per la climatizzazione) ed è presente un sistema di raccolta dall’acqua piovana allo scopo di alimentare gli impianti di irrigazione e le cassette dei servizi igienici.

Leggi anche l’articolo La scuola modello pensata da Renzo Piano

Infine, la Biblioteca è stata attrezzata con una stazione per la ricarica dei veicoli elettrici. Grazie a tutte queste scelte l’edificio ha ottenuto la certificazione energetica Leed® Gold.

Il trasloco è ancora in corso, e la biblioteca sarà pienamente operativa da metà dicembre. “Quello che è stato fatto a Trento è un ottimo esempio di sinergia tra committenti, progettisti e lavoratori nell’ideare uno spazio che sia il migliore possibile, per utenti e addetti“, ha spiegato Sergio Bini, presidente dell’azienda che gestirà i servizi bibliotecari per i prossimi due anni, Euro&Promos. “Il nostro personale ha infatti collaborato con idee e consigli andando molto al di là delle mansioni descritte nei capitolati. È qualcosa che sarebbe auspicabile in ogni posto di lavoro: ideazione, ascolto, collaborazione e messa in pratica”.

Aggiungi un commento

Aggiungi un commento
Please enter your name here