Recupero Edilizio, come intervenire sul patrimonio esistente

recupero edilizio

È sempre più frequente oggi, per progettisti e costruttori, imbattersi in progetti di recupero edilizio, e dover quindi intervenire sugli edifici esistenti.

A volte si tratta di edifici senza particolare rilevanza architettonica o ambientale, ma molto più spesso, invece, si tratta di edifici storici con valenze culturali e architettoniche di rilievo, che possono avere anche grande interesse culturale per l’unicità o il valore ambientale che rappresentano.

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Quasi sempre però la sovrapposizione di interventi realizzati nel corso di decenni, se non di secoli, confonde stili e soluzioni architettoniche, nasconde valori compositivi e magisteri costruttivi, e decidere come attuare il recupero corretto, sia tecnicamente che culturalmente, appare sempre più difficile.

Se pensiamo poi che a queste difficoltà di lettura si sovrappongono gli aspetti devastanti della scarsa o cattiva manutenzione, del degrado e dell’abbandono, con tutte le relative complicanze patologiche, il compito di chi si accinge a prendere decisioni operative per il recupero o il risanamento di un edificio diventa spesso difficilissimo.

Con quali tecniche intervenire? Cosa demolire? Cosa valorizzare?

Sono queste le principali domande con cui ci si scontra prima di intervenire. E poi: conviene recuperare? L’edificio si presta a quel tipo di intervento? O sono soldi sprecati in quanto le caratteristiche tipologiche non consentono il recupero per quella determinata destinazione d’uso?

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Per trovare le risposte corrette, per trovare quella che si può definire la “cura giusta” per ridare nuova vita a un edificio, è necessario avere una buona conoscenza del “paziente” da curare e delle sue patologie, sviluppare una corretta anamnesi per poter fornire una diagnosi appropriata, e soprattutto avere una buona cultura, non solo tecnica, dei modi per intervenire, per scegliere correttamente le migliori soluzioni.

Per approfondire queste tematiche si consiglia la lettura di “Manuale del recupero edilizio”, di Fabrizio Astrua e Riccardo Nelva (dicembre 2016)uno strumento pratico per il recupero di edifici esistenti, che propone risposte ad ampio raggio sulle problematiche sopra esposte, suggerendo soluzioni tecniche, criteri di scelta e di intervento, ed individuando i temi da sviluppare con interventi specialistici.

Il Manuale si divide in quattro parti principali, suddivise a loro volta in capitoli:

  1. Evoluzione culturale dei concetti di recupero e di restauro conservativo degli edifici
    Analisi di come nel tempo si sono modificati i concetti di recupero, di riuso e di restauro e risanamento conservativo degli edifici, per poter aiutare il progettista a scegliere i modi più corretti per intervenire.
  2. La conoscenza dell’edificio e dei materiali per il progetto di recupero
    La conoscenza dell’edificio, visto come modello tipologico recante caratteristiche distributive e costruttive tipiche, la conoscenza del “paziente” su cui è necessario intervenire, la conoscenza chimico-fisica dei materiali da costruzione.
  3. Degrado: patologie e metodi di indagine
    Analisi delle patologie e dei metodi di indagine diagnostica.
  4. Tecniche operative per l’intervento: applicazioni ed esempi pratici
    Le scelte progettuali, La riqualificazione energetica degli edifici, La protezione dall’acqua e dall’umidità, Interventi di recupero strutturale negli edifici in muratura, Interventi di recupero di edifici in c.a., Il problema degli incendi negli interventi di recupero e Interventi di recupero delle superfici di facciata. Vengono presi ed esaminati casi tipici nelle diverse tipologie costruttive.
Manuale del recupero edilizio

Manuale del recupero edilizio

Fabrizio Astrua, Riccardo Nelva, 2016, Maggioli Editore

Questo Manuale nasce dall’idea di realizzare uno strumento pratico, snello ed efficace, per il recupero di edifici storici o semplicemente antichi. Come riconoscere? Come intervenire? Con quali tecniche? Cosa tenere e cosa demolire? Cosa valorizzare? Conviene recuperare? L’edificio si...



Fabrizio Astrua, Professore Associato di Architettura Tecnica, ha operato presso il Politecnico di Torino dove è stato Direttore del Corso di Perfezionamento Post-Laurea “Universal Design: Progettazione multisensoriale e Barriere Architettoniche”. Ammministratore e Direttore Tecnico della FMArchistudio engineering s.r.l., dal 1975 svolge attività professionale nel campo della progettazione architettonica, del recupero edilizio e urbano e dell’accessibilità.

Riccardo Nelva, professore Ordinario di Architettura Tecnica, ha operato presso il Politecnico di Torino dove è stato Coordinatore del Dottorato di Ricerca in “Ingegneria Edile” e Direttore del Dipartimento di Ingegneria dei Sistemi Edilizi e Territoriali.

 

Nell’immagine, Esempio di struttura portante di copertura in elementi pultrusi in fibra di vetro (per gentile concessione di Fibre Net s.r.l.). Da: “Manuale del recupero edilizio”.

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