Oltre 50 proposte per #FlorenceCalling, ma altrettante polemiche

#Florence Calling, 50 proposte ma altrettante polemiche
Schizzo di Stefano Boeri che immagina uno scenario urbano con dispositivi di sicurezza verdi. Dalla pagina Facebook Stefano Boeri Architetti.

Si è da poco concluso il concorso di idee o, come è stato definito, “chiamata alle arti”, #FlorenceCalling, che il Comune di Firenze, su idea di Stefano Boeri, aveva lanciato a inizio settembre con l’obiettivo di trovare soluzioni innovative ed esteticamente piacevoli per i dispositivi di protezione degli obiettivi sensibili delle città. Sicuramente un’iniziativa interessante e un’ottima opportunità per ripensare l’arredo urbano cittadino mettendo al primo posto la qualità e la sicurezza degli spazi pubblici.

Quello che saltava subito all’occhio del bando di concorso formulato dal Comune, però, era che non era previsto alcun compenso per i progettisti risultati vincitori. Nonostante questo, il bando, aperto anche alla partecipazione delle scuole, non era formulato solo come una “chiamata alle arti” per ricevere proposte generiche e spunti da approfondire in un’eventuale seconda fase più strutturata, ma era molto specifico, con caratteristiche tecniche da rispettare in fase di progettazione.

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Sulla nostra pagina Facebook le polemiche sono infatti partite subito, e dopo pochi giorni sono arrivate anche quelle “ufficiali”. L’Ordine degli Architetti di Firenze, insieme al Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, pur condividendo lo spirito e le necessità che hanno motivato la “call for arts”, hanno preso atto che “il rispettivo coinvolgimento non sia andato oltre la comunicazione iniziale del documento” e hanno quindi deciso di abbandonare l’iniziativa.

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Posted by architetti.com on Monday, September 11, 2017

L’Ordine e il Dipartimento, in una nota, hanno spiegato: “Le criticità che rileviamo, e su cui non è stato possibile un confronto, riguardano la necessaria suddivisione fra una tematica progettuale, che suggerisce un preliminare confronto multidisciplinare, e la condizione di emergenza che l’amministrazione ha già correttamente eseguito con tempismo, aderendo a una contingenza non rinviabile”.

“Per noi la forma scelta della ‘chiamata alle arti’, sebbene non sia un metodo previsto dal legislatore in tema di prestazione di servizi, si configura comunque come una prestazione intellettuale alla quale, nel caso specifico, non viene corrisposto alcun riconoscimento; né viene menzionata alcuna forma di tutela del diritto di autore e proprietà intellettuale dei progetti selezionati e non selezionati, come se si volesse passare il messaggio che alle idee, e al lavoro progettuale, non si debba riconoscere alcun valore.” Anche in questo caso, come in quello di Catanzaro (comunque non paragonabile a questo per gravità ed esiti), sono in gioco “principi etici e professionali irrinunciabili”.

Ha precisato poi Serena Biancalani, presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze,“Ci auspicavamo che questa occasione potesse diventare un primo passo per poter parlare di Architettura con il Comune di Firenze, diventando una concreta opportunità per mettere a punto studi sull’arredo urbano utili alla sicurezza ma anche mirati a risolvere criticità dello spazio cittadino, nel rispetto dell’identità storico-culturale ma anche civica e sociale della città di Firenze. (…) Trasformare un problema emergenziale nell’opportunità di affrontare lo studio dell’arredo urbano avrebbe potuto candidare la città di Firenze alla promozione di un progetto pilota per le città d’arte”.

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Le proposte per #FlorenceCalling

Le proposte, ad ogni modo, in questi due mesi sono arrivate, e sono arrivate da architetti, singoli o associati, ingegneri, agronomi, garden e interior designer, e studenti. In tutto una cinquantina di idee, soprattutto sedute, vasi e fioriere, molte arrivate da Firenze ma anche da altre città d’Italia, e alcune dall’estero (il bando era stato pubblicato anche in inglese).

Tra le proposte, che dovranno essere pubblicate sul sito del Comune di Firenze e valutate dalla commissione presieduta dal sindaco Nardella e dall’architetto Boeri, ci sono sedute di ogni forma e dimensione, panchine che si richiudono a libro e scompaiono, fioriere con varie conformazioni, e soluzioni che danno molta importanza al colore e all’illuminazione notturna.

Nell’immagine, uno schizzo di Stefano Boeri, dalla pagina Facebook Stefano Boeri Architetti.

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