Premio Domus Restauro e Conservazione VI edizione, i progetti premiati

Premio Speciale Didattica Internazionale MEDAGLIA D’ORO The Theodoli castle in Ciciliano. Methods of analysis and future outlooks – International Workshop

Il Premio Domus Restauro e Conservazione, giunto quest’anno alla sua sesta edizione, si è concluso con la cerimonia di premiazione dei progetti selezionati tra i 90 candidati, durante la cerimonia di apertura del XXIV Salone Restauro Musei di Ferrara il 22 marzo scorso.

Ormai legate da un partenariato più che decennale (anche per il complementare Premio Internazionale Architettura Sostenibile, quest’anno alla XII edizione), il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e l’Azienda Fassa S.r.l. hanno l’obiettivo di dare visibilità a lavori elaborati come Tesi di Laurea, Master, Dottorato o Specializzazione, che abbiano saputo interpretare in modo consapevole i princìpi conservativi nei quali la comunità scientifica si riconosce, anche ricorrendo a forme espressive contemporanee. Inoltre, da questa edizione si è attivato anche il Premio Speciale Didattica Internazionale con la volontà di premiare e valorizzare corsi, laboratori, workshop tenuti all’interno di Facoltà, Dipartimenti di Architettura, Ingegneria o Istituti di Belle Arti, con sede all’estero, o gli insegnamenti che sono svolti soprattutto attraverso apporti collettivi.

La sesta edizione ha visto assegnare tre medaglie d’oro ex-aequo, tre medaglie d’argento e cinque menzioni d’onore.

Premio Domus Restauro e Conservazione: i premi

I primi premi sono stati assegnati al “Restauro del Castello di Ginosa” (Autori: Antonio Albanese, Federica Allegretti, Carla Castellana, Angela Colamonico, Federica Fiorio, Martino Marasciulo; Relatrice: Rossella de Cadilhac, Politecnico di Bari), al “Casale Teverolaccio – Analisi, ricerca e progettazione per la conservazione e riutilizzazione” (Autori: Tieri Mariella, Di Florio Daniela; Relatore: Prof. Arch. Claudio Varagnoli, Università degli Studi “G. D’annunzio”, Chieti Pescara) e a “Micul Trianon di Floresti, progetto di restauro e riuso del palazzo della famiglia Cantacuzino” (Autori: Maria Chiara Lovisetto, Enrico Toniato; Relatrice: Sara Di Resta, Università IUAV di Venezia).

Le tre medaglie d’argento sono stati aggiudicate a “Un castello ed il suo paesaggio: conservazione e valorizzazione dei resti del castello di Coriano (Autori: Francesca Galli, Chiara Magnani, Daphne Zenoni; Relatore: Andrea Ugolini, Università di Bologna), a “Riconfigurazione paesaggistica e Restauro Architettonica del castello di Cervinara” (Autore: Gian Marco Prisco; Relatori: Valentina Russo, Pasquale Miano, Università degli Studi di Napoli ” Federico II”) e a “Il restauro della chiesa di San Francesco in San Giovanni in Persiceto” (Autore: Livia Travaglini; Relatore: Claudio Galli, Università di Bologna).

Le menzioni d’onore sono state assegnate dalla giuria a Tesi provenienti dagli atenei di Roma, Bologna, Bari, Milano e dall’Universidade de São Paulo, Brasile. Per quanto riguarda invece il Premio Speciale Didattica Internazionale, insieme alle varie menzioni (Ahmedabad – India, Valencia – Spagna, Cardiff – Regno Unito, Lovanio – Belgio) si aggiudica la medaglia d’oro il lavoro sulla “Cité de l’Architecture et du Patrimoine”, Paris, Ecole de Chaillot, con il corso The Theodoli castle in Ciciliano. Methods of analysis and future outlooks.

La giuria, presieduta da Riccardo Dalla Negra (Professore Ordinario di Restauro Architettonico dell’Università degli Studi di Ferrara), quest’anno era composta da Maria Adriana Giusti (Professore Ordinario di Restauro, Ateneo di Torino), Maria Piccarreta (Soprintendente per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Lecce), Javier Gallego Roca (Escuela Téconica Superior de Arquitectura, Universidad de Granada) e Marcello Balzani (Vicedirettore del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara).

Ormai da sei anni quello della Conferenza, come la grande mostra all’interno del Salone (al Padiglione 4) che espone tutti i progetti partecipanti, sono diventati un importante momento di confronto tra i diversi indirizzi teorici che oggi si confrontano sul tema del restauro architettonico, peraltro con articolazioni sempre più complesse derivanti, da un lato, dalla vitale contaminazione delle diverse ‘scuole’, dall’altro, dall’estensione del valore testimoniale, temporale e tipologico, dei ‘prodotti’ architettonici del passato.

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