Premio di architettura Barbara Cappochin 2017: i progetti vincitori

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Sono stati annunciati i vincitori dell’ottava edizione del Premio Internazionale di architettura Barbara Cappochin, a cui, come avevamo visto, potevano partecipare opere completate negli ultimi 3 anni. Il premio ha l’obiettivo di far emergere il ruolo centrale dell’architettura nel processo di trasformazione del paesaggio, e per questo seleziona le opere di architettura e rigenerazione urbana sostenibile che coniughino estetica, funzionalità e sostenibilità e si distinguano per qualità, uso appropriato dei materiali e delle strutture, e studio dei particolari costruttivi.

La giuria, composta da Francisco Mangado, Livio Sacchi (Rappresentante CNAPPC), Roger Riewe (Rappresentante Consiglio Architetti d’Europa, CAE) e Marc Di Domenico (Rappresentante Unione Internazionale Architetti, ULA), ha scelto come vincitore il progetto Post Disaster School a Chiang Rai, in Tailandia, dell’architetto Varavarn Varudh (studio Vin Varavarn Architects), una struttura semplice ed economica che “ha raggiunto forte valore architettonico con risorse minime“, nel rispetto della topografia dei luoghi e del paesaggio circostante. La giuria ha voluto evidenziare anche “l’impegno sociale e le condizioni di emergenza che hanno portato alla costruzione dell’edificio, dimostrando che è possibile progettare architettura di qualità anche in tali difficili condizioni“.

La giuria ha assegnato anche diverse menzioni (tre, più una speciale) e premi dedicati alle opere di architettura realizzate nella Regione Veneto.

Premio Cappochin 2017, le menzioni

  • Ceuta Public Library, architetto Garcia de Paredes Angela (studio Paredes Pedrosa Arquitectos)

Il progetto si basa sul dialogo con la città ispano-africana di Ceuta, con la sua topografia e il suo passato archeologico. La giuria rileva che “gli interni luminosi e vibranti creino un significativo rapporto con le imponenti rovine al centro dell’edificio. I volumi piegati avvolgono l’edificio all’interno di sobrie facciate, consentendo ai visitatori di godere bellissime viste del Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico”.

Per immagini e ulteriori formazioni su questo progetto leggi l’approfondimento

  • Centro di formazione per l’occupazione di Baza, Granada, architetto Fierro Stanislao (studio Fierro)

Secondo la giuria, questo progetto, di cui apprezza la scelta della materialità e la composizione dei volumi, risolve molto bene un problema urbano e topografico in un contesto storico: “è importante sottolineare come la sezione trasversale risolva la differenza di livello tra due differenti realtà urbane: un contesto chiaramente definito al livello inferiore e uno spazio vuoto e indefinito a quello superiore (…). Il tutto stabilisce una relazione intelligente con le due parti della città”.

  • Wugglyhouse, architetto Tagliabue Franco (studio ifdesign)

La giuria è rimasta colpita da questa “scultorea casa e dai suoi interni apparentemente semplici e minimali che mostrano un magistrale controllo della luce naturale e un elegante utilizzo dei materiali di finitura. La forma libera del tetto determina un’iconica immagine e produce una dinamica serie di spazi”.

  • Casa del sole, architetti Maria Claudia Clemente, Francesco Isidori (studio LABICS) – menzione speciale

Situata ai margini del centro di Roma, la Casa del Sole gioca un ruolo essenziale nella rigenerazione di un quartiere delicato. La giuria elogia l’attenzione alla sostenibilità delle facciate, “che creano uno sfondo sobrio alle pesanti infrastrutture ed ai numerosi nuovi edifici in costruzione nelle aree circostanti”.

Premio Cappochin 2017, i vincitori della sezione regionale

Per quanto riguarda invece la sezione regionale, è stato nominato un altro progetto vincitore e sono state assegnate due menzioni:

  • Corte del Commiato, sistemazione e ampliamento del Cimitero di Megliadino S. Vitale, architetto Mirco Simonato

La giuria ha apprezzato la scelta del materiale di finitura che caratterizza l’intero complesso e, in generale, e il “mondo poetico creato dal progetto, una composizione minimale basata su un’idea semplice. Chiare forme archetipiche, usate in modo intelligente, sono strategicamente organizzate in prospettive spaziali pensate da diversi punti di vista”.

  • Cantina Pizzolato – la cantina dalle radici BIO, architetti Adriano Marangon e Michela De Poli (studio Made Associate)

La giuria ha voluto premiare il forte radicamento del progetto nella cultura architettonica rurale del Veneto, dato dagli “interessanti volumi, chiaramente legati agli edifici tradizionali e l’uso di legno proveniente da una vicina foresta controllata”.

  • Corte Bertesina, architetto Traverso Giovanni (studio Traverso-Vighy Architetti)

La giuria ha apprezzato le proporzioni dell’edificio, i suoi dettagli e i materiali utilizzati, oltre alla “semplice articolazione degli elementi architettonici rurali usati in modo contemporaneo. I nuovi corpi di fabbrica danno vita a una corte di alto valore spaziale e a sorprendenti ed emozionanti interni”.

Per ulteriori informazioni
www.bcbiennial.info

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