Giovanni Battista Piranesi in mostra al Museo di Roma

Un’ampia selezione delle opere più significative di Piranesi, figura centrale per la cultura figurativa del Settecento europeo.

Giovanni Battista Piranesi Museo di Roma
Giovanni Battista Piranesi, Veduta di Campo Vaccino (1748-1774)

La mostra Piranesi. La fabbrica dell’utopia documenta, con oltre 200 opere grafiche, l’attività di Giovanni Battista Piranesi (Mogliano Veneto, 1720 – Roma, 1778), il grande incisore e architetto votato alla riscoperta dell’archeologia che applicò la matrice vedutistica della propria formazione veneta a un’immediata passione per le grandiose rovine di Roma, dove si trasferì nel 1740. La vasta produzione acquafortistica di Piranesi, caratterizzata da visioni prospettiche scenograficamente esasperate e da violenti effetti luministici, ne fecero uno degli artisti di maggior successo in un mercato artistico in veloce espansione qual era quello romano nel periodo culminante del Grand Tour internazionale.

La mostra, a cura di Luigi Ficacci e Simonetta Tozzi, è ospitata dal Museo di Roma, Palazzo Braschi, fino al 15 ottobre 2017 e presenta un’ampia selezione delle opere più significative di Piranesi, figura centrale per la cultura figurativa del Settecento europeo. Il percorso fra le sue opere più celebri vede quindi esposte le grandi Vedute di Roma,
dalle amplificate prospettive architettoniche, i fantasiosi Capricci eseguiti ancora sotto
l’influsso di Tiepolo, le suggestive visioni della serie delle Carceri, fino alle
varie raccolte di antichità romane.

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Accanto a questi materiali saranno esposti i marmi, oggi conservati nelle collezioni
della Sovrintendenza Capitolina, derivati dalla celebre Forma Urbis severiana, la prima
pianta di Roma fatta scolpire su pietra da Settimio Severo, che Piranesi tentò di ricostruire
nella sua originaria composizione. È stata infine creata, grazie al contributo e alla tecnologia del Laboratorio di Robotica Percettiva dell’Istituto TECIP, una sala immersiva
delle prigioni piranesiane rese in versione tridimensionale.

Infine, il percorso sarà completato da accurate restituzioni fotografiche dell’unica realizzazione architettonica di Piranesi, la chiesa di Santa Maria del Priorato (1765), realizzate dal fotografo Andrea Jemolo.

Spiega uno dei curatori, Luigi Ficacci: “I prodotti editoriali su Piranesi, in un megastore librario, si trovano in genere nel settore arti grafiche; o eventualmente, in librerie più specialistiche, negli scaffali dedicati all’incisione. Non nella sezione architettura, non in quella archeologia, né tra le generali sequenze monografiche delle arti maggiori. È un’inezia, ma, volendo, significativa dell’usuale considerazione di Piranesi, ai nostri giorni. (…) Le valutazioni storiografiche tendono a procedere separate, distinte per settori particolari della sua arte, seguendo metodi e categorie stabiliti in epoca successiva. Qui, vogliamo tentare di descrivere Piranesi secondo la lettera della definizione che frequentemente volle dare a se stesso nelle indicazioni di responsabilità di molte opere, tra cui quelle destinate al massimo successo, le Vedute di Roma: ‘architetto veneziano‘. Doppia identificazione che, nella sua concezione di architettura, pare integrarsi in una sintesi del tutto nuova.”

Scheda evento

evento|event Piranesi. La fabbrica dell'utopia
a cura di|curated by Luigi Ficacci e Simonetta Tozzi
dove|where

Museo di Roma,
Palazzo Braschi

quando|when dal 16 giugno al 15 ottobre 2017
orari|hours

dal martedì alla domenica
ore 10:00 - 19:00
(la biglietteria chiude un'ora prima)

ingresso|admission Intero: € 9,00 - Ridotto: € 7,00 - Speciale Scuola: € 4,00 ad alunno - Speciale Famiglia: € 22,00
sito ufficiale|website Piranesi. La fabbrica dell'utopia

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