Sì alle prestazioni professionali gratuite: lo scandalo di Catanzaro continua

piano strutturale catanzaro

Aggiornamento del 5 ottobre 2017: Una sentenza del Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza del Tar della Calabria che aveva accolto il ricorso presentato dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Catanzaro e da altri ordini territoriali (affiancati dallo stesso CNAPPC), contro il Comune di Catanzaro per aver indetto un bando per il conferimento di incarichi professionali a titolo gratuito, salvo rimborso spese (e il compenso “simbolico” di 1 euro), per la redazione del Piano Strutturale Comunale (si veda più in basso per i dettagli). Quindi, d’ora in poi, sì alle prestazioni professionali gratuite?

>> Leggi anche Solarino come Catanzaro, arrivano altri due bandi da 1 euro

Con la sentenza 4614/2017 del 3 ottobre 2017 che dà ragione al Comune di Catanzaro, il CdS ha davvero dato l’ok alle gare d’appalto senza compenso per i professionisti. Secondo i giudici, quindi, i principi della concorrenza e la garanzia di serietà e affidabilità possono essere assicurati anche se il contratto non è a titolo oneroso.

>> Leggi la sentenza 4614/2017 del Consiglio di Stato e

>> l’appello di Inarcassa ai professionisti #sevalgo1euro

In parole povere, il committente pubblico è diverso da quello privato, e può offrire al suo fornitore forme alternative di compenso, non necessariamente di tipo economico, perché, come si legge nella sentenza, l’utile finanziario “non è considerato elemento indispensabile dal diritto vivente dei contratti pubblici”. L'”aspirante contraente” può, secondo la sentenza, trovare convenienza “non già da un’utilità economica, ma solo da un’utilità finanziaria: perché l’utilità economica si sposta su leciti elementi immateriali inerenti il fatto stesso del divenire ed apparire esecutore“.

Le prese di posizione dell’OICE (Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria), del CNAPPC e di altre associazioni, sono chiaramente durissime. Per Gabriele Scicolone, Presidente OICE: “È semplicemente folle immaginare che un professionista o una società possano svolgere attività che impattano sulla sicurezza dei cittadini e sull’efficienza ed efficacia degli investimenti pubblici senza alcun corrispettivo, nel presupposto di non meglio identificate, e francamente inquietanti, altre utilità. I giudici, animati dal solo intento di legittimare ogni forma di contenimento della spesa, anche sulle spalle di giovani professionisti che lavorano in studi e società, hanno preso un vero e proprio abbaglio (…)”.

Giuseppe Cappochin, Presidente del CNAPPC, ha invece commentato: “Credevamo che, dopo la bocciatura del bando da parte del TAR della Calabria, finalmente la giustizia sarebbe riuscita a fermare una iniziativa immorale e scandalosa (…), manifestazione di un vero e proprio caporalato intellettuale e professionale. Sconcerta, dunque, la Sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata lo scorso 3 ottobre, che, ribaltando quanto stabilito dallo stesso TAR, ha considerato legittimo quel bando”.

Ma sull’equo compenso non si erano fatti passi avanti?

***

Aggiornamento del 14 dicembre 2016: Il Tar della Calabria ha accolto il ricorso contro il Comune di Catanzaro per aver indetto un Bando per il conferimento di incarichi professionali a titolo gratuito per la redazione del Piano Strutturale Comunale.

Commenta Cappochin, Presidente del CNAPPC: “Finalmente è la giustizia a fermare una iniziativa scandalosa, negativa e anche preoccupante, poiché avrebbe  potuto creare precedenti, ed assolutamente agli antipodi dei principi della trasparenza e della concorrenza, ma soprattutto di quello della centralità del progetto. E’ la giustizia ad affermare  in modo chiaro che gli architetti non sono professionisti figli di un Dio minore che devono offrire le loro prestazioni senza ricevere alcun compenso, né gli abitanti di Catanzaro cittadini di serie B che non meritano di vivere in luoghi belli”.

Leggi anche Prestazioni professionali gratuite, da INARSIND l’invito a mandare deserte le gare

“Il Bando non solo violava il sacrosanto diritto a vedere adeguatamente remunerata ogni prestazione professionale, così come sancito da Costituzione e Codice Civile, ma, più in generale ha posto la questione del mancato riconoscimento della qualità progettuale -e dell’architettura in generale – fondamentale per la comunità dei cittadini soprattutto in un settore così delicato come quello della pianificazione urbanistica. Qualità che certamente ha un costo che è certamente inferiore rispetto al plusvalore che genera in termini di benessere e di qualità dell’habitat, ai quali potrà contribuire l’utilizzo di concorsi di progettazione basati su una preliminare attenta lettura del paesaggio urbano e paesaggistico preesistente”.

— Articolo del 26 ottobre 2016

È stato pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il bando di gara per l’affidamento del Piano Strutturale del Comune di Catanzaro annunciata a marzo scorso (leggi qui il testo del bando). Le polemiche erano già iniziate, ma adesso che la cosa è concreta sono nuovamente esplose, e nemmeno Cappochin, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, è riuscito a trattenersi.

Da dove nasce la polemica? La gara prevede il compenso, simbolico, di 1 euro. Oltre, naturalmente (e ci mancherebbe altro), al rimborso spese, quantificate in una cifra massima di 250 mila euro.

Leggi anche Formazione Architetti, sospensione dietro l’angolo per chi non completa i crediti

Il Comune di Catanzaro cerca quindi professionisti disposti a svolgere il servizio, che comprende la redazione del piano strutturale, la redazione del regolamento edilizio e urbanistico e la valutazione ambientale strategica della pianificazione, gratuitamente.

Il motivo è semplice, ma non per questo rende il caso meno incredibile: il Comune non dispone di tutti i fondi necessari (450 mila euro) a finanziare la gara. Secondo l’amministrazione è tutto regolare, la Corte dei Conti, interpellata preventivamente, ha infatti deliberato in questo senso.

La selezione dovrà quindi avvenire su elementi di valutazione diversi da quello della considerazione della congruità economica delle offerte. Come dichiara l’Assessore all’Urbanistica, “la selezione avverrà sulla base di requisiti tecnici a beneficio della qualità, e il vincitore della competizione potrà ripagarsi con il prestigio ottenuto grazie a questo incarico”. Una visione interessante.

Cappochin non è però dello stesso parere dell’assessore. Si riserva di esaminare le carte in modo più approfondito, ma intanto ha già allertato l’ufficio legale per rispondere all’iniziativa. “Non possiamo accettare un cosa del genere. Ritengo che sia una cosa scandalosa, negativa e anche preoccupante perché potrebbe creare precedenti. Io faccio piani e questi incarichi valgono mezzo milione di euro. È impensabile fare i piani a titolo gratuito, salvo le spese. Come può esserci trasparenza e centralità del progetto?”.

E ha concluso “Faremo tutto quello che è possibile fare per contrastare queste cose: siamo diventati gli unici professionisti che lavorano a gratis”.

Leggi anche l’articolo Architetto o schiavo? Lo sfogo di un trentenne a L’Espresso

Aggiungi un commento

Aggiungi un commento
Please enter your name here