Patto di non concorrenza: come può un architetto tutelare le proprie idee?

Patto di non concorrenza

Il mondo del lavoro è estremamente complesso e variegato, sia nello svolgimento in senso stretto delle attività che nel rapporto con i clienti, i fornitori e, ultimo ma non meno importante, nelle diverse problematiche che possono sorgere durante la vita lavorativa.

Nel settore dell’architettura più che il rischio fisico di sottrazione materiale di beni, come ad esempio potrebbe avvenire in un negozio con un furto di merce, ciò che più può preoccupare è il rischio di furto intellettuale. L’architettura infatti premia il talento, l’inventiva, la capacità di creare o di trovare soluzioni argute.

Cosa si può rubare ad un architetto?

Non è raro, purtroppo, trovarsi in spiacevoli situazioni nelle quali le idee e il know how vengono sottratti per trarre vantaggio in modo fraudolento a danno nostro e dell’ attività.

I casi più frequenti riguardano ex dipendenti o ex collaboratori che, dopo la fine del rapporto, approfittano di ciò che hanno appreso dal nostro lavoro per sfruttarlo in proprio o a favore di altre aziende. Ed è qui che ci viene in aiuto l’ordinamento giuridico con la previsione del patto di non concorrenza.

Il patto di non concorrenza

Il patto di non concorrenza è una clausola che può essere apposta in un contratto di lavoro con la quale il lavoratore e il datore di lavoro si accordano al fine di prolungare gli obblighi di fedeltà (che sono impliciti nel contratto per tutto il periodo della sua durata) anche oltre il termine del rapporto professionale.

Quali sono i requisiti di validità del patto

I requisiti per la validità del patto di non concorrenza sono innanzitutto la forma scritta, senza la quale il patto non può avere nessuna forma di opponibilità ai terzi; l’accordo deve inoltre definire l’oggetto, l’ambito territoriale entro il quale ha validità, la durata (l’accordo di non concorrenza non può essere infinito) e, infine, il compenso, poiché il “sacrificio” richiesto all’ex dipendente o collaboratore di non avviare una propria attività o non lavorare per altre aziende nel medesimo settore merita di essere valutato anche da un punto di vista economico.

Come un architetto può tutelarsi?

Nonostante la possibilità di stipulare il patto di non concorrenza, è sempre giusto che un architetto si tuteli per evitare che quel patto non venga rispettato e che, dalla violazione del patto, ne derivi un danno importante alla propria attività.

Qualora infatti si abbia il sospetto che un ex dipendente stia violando il patto e agendo in modo da nuocerci, è fondamentale rivolgersi a dei professionisti in grado di affiancarci e supportarci, svolgendo le dovute indagini per appurare se sussistano o meno violazioni del patto che vadano a ledere i nostri diritti e quelli della nostra impresa, fornendoci le prove di ciò che sta avvenendo.

 

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