Flash mob sulle parità di genere alla Biennale di Venezia: Voices of Women coinvolge Rebel Architette 

Flash mob parità di genere biennale architettura 2018
Ph. © rebelarchitette / palumbo

Capita che un giorno di maggio ti ritrovi ai Giardini dell’Arsenale – con un ingresso stampa per la Biennale di Architettura – in trepidante attesa di un evento che tu sai stia per succedere ma tutti gli altri no, a parte chi, come te, inizia a gettarsi intorno sguardi d’intesa, tirando fuori da borse e zaini dei ventagli colorati. Poi alle 11 in punto succede davvero: Martha Thorne (direttrice del Pritzker Prize), Odile Decq e Farshid Moussavi salgono in piedi su una panchina e un centinaio di ventagli si alzano al cielo. È il segnale di inizio del flash mob!

Dopo la marcia delle donne al Festival di Cannes – che ha coinvolto attrici, registe, produttrici, scenografe e fotografe – anche le architette vogliono far sentire la loro voce: vi racconto che cosa è successo a Venezia la mattina di venerdì 25 maggio, facendo prima un passo indietro.

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Un anno fa è iniziato il progetto del gruppo Rebel Architette, di cui faccio parte: 13 creative – diventate con il passare dei mesi le 18 di oggi – hanno dato vita ad un collettivo di attiviste digitali, le cui azioni vanno dalla promozione e diffusione del titolo di Architetta, al monitoraggio di giurie e conferenze declinati solo al maschile, all’azione di mentoring sul territorio rivolto alle nuove generazioni (ne abbiamo parlato anche qui, ndr).

Uno dei nostri obiettivi primari è la volontà di offrire modelli di eccellenza al femminile che operino nel mondo dell’architettura a giovani studenti e studentesse, ma anche a tutti/e coloro che siano interessati/e a garantire una visione più inclusiva e più equa della professione. Da questo intento comune è nato il libro digitale ARCHITETTE = WOMEN ARCHITECTS / Here We are!, completato solo pochi giorni fa, che raccoglie i profili di 365 studi di progettiste di grande ispirazione, più o meno noti, inizialmente pubblicati, uno al giorno, sulla pagina Facebook del nostro gruppo.

È proprio grazie a questo progetto e all’impegno nella sua diffusione, giunta anche alla stampa estera, che il collettivo Rebel Architette è arrivato all’attenzione del gruppo internazionale Voices of Women, un movimento nato due mesi fa grazie all’architetta Caroline James (nel 2014 Caroline James, insieme ad Arielle Assouline-Lichten, aveva lanciato la petizione per il riconoscimento retroattivo del Pritzker Prize 1991 anche a Denise Scott Brown, ndr) – che prosegue concettualmente il lavoro Voices from Venice: Global Dialogues with Women who Practice Architecture della Biennale Architettura 2014 – e che annovera tra i suoi membri Martha Thorne, Louise Braverman, Odile Decq, Toshiko Mori, Benedetta Tagliabue, Farshid Moussavi, Caroline Bos (UNStudio), Atxu Amman e Charlotte Malterre-Barthes.

Il flash mob del 25 maggio

E qui torniamo alla mattinata di venerdì scorso: nelle settimane precedenti, Voices of Women ha contattato Francesca Perani, ideatrice e curatrice del gruppo, per coinvolgerci nel comitato organizzatore del flash mob di sensibilizzazione sulle parità di genere in qualità di attiviste locali (e ora co-firmatarie del Manifesto).

Dopo che le partecipanti si sono riunite allo sventolare dei ventagli, attirando l’attenzione generale dei visitatori della Biennale, le capogruppo hanno letto un manifesto condiviso, una dichiarazione a favore delle donne nell’architettura: “Le donne non sono una minoranza nel mondo, ma le donne sono ancora una minoranza nel campo dell’architettura e vogliamo che il mondo in cui viviamo venga riflesso meglio in questa professione. La Biennale di Venezia 2018 FREE SPACE è un momento cruciale per prendere coscienza e promuovere un trattamento equo e rispettoso di tutti i membri del mondo dell’architettura, indipendentemente dal genere, dalla razza, dalla nazionalità, dall’orientamento sessuale e dalla religione (il testo completo è reperibile sul sito di VoW, link a fondo articolo).

Più di 100 le adesioni note – tra cui troviamo, ad esempio, Francine Houben (Mecanoo), Anna Heringer, Manuelle Gautrand, Gabu Heindl, Doriana Fuksas, Alia Bengana, Alison Brooks, Anna Torriani (APT architecture), Marion Weiss (Weiss/Manfredi), Clare Cousins e Melissa Bright (MAKE architecture) – oltre ai moltissimi sostenitori fra i colleghi uomini.

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Dopo la lettura del Manifesto, il flash mob è diventato un momento di condivisione e di scambio di opinioni fra partecipanti più e meno note: le interviste dei giornalisti, le domande di curiosi e simpatizzanti, le foto di rito e quelle più estemporanee.

E se pensiamo ai primi giorni di attività del nostro gruppo, nato solo un anno fa, e ai primi profili selezionati e pubblicati, non possiamo che essere orgogliose del risultato raggiunto e della partecipazione sempre più dichiarata di colleghe e colleghi, sia nazionali sia internazionali, al nostro intento comune.

Per ulteriori informazioni su Rebel Architette
rebelarchitette.it
pagina facebook

Per ulteriori informazioni su Voices of Women
vowarchitects.com
manifesto

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