Stefano Boeri, Metrogramma e Inside Outside vincono il concorso per il Parco del Ponte di Genova

il parco del ponte genova vincitori

Aggiornamento del 3 ottobre 2019: la classifica provvisoria pubblicata il 18 settembre scorso è stata confermata: ad aggiudicarsi ufficialmente il concorso Il Parco del Ponte per la rigenerazione del Quadrante Val Polcevera e la realizzazione del Nuovo Parco Urbano sotto il nuovo Ponte di Genova è il team composto da Stefano Boeri Architetti, Metrogramma e Inside Outside con Mobility in Chain, Transsolar, Tempo Riuso, H&A Associati, Laura Gatti, Luca Vitone Accotto Secondo Antonio.

Adesso potrà iniziare la progettazione preliminare (preceduta da una fase di coinvolgimento degli stakeholder locali in due workshop che verranno organizzati nel corso del mese di ottobre), a cui seguiranno la definitiva e l’esecutiva, prevista per la fine di febbraio 2020.

Le proposte ideative pervenute nel corso della prima fase del concorso, bandito dal Comune di Genova in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Genova e il CNAPPC, sono state 31 in totale; di queste solo 6 hanno avuto accesso alla seconda fase, in cui i gruppi selezionati sono stati chiamati a produrre un approfondimento (con planimetrie, foto aeree, render, sviluppi progettuali, illustrazione tecnica e relazione economica). Ieri, 17 settembre 2019, la giuria di esperti – composta dal prof. Arch. Franco Zagari (Presidente) e dagli architetti Alessandra Oppio, Carlo Calderan, Manuel Ruisanchez e Benedetto Camerana – ha portato a compimento questa seconda fase con la selezione provvisoria del gruppo composto da Boeri, Metrogramma e Inside Outside.

Leggi anche Concorso Farini Milano, il progetto vincitore (di OMA e Laboratorio Permanente)

I progetti richiesti dal concorso – che, tra l’altro, è stato inserito tra i quattro migliori concorsi di progettazione architettonica a livello mondiale da ACE-UIA (Consiglio Architetti d’Europa-Unione Internazionale degli Architetti) – dovevano prevedere la realizzazione di un parco urbano che si sviluppi dal versante Ovest al versante Est della Valpolcevera, completo dei sistemi di connessione necessari per bypassare le grandi infrastrutture esistenti (passerelle, sottopassi, ecc.) e dotato di una “piazza della memoria”, oltre a un nuovo insediamento per le attività produttive hi-tech aperto al quartiere.

Dopo l’aggiudicazione definitiva avremo probabilmente a disposizione qualche immagine del progetto vincitore (che il prossimo 25 ottobre sarà ufficialmente presentato presso la sede dell’Unesco di Parigi, durante la Conferenza Internazionale ACE-UIA on Architectural Design Competition). Per ora sappiamo solo che il focus del progetto sarà un percorso ciclopedonale che attraverserà per 1851 metri il quadrante di Val Polcevera, passando sotto il nuovo ponte, e dialogando con gli edifici circostanti trasformandosi in passerella, rampa sopraelevata e persino piazza: un “Cerchio Rosso” d’acciaio che abbraccerà la Genova del futuro.

Sarà un “omaggio alla memoria industriale di Genova, fatta di gru, carroponti e acciaierie” spiega Stefano Boeri, che continua: “Il cerchio si allargherà e, in alcuni punti, si innalzerà fino a 12 metri d’altezza, intorno ad un parco, il Parco del Polcevera, di 23 ettari, con tremila alberi e 43 specie arboree, una per ogni vittima del 14 agosto 2018″. Il Cerchio Rosso si concluderà con una Torre del Vento composta da decine di turbine eoliche, che si alzerà nel cielo al centro della Valle del Polcevera.

Nel frattempo, la costruzione del nuovo viadotto che andrà a sostituire il Ponte Morandi crollato il 14 agosto del 2018 – elaborato, come sappiamo, sulla base del progetto architettonico di Renzo Pianoprocede senza sosta. Dopo l’elevazione delle prime pile, iniziata i primi di settembre, sono entrate nel vivo anche le lavorazioni dell’acciaio (tutti gli aggiornamenti si trovano sul sito pergenova.it, dove, grazie a sei live webcam, è possibile anche seguire i lavori in diretta). Attendiamo aggiornamenti.

Rigenerazione sociale, urbana e sostenibile Giuliano Colombini, 2018, Maggioli Editore

Fondamenti per la pianificazione delle trasformazioni del territorio e delle relazioni umane.



Aggiungi un commento

Aggiungi un commento
Please enter your name here