Parco Biblioteca degli Alberi: il progetto, il giardino, i materiali

Le caratteristiche del progetto rendono il parco il luogo in cui vive una nuova concezione del rapporto tra natura e città

L’area del parco in via de Castillia a Milano

L’area del parco in via de Castillia a Milano, pari a 7500 mq, corrispondente al primo lotto del futuro Parco Biblioteca degli Alberi, è stato inaugurato al pubblico il 1° aprile 2017. Ospita 3 tipologie di alberature (Frassinus Excelsior, Populus Nigra Italica, Carpinus Betulus), 44 alberi, due campi da bocce, giochi d’acqua e un innovativo parco giochi accessibile anche a bambini con disabilità.

Il progetto del Comune di Milano di questo primo lotto intorno alla Fondazione Riccardo Catella e all’Incubatore per l’Arte, la cui direzione lavori è stata condotta dallo studio LAND, ha previsto in quest’area anche una serie di orti didattici (circa 260 mq), che ospiteranno un nuovo programma di laboratori di orticoltura urbana aperti alla cittadinanza con cadenza settimanale gestiti dalla Fondazione Riccardo Catella, attiva da oltre 10 anni nella valorizzazione degli spazi pubblici e nello sviluppo sostenibile sul territorio.

Il progetto

Il progetto Area tra Via De Castillia e Via Sassetti comprende la ristrutturazione del giardino pubblico esistente, il suo ampliamento e inserimento nel progetto complessivo del parco Biblioteca degli Alberi. L’ingresso principale sarà da Via De Castillia, nell’angolo nord del futuro parco Biblioteca degli alberi, dove sono presenti gli edifici della Fondazione Catella, che ospita funzioni pubbliche e private e dell’Incubatore dell’Arte, intorno ai quali si svilupperanno le funzioni del giardino pubblico.

Contrariamente al resto del parco, che non avrà recinzioni perimetrali per garantirne la continua accessibilità, quest’area sarà in parte recintata, per consentire lo svolgimento di attività al servizio di bambini e anziani. Sarà infatti dotata di un livello di attrezzatura superiore allo standard del resto del futuro parco: pergole con tavolini, campi da bocce, un’area giochi, una fontana con giochi d’acqua e orti didattici per la coltivazione di ortaggi e fiori.

L’area del parco in via de Castillia a Milano

Il superamento della contrapposizione Natura e Cultura-Città, ovvero tra società e ambiente, è stato innescato dal progresso scientifico e tecnologico e dalle relative conseguenze. L’esaurirsi delle risorse energetiche, l’inquinamento, i cambiamenti climatici costringono a superare questa distinzione verso una descrizione più sofisticata dei rapporti tra i gruppi umani e gli ambienti che essi abitano. E invitano a considerare l’ecologia in senso più ampio nei suoi molteplici aspetti: vegetali, animali, geofisici, paesaggistici, urbani. Si sta affermando infatti un nuovo modo d’interpretare il critico rapporto Uomo/Natura in termini di “eco antropologia”.

Il verde è entrato dunque nella sensibilità contemporanea e questo significa necessariamente contemplare e riconsiderare il concetto di “biodiversità”. La visione del verde urbano come deposito delle biodiversità che ascolta l’identità del luogo per un rinnovato rapporto con la natura in città è anche l’obiettivo di Petra Blaisse per la realizzazione del nuovo parco Biblioteca degli Alberi: ultimo tassello della rigenerazione dell’area di Porta Nuova, avviata con il masterplan elaborato dal 1999 per il Comune di Milano dagli architetti Pierluigi Nicolin e Giuseppe Marinoni, che identifica proprio il “Parco centrale” come elemento morfologico attorno al quale configurare formalmente e concettualmente quest’ampia ricucitura urbana.

Partendo da criteri urbani e paesaggistici assieme, il concept del masterplan si è poi evoluto in una dimensione dove anche gli edifici tendono a naturalizzarsi, come il Bosco Verticale, o seguono rigidi protocolli di certificazione energetica come contributo alla salvaguardia ambientale. L’idea di “Parco centrale” si esprime qui attraverso un’intricata rete di attraversamenti fisici e visivi. Memore della tradizione classica e barocca dei “rettifili”, qui, tali attraversamenti, assumono anche il compito di scomposizione/ricomposizione frattale come modalità per adattarsi alla complessa orografia del suolo. I “Percorsi lineari” articolano il parco in molteplici ambiti paesaggistici e tematici, le ‘Foreste circolari”, i “Campi irregolari”, i “Giardini di graminacee”, questi ultimi opera di Piet Oudolf, connettendolo alle diverse parti di città attorno.

Il futuro è nelle “città verdi” – e tra queste si auspica anche Milano – dove naturale e artificiale si ibridano e dove alla natura è demandato il compito di generare spazi collettivi verdi e/o minerali. Ecco allora che lo spazio aperto di uso collettivo come il parco Biblioteca degli Alberi, relazionato strategicamente agli altri spazi aperti limitrofi, diventa elemento essenziale per il completamento della rigenerazione urbana avviata per questa parte di città (tra Garibaldi-Repubblica-Isola e corso Como): esempio significativo di “infrastruttura verde” capace di sollecitare contemporanee forme di ritualità abitativa e urbana.

L’area del parco in via de Castillia a Milano

Il giardino e la sua funzione

Il giardino ospita 3 tipologie di alberature (Frassinus Excelsior, Populos Nigra Italica, Carpinus Betulus), 44 alberi ed è attrezzato con giochi per i bambini e pavimentazione in gomma antitrauma. L’area è dunque dedicata particolarmente alle famiglie, all’incontro, agli anziani. Le pavimentazioni sono in calcestre per le zone più ampie e in blocchi o lastre di pietra calcarea a spacco naturale per le zone attrezzate.

La parte esterna alla recinzione, che costituisce l’ingresso del parco da L.go de Benedetti/Via Sassetti, presenta un disegno molto semplice, articolato in diversi spazi geometrici coltivati con piante erbacee perenni e arbustive da fiore. Una seconda foresta circolare, di pioppi, è collocata in quest’area, sottolineata da un percorso circolare che corre al suo perimetro, mentre gli altri percorsi corrono in linea retta, per congiungere i diversi punti di accesso ai punti di interesse all’interno. Coerentemente con i materiali previsti in tutto il parco questi percorsi sono pavimentati in cemento scopato antisdrucciolo. Lo spazio d’ingresso tra Via De Castillia e l’Incubatore dell’Arte è completato con la posa di una pavimentazione carrabile in autobloccanti intorno al nuovo edificio dell’Incubatore, a completamento di quella esistente.

Il nuovo parco Biblioteca degli Alberi, oltre a generare nuove connessioni urbane, modificherà positivamente il microclima e l’ecosistema di questa area urbana. Per fare capire questo concetto si proiettano scenari che manifestano gli effetti del clima sulla Natura e frasi che invitano a riflettere su questo tema. A partire dagli effetti positivi del clima sulla Natura, come le stagioni, fenomeni climatici naturali, si mostrano anche quelli devastanti come la glaciazione, la desertificazione e i piropaesaggi (ovvero lo stato del terreno dopo gli incendi).

La rete dei percorsi lineari, che attraversa il parco in tutte le sue parti, consente sia un facile accesso da molti punti della città sia una notevole permeabilità all’interno dell’area.
La pendenza massima viene sempre contenuta all’interno del 5% e il collegamento e l’accesso al parco sono garantiti per ogni categoria di utenti La rete di percorsi lineari che collegano il parco con le parti di città adiacenti sono gerarchicamente suddivisi in percorsi principali, larghi 5 metri e percorsi secondari, larghi 2,5 metri, con pavimentazioni in calcestruzzo grigio e nero. I campi sono le aree individuate dalle intersezioni dei percorsi lineari che, a seconda delle dimensioni e della giacitura, saranno organizzate secondo un carattere specifico: giardini fioriti, prati, piazze dure, spazi liberi, al fine di assicurarne la massima flessibilità d’uso. Le foreste circolari sono stanze naturali coperte dalle chiome degli alberi, in contrapposizione con gli spazi liberi del parco e diventano spazi attrezzati per la sosta, per lo svago e per il gioco, luoghi fondamentali dal punto di vista del programma e degli usi del parco.

Gli studi di progettazione

Inside Outside – Petra Blaisse

Fondato ad Amsterdam nel 1991 da Petra Blaisse, è uno studio specializzato in architettura di interni e del paesaggio e formato da un gruppo di professionisti, architetti, paesaggisti e designer che realizza progetti soprattutto nell’ambito degli spazi pubblici. Alcuni esempi: il Campus universitario Roeters Eiland, il Walker Art Centre, il padiglione Olandese alla Biennale di Venezia, i giardini dello Shenzen Stock Exchange, i giardini della sede CCTV e Media Park a Beijing i giardini botanici della sede della Qatar Foundation a Doha.

Petra Blaisse, designer di paesaggi e di interni, è cresciuta in Inghilterra, Portogallo, Austria, Svezia e Paesi Bassi, e ha studiato in scuole d’arte a Londra e a Groningen. Specializzata nell’uso dei tessuti e dei particolari per gli ambienti interni e, contemporaneamente, nella progettazione di giardini e paesaggi. Ha tenuto lezioni e conferenze in numerose università e ha collaborato con i più grandi architetti e ingegneri di tutto il mondo.

Studio Giorgetta

Lo Studio Giorgetta è specializzato in architettura del paesaggio, con molti importanti progetti e realizzazioni, tra i quali i recenti progetti del Parco delle aree Falck a Sesto San Giovanni con Michel Corajoud e RPBW; il sistema del verde dell’area di Cascina Merlata a Milano; gli spazi esterni e il verde della nuova sede Regione Lombardia, quelli del nuovo Parlamento di Malta e quelli della nuova sede di ISP a Torino.

Lo studio fondato da Franco Giorgetta ha iniziato l’attività nel 1965 con il progetto della partecipazione italiana alle Floralies di Gand, proseguendo e sviluppando nel tempo attività di ricerca e studio, pubblicazioni, mostre, e insegnamento. Dal 2005 si affianca nell’attività la figlia Simona, architetto. Collaborano allo studio l’urbanista Davide Telesca e gli architetti Gloria Montini e Grazia Comai.

I percorsi pedonali

Italcementi, insieme a Calcestruzzi, ha interpretato le esigenze dei progettisti proponendo texture innovative, colorazioni differenti e pavimentazioni che abbattono il calore estivo. Per i percorsi pedonali è stata utilizzata una soluzione di design grazie al calcestruzzo i.design MOSAICO con una finitura che coniuga l’eleganza dell’aspetto estetico con la stabilità e la sicurezza per chi ci cammina, la resistenza alle intemperie e la facilità di posa a costi contenuti. Nell’area del labirinto è stata preferita una soluzione drenante grazie a i.idro DRAIN, il prodotto per il garden design maggiormente utilizzato dagli architetti per le pavimentazioni nella aree verdi, nei parchi e nei giardini.  Le caratteristiche naturali e le performance del prodotto, ha una capacità drenante 100 volte superiore a quella di un terreno naturale, permettono di rispettare il ciclo naturale dell’acqua ricaricando la falda acquifera.

Per ulteriori informazioni
www.insideoutside.nl
www.studiogiorgetta.it
www.italcementi.it

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