Palazzo dei Diamanti: focus sul progetto di Labics, 3TI, Elisabetta Fabbri e Vitruvio

palazzo dei diamanti progetto
Vista dal giardino retrostante il Palazzo dei Diamanti

In questi giorni si è parlato tantissimo della vicenda di Palazzo dei Diamanti di Ferrara e dell’alt al progetto vincitore del concorso da parte del MiBAC (qui il nostro articolo). Anche se, a nostro parere, al centro della discussione non è e non deve essere la qualità estetica del progetto – che è già stato ampiamente valutato dalla giuria del concorso di progettazione – abbiamo notato che numerosi lettori hanno voluto esprimere, soprattutto sulla nostra pagina Facebook, molte opinioni in merito.

Non ci sembra giusto però, che opinioni così forti (citiamo testualmente: “progetto?? roba da primo anno di università…”; “Progetto comunque non certo esaltante..”; “Brutto progetto.”; “Infatti pare che il progetto sia opera di un idraulico, tanto è osceno. Neanche uno studente di architettura al primo anno realizzerebbe un’opera così mediocre e banale.”, e così via…) possano essere espresse dopo aver visto un solo render dell’intervento, e per questo pubblichiamo tutte le informazioni che siamo riusciti a raccogliere sul progetto elaborato da 3TI, Labics, Elisabetta Fabbri e Vitruvio.

Palazzo dei Diamanti, il progetto vincitore del concorso

Il progetto del team di progettazione costituito in occasione del concorso bandito dal Comune di Ferrara nel 2017 prevede, come richiesto esplicitamente dal bando, una soluzione per concludere il percorso espositivo del Palazzo dei Diamanti (a cui manca il quarto lato), e il restauro di alcune parti dell’antica fabbrica in modo da renderle adatte ad ospitare alcuni servizi a supporto dello spazio espositivo (un bookshop, una caffetteria, i servizi igienici e uno spazio per bambini).

Il nuovo padiglione di connessione, che avrebbe dovuto essere realizzato in una zona verde attualmente abbandonata ed adibita a cantiere (come vediamo nell’immagine di seguito), è stato pensato per interagire con la preesistenza attraverso quattro diverse strategie.

palazzo dei diamanti progetto
La posizione del nuovo padiglione nel giardino retrostante

1. Forma e geometria: il padiglione fonda la sua matrice formale sulla stessa logica geometrica che struttura il Palazzo dei Diamanti. In questo modo il nuovo intervento – per il resto totalmente differente nelle forme e nei materiali – riesce ad entrare a far parte della logica evolutiva dell’edificio esistente.

2. Pieni e vuoti: con la sua alternanza di pieni e vuoti, il nuovo intervento è coerente con la struttura spaziale del Palazzo. Il distanziamento del nuovo intervento dal muro che conclude il cortile cinquecentesco crea inoltre un nuovo vuoto che si inserisce in modo armonioso all’interno della sequenza spaziale esistente.

3. Il muro come soglia: il ruolo di filtro svolto dal muro antico che separa il cortile del Palazzo dal giardino retrostante è stato conservato, come soglia e filtro tra due spazi naturali.

4. L’incompiuto e la relazione con il tempo: il nuovo padiglione è stato concepito come una struttura “nuda”, come riflessione sulla condizione di incompiutezza che caratterizza le facciate interne del Palazzo e la mancanza di una campata sul lato interno dell’Ala Biagio Rossetti, in contrasto con la ricchezza del bugnato esterno che caratterizza l’edificio.

Vediamo la pianta e altre immagini dell’intervento che, seppur vincitore di regolare concorso di progettazione in due fasi, non verrà realizzato:

palazzo dei diamanti progetto
Vista del nuovo padiglione dalla corte rinascimentale
palazzo dei diamanti progetto
La nuova corte con gli specchi d’acqua
palazzo dei diamanti progetto
Lo spazio interno
palazzo dei diamanti progetto
Vista del giardino dallo spazio interno

Il progetto “spiegato” a Sgarbi…

Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori di Labics venerdì scorso si sono anche resi disponibili ad un dialogo con Vittorio Sgarbi, ma ne è conseguita solamente una sgradevole conversazione tra i due architetti, intenti a spiegare ragionevolmente il loro intervento (ma dalle espressioni abbastanza atterrite), e uno Sgarbi concentrato unicamente sul suo cellulare, che ha ripetuto all’infinito la sua posizione.

Per chi volesse approfondire, ecco il video di una parte dell’incontro (consigliamo di alzare il volume perché molto basso):

articolo di g.a.

Scheda progetto

progetto|project Restauro e ampliamento degli spazi espositivi di Palazzo dei Diamanti
luogo|location Ferrara
anno|project year 2017-2018
team 3TI, Labics, Elisabetta Fabbri e Vitruvio
area 650 mq
sito ufficiale|website labics

2 commenti

  1. Sono molto favorevole a questo progetto, affronta il problema con grande sensibilita`.
    Vergognoso che il progetto non prosegua, perche i tecnici impegnati hanno INVESTITO il loro tempo e le loro risorse, al di la`del progetto si deve pensare che i tecnici sono anche imprenditori e devono portare avanti il proprio business, e spesso la vittoria di un concorso di progettazione e` un investimento per poter proseguire nelle fasi successive della progettazione e quindi l`impegno dei banditori deve essere rispettato.

Aggiungi un commento

Aggiungi un commento
Please enter your name here