L’ampliamento di Palazzo dei Diamanti progettato da Labics è stato bloccato da Bonisoli

palazzo dei diamanti labics

Dopo la vicenda mediatica che va avanti da alcuni giorni sotto la guida di Vittorio Sgarbi, il progetto di restauro e ampliamento degli spazi espositivi di Palazzo dei Diamanti a Ferrara – elaborato da 3TI, Labics, Elisabetta Fabbri e Vitruvio, vincitori del concorso internazionale di progettazione bandito dal Comune di Ferrara nel 2017 – è stato bloccato dal ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli. Ma facciamo qualche passo indietro.

Il progetto era stato nominato vincitore del concorso – circa un anno fa – da una giuria presieduta da Maria Luisa Pacelli, dirigente del servizio Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara, e composta, tra gli altri, da Giorgio Cozzolino, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, e dall’architetto Alfonso Femia.

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Il progetto di Labics e degli altri membri del team prevede, oltre alla riqualificazione e alla riconversione di alcuni spazi già esistenti, la costruzione di un nuovo padiglione polifunzionale nel giardino retrostante il palazzo, “una struttura leggera completamente trasparente e reversibile che si distanzia dall’edificio esistente restituendo trasparenza e la continuità della vista del giardino dalla corte principale del palazzo”. Come si legge sul sito ufficiale di Palazzo dei Diamanti, la collocazione dell’edificio permetterebbe di “recuperare il rapporto del palazzo con il giardino, consentendo di istituire un nuovo e virtuoso dialogo con una delle aree verdi più belle di Ferrara, ma da molto tempo interdette al pubblico”.

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Palazzo dei Diamanti, le polemiche e lo stop al progetto

Ma come mai il progetto, proprio ora, a un anno di distanza dall’aggiudicazione del concorso, sarà bloccato dal Governo (la comunicazione ufficiale arriverà oggi, 18 gennaio 2018, ma i contenuti del parere del Mibac sono già stati resi noti al Sindaco di Ferrara)? C’è lo zampino di Vittorio Sgarbi, che la settimana scorsa ha lanciato una petizione per “salvare” il Palazzo dei Diamanti di Ferrara, che, a suo dire, non può essere toccato. Ma la polemica di Sgarbi non avrebbe dovuto scatenarsi al tempo dell’indizione del concorso, invece che due anni dopo, a pochi giorni dallo scadere del silenzio assenso da parte della Soprintendenza (che, peraltro, ha partecipato a tutto il processo di concorso)?

Bonisoli ha spiegato al Sindaco di Ferrara, giustamente incredulo, che loro sono più “conservativi” rispetto al Governo precedente, ma ha specificato più volte come non siano stati influenzati dalla campagna di Sgarbi (condita di video dai toni accesi in cui il critico si scaglia contro chi la pensa diversamente da lui, come Massimiliano Tonelli di Artribune o Luigi Prestinenza Puglisi – vedi video qui sotto) e dalla sua raccolta firme. Sta di fatto che il Ministero si è mosso proprio ora. Attendiamo ulteriori aggiornamenti sulla vicenda. Nel frattempo, è ancora attiva la contro-petizione lanciata da Labics, Palazzo dei Diamanti non è in pericolo!

Il progetto vincitore è sostenuto, oltre che dai firmatari della petizione di Labics, anche da Inarch – che “esprime sincera sorpresa nel rinvenire fra i firmatari dell’appello di condanna alcuni progettisti di rango (come Mario Bellini, Mario Botta, Pierluigi Cervellati, Paolo Portoghesi, ndr) che nel corso della loro carriera hanno firmato progetti di dialogo architettonico fra antico e contemporaneo anche più audaci” – e dal CNAPPC. Il presidente del Consiglio Nazionale Cappochin ha infatti commentato: “Avremmo voluto intervenire nel dibattito culturale ed affermare, come architetti, che siamo sorpresi dalle drastiche e nette affermazioni per cui qualcosa ‘non può essere toccato’: al contrario l’intera Italia dei capolavori è il frutto di interventi successivi, stratificazioni, sovrapposizioni, insomma del divenire della storia e delle epoche sui palazzi, i territori e i luoghi. Dunque, avremmo voluto parlare di ciò. Siamo invece costretti, vista la violenza e l’estensione della polemica, ad intervenire per tutelare qualcosa di molto più specifico che viene chiamato in causa nel contenzioso tra il comune di Ferrara ed i suoi critici, cioè l’importanza del concorso alla base dell’intero percorso che ha portato all’attuale situazione“.

Per approfondire il progetto: Palazzo dei Diamanti: focus sul progetto

Per leggere l’intervista di Massimiliano Tonelli di Artribune al Sindaco di Genova (17 gennaio 2018) clicca qui

Immagini da palazzodiamanti.it.

articolo di g.a.

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