Paesaggio Urbano, l’ultimo numero del 2018: rappresentare l’innovazione

Paesaggio Urbano 4 2018

È uscito il quarto e ultimo numero del 2018 della rivista Paesaggio Urbano – che, come sappiamo, dal 2017 è disponibile esclusivamente in versione digitale. Se avete perso i numeri precedenti, siete ancora in tempo per scaricare il numero unico del 2017, il primo numero del 2018, il secondo numero del 2018 e il terzo numero del 2018. Vediamo la presentazione di Marcello Balzani a questo nuovo numero (che potete scaricare gratuitamente a fondo articolo).

Il nostro universo non è mai amorfo; è piuttosto un’architettura, o almeno una struttura, nella quale però le principali linee di forza, sono ancora piegate e forgiate dalle nostre esistenze biologiche e psicologiche, anche se queste esigenze sembrano coperte da uno spesso strato di cultura.”
Ernst. H. Gombrich, A cavallo di un manico di scopa. Saggi di teoria dell’arte, Torino, Einaudi, 1971

Nel mondo le immagini acquistano sempre più capacità seduttive. Sembrano seguire una “vertigine della perfezione” governata dall’individuazione di una fedeltà al reale ostinatamente tecnica. Oppure anche il suo esatto contrario con un processo di totale deviazione, pronto a ripristinare un nuovo immaginario, immerso troppo spesso in tessuti di sottoculture.

In questo contesto sta attecchendo, con altrettanta attenzione e ricerca meno rivolta agli effetti di consumo, una rappresentazione dell’innovazione. È un percorso che utilizza i potenziali tecnologici della digitalizzazione, tuttavia sempre più criticamente sviluppati con protocolli e analisi qualitative, per affrontare quel contesto (storico, ambientale, architettonico, urbano, sociale) che, come scriveva oltre cinquant’anni fa il Gombrich, non è mai amorfo.

Lo sforzo di definire una struttura di rappresentazione selettiva ha condotto, negli ultimi due decenni, a delle coerenze di informazione assolutamente non banali, ora è il momento di operare per intersezione e interdisciplinarmente. Difendersi dai persuasori occulti (citando il fortunato saggio di Vance Packard del 1958, oggi quanto mai attuale) nell’ambito del progetto e della sua comunicazione richiederà sempre maggiore coscienza e validità dell’informazione. I percorsi comodi si stanno già tracciando e saranno (ahimè) alla portata di molti.

Lo sforzo, che in questo numero di Paesaggio Urbano cerchiamo di proporre, riguarda invece alcune proposte che mettono in evidenza come la rappresentazione dell’innovazione possa essere un modello ricco di interesse per far emergere quelle “principali linee di forza”, mai sopite, di cui il progetto ha bisogno.

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