Paesaggio Urbano, ecco il terzo numero del 2018

paesaggio urbano 3 2018

È uscito il terzo numero del 2018 della rivista Paesaggio Urbano – che, come sappiamo, dal 2017 è disponibile esclusivamente in versione digitale. Se avete perso i numeri precedenti, siete ancora in tempo per scaricare il numero unico del 2017, il primo numero del 2018 e il secondo numero del 2018. Vediamo nel dettaglio i contenuti di questo nuovo numero (che potete scaricare gratuitamente a fondo articolo).

Paesaggio Urbano 3.2018, i contenuti

Il paesaggio di rovine come “forma” del dissenso, di Nicola Marzot
L’editoriale di Nicola Marzot, Profesore Associato in Composizione Architettonica e Urbana, Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Ferrara.

Agro.Med.Cities: riflessioni e approcci propositivi al paesaggio agricolo Mediterraneo, di Manuel Gausa, Nicola Canessa, Giorgia Tucci
La nuova città agro-urbana è il prodotto di un insieme di questioni relative alle relazioni Città- Paesaggio, Paesaggio-Natura, Natura-Città, con un cambio di prospettiva generale.

Riverside Zuchwil. Masterplan per la rigenerazione di un’area lungo il fiume Aar a Zuchwil (CH), di Francesco Pasquale
Lo studio olandese KCAP trova il punto di equilibrio in una proposta che riesce a conciliare paesaggi industriali, residenziali e naturalistici in un progetto urbano unitario, coerente e sostenibile.

Patrimonio di confine tra Città e Porto. Il caso di Genova, di Carmen Andriani, Beatrice Moretti, Davide Servente
Lungo la linea di confine tra città e porto della maggior parte degli scali italiani, è oggi possibile rilevare un paesaggio lineare di edifici in differente stato di sottoutilizzo o dismissione. A Genova, l’ex silo granaio Hennebique e la centrale termoelettrica, entrambi dismessi, rappresentano due casi esemplari del patrimonio di confine tra città e porto.

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Un progetto eticamente orientato, di Andrea Pasquato
Per la nuova sede di Banca Popolare Etica a Padova sono stati restaurati due edifici liberty, sono stati realizzati un edificio di collegamento tra questi due e un’ulteriore e più recente espansione sul lato nord, si è provveduto alla sistemazione di un’ampia area verde; il tutto nel contesto di una più ampia riqualificazione dell’area della stazione.

Un viaggio in Italia, di Antonello Boschi
Il dilagare del tipo edilizio del villino nell’orizzonte della città diffusa contemporanea diventa l’occasione per riflettere sulle sue premesse storiche e sulle interpretazioni recenti.

PAIS(VI)AGEM. Il turismo come opportunità di protezione e valorizzazione dei paesaggi naturali e culturali della baia di Guaraqueçaba, Brasile, di Enrico Porfido, Claudia Sani
Turismo e paesaggio sono gli elementi di un binomio interattivo ed interdipendente: non esiste sviluppo turistico senza paesaggi e d’altra parte sembra che anche i paesaggi, specialmente quelli chiamati “paesaggi culturali”, abbiano bisogno del turismo per sostenersi.

La riqualificazione delle mura di Pisa: un progetto di restauro per la riconnessione della cinta muraria alla città, di Riccardo Dalla Negra
La riqualificazione delle mura della città di Pisa si configura come un progetto di restauro che attraverso interventi misurati cerca la riconnessione del sistema con la città e le sue emergenze architettoniche.

Dal digitale al fisico: CivicWise e la rete delle fabbriche civiche, di Silvia Tagliazucchi, Daniele Bucci, Matteo Di Cristofaro
Generare connessioni fra territori distanti attraverso spazi fisici grazie alla collaborazione in spazi digitali: così si sviluppa il progetto Fabbriche Civiche all’interno della comunità distribuita di CivicWise.

Il disegno e la rappresentazione per l’Industria 4.0, di Fabiana Raco
La quarta rivoluzione industriale pone al centro l’importanza della rappresentazione delle informazioni, legate all’intero ciclo di vita del progetto, tanto quanto il disegno e la rappresentazione della dimensione fisica del prodotto progettuale. Quale nuovo ruolo assumono il disegno e la rappresentazione dei dati nei processi di innovazione delle filiere?

Cesare Leonardi. Tra utopia e realtà, di Veronica Bastai
La ricerca progettuale di Cesare Leonardi in mostra alla Galleria Civica di Modena. Un percorso interdisciplinare tra sperimentazione, metodo e visione. Abbiamo parlato della mostra anche qui.

Franco Purini e New York: Viaggio Attraverso gli Spazi della Mente, di Giovanni Santamaria
Un’importante mostra a New York celebra il lavoro grafico e progettuale di Franco Purini.

Gli architetti di Zevi: biografia di un’idea architettonica, di Manuel Orazi
Al MAXXI di Roma una mostra, curata da Pippo Ciorra e Jean-Louis Cohen, presenta il lavoro di Bruno Zevi, affiancando agli scritti le opere degli architetti che lo storico romano ha più amato. Abbiamo parlato della mostra anche qui.

Libertà per chi?, di Giovanni Corbellini
La rassegna veneziana Freespace individua nella generosità funzionale e spaziale dell’architettura un fattore decisivo della sua qualità. I materiali esposti, spesso
eccellenti, sono tuttavia debolmente sostenuti da una narrativa piuttosto semplicistica, che sembra dimenticare i molti conflitti legati a una disciplina chiamata a gestire le transizioni da ambiti di significato differente.

Camere di risonanza, di Giuseppina Scavuzzo
Le sale della mostra veneziana del maestro spagnolo Navarro Baldeweg funzionano come casse di risonanza, dove a propagarsi è un pensiero che traccia coordinate per situarci nel mondo.

Robin Hood Gardens. Il V&A Museum alla Biennale di Architettura di Venezia 2018, di Stefania De Vincentis
Una triplice lettura di un brano dell’architettura contemporanea testimone di un fare edilizio rivolto alle periferie urbane e alla loro riqualificazione.

Per tutti i nostri articoli sulla Biennale Architettura 2018 clicca qui

Mattei e Olivetti, di Mario Piccinini
Recensione del volume Architettura per un’idea. Mattei e Olivetti, tra welfare aziendale e innovazione sociale, a cura di Pietro Cesari (Bologna, Il Mulino, 2016)

La reintegrazione dei tessuti urbani storici: un tema di restauro, di Riccardo Dalla Negra
Contrariamente ad un’opinione molto diffusa, la città storica non può essere assimilata ad un’opera d’arte, perché l’opera d’arte, essendo unica e irripetibile, non può essere in alcun modo trasformata, mentre la Città è il luogo stesso delle trasformazioni, le quali, a ben pensarci, definiscono proprio la sua unicità; trasformazioni che nel passato sono avvenute in modo spontaneo e, successivamente, in modo pianificato e controllato…

Restauro: uno, nessuno e centomila, di Riccardo Dalla Negra
Che il restauro appartenga al grande territorio dell’architettura, non negandone una specificità, iniziano a dirlo in molti, magari dimenticandosi di citare quanti prima di loro lo avevano affermato. Tale proposizione comporta due corollari: riconoscere il restauro sia come attività storico-critica, sia come attività creativa, …

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