Paesaggio Urbano, il secondo numero del 2018 si concentra sul patrimonio culturale

paesaggio urbano 2.2018

La dimensione culturale

Nell’Anno europeo del patrimonio culturale appare ancora più evidente come uno sviluppo socio-economico del nostro antico continente debba trovare un rapporto coerente e sostenibile con la conservazione del suo patrimonio. Tutti sappiamo cosa significa conservare qualcosa. E tutti abbiamo coscienza che l’atto di conservazione è spesso connesso ad aspetti di necessità ed utilità. Ma quando dalla dimensione materiale si passa a quella immateriale, oppure nelle condizioni in cui un’opportunità lega fortemente assieme queste due dimensioni, ci si accorge quanto sia importante la scelta culturale.

Nulla come la dimensione culturale rende possibile la coniugazione attiva di processi di ricerca e di innovazione sociale, ma anche di partecipazione attiva e coesione sociale. Nulla come la dimensione culturale permette di comprendere cos’è la memoria e quanto di essa possa essere uno straordinario progetto per il futuro. Il patrimonio culturale non è una bella natura morta ma un giardino vivo e rigoglioso, ricco di biodiversità, di adattamenti inattesi, di contaminazioni e tanta innovazione.

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Nulla come la dimensione culturale, soprattutto in quest’ultimo decennio, ha reso possibile lo sviluppo di nuovi processi tecnologici, nel campo dei materiali e dei sistemi, delle tecnologie digitali, del potenziale catalizzatore delle arti e della creatività. Un carattere unico di questa dimensione può essere estratto proprio nella capacità dialogante, che è anche il cuore della creatività. Una capacità e un potere che permettono di risolvere i conflitti, di trovare un equilibrio nelle strategie delle politiche culturali come nelle pressioni del mercato.

Se poi si cerca di mettere a fuoco la dimensione culturale, si prova ad individuarne i vertici della spazialità, di valutarne l’estensione, si troverà che è portatrice di una molteplicità di intersezioni. È uno spazio per definizione intersecato, che non chiede di essere tetragono a sé stesso ma esattamente l’opposto, attraverso una capacità inclusiva che lo rende neotenico ed eternamente giovane.

Paesaggio Urbano, in questo suo secondo numero del 2018, che è l’Anno europeo del patrimonio culturale, ma è anche il XXV del Salone del Restauro-Musei di Ferrara (21-23 marzo 2018), dedica il corpo principale della rivista ai vincitori e ai menzionati del Premio internazionale Domus Restauro e Conservazione. Il Salone di Ferrara è stato eletto annualmente non solo a luogo di premiazione, ma anche di confronto, con mostre e convegni indirizzati al progetto contemporaneo sulla preesistenza.

Nulla come la dimensione culturale interseca le generazioni, traduce tradizioni e testimonianze, conserva e valorizza il patrimonio, crea l’ambiente per far attecchire una responsabilità condivisa tra comunità e identità nazionali, che si esprime anche nel progetto architettonico.

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Spazio Intersecato Marcello Balzani, 2017, Maggioli Editore

Esiste una possibilità di spazio comune a tutti gli spazi definibili, una capacità (o un potere) di intersezione, che alimenta la curiosità di comprendere i confini e come questi perimetri si connettano e determinino parziali ma interessanti sovrapposizioni. Lo spazio fluttuando...



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