Paesaggio e impianti per le telecomunicazioni, linee guida per la progettazione e la valutazione paesaggistica

paesaggio e impianti

L’installazione di una nuova infrastruttura tecnologica implica necessariamente una trasformazione, più o meno importante, del contesto in cui avviene. L’instaurarsi di un coerente rapporto con il contesto esistente è ciò che può permettere anche ad un impianto dal carattere fortemente tecnologico – come un’antenna per le telecomunicazioni – di diventare un elemento del paesaggio che non entri in conflitto con la struttura paesistica consolidata, e di essere occasione di un nuovo progetto di paesaggio, costruendo identità in rapporto dinamico con l’evoluzione della società.

Accade spesso, invece, che la progettazione di manufatti tecnologici si limiti a considerare i soli aspetti tecnici ed economici intervenendo nel paesaggio con un approccio di pura giustapposizione di elementi interrompendo, non di rado, quelle che sono relazioni paesaggistiche anche di lunga durata.

Il testo Paesaggio e impianti per le telecomunicazioni. Suggerimenti per la progettazione e la valutazione paesaggistica (puoi scaricarlo qui sotto) a cura di Lionella Scazzosi e Raffaella Laviscio (con il coordinamento del MiBACT), nasce come strumento di supporto ad una progettazione paesaggisticamente compatibile. Le linee guida rispondono, innanzitutto, alle richieste del DPCM del 12 dicembre 2005 che, nel suo Allegato, definisce le finalità, i criteri di redazione e i contenuti della “Relazione Paesaggistica” che accompagna l’istanza di autorizzazione paesaggistica (art. 146 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, D.Lgs 22 gennaio 2004, n. 42 e ss.mm.ii.).

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Le linee guida sono poi un utile strumento metodologico anche per interventi in aree non sottoposte a tutela: esse, infatti, non soltanto suggeriscono modalità di riduzione e mitigazione degli impatti paesaggistici negativi, ma propongono un percorso di conoscenza che mira a sensibilizzare ad una nuova concezione dell’infrastruttura tecnologica, capace anche di apportare valore aggiunto al paesaggio in cui si pone.

La forma non è quella della norma prescrittiva, ma del suggerimento e dell’indicazione che si avvale dell’esemplificazione di buone e cattive pratiche, indicando modi di leggere il paesaggio e modalità di progettazione che collochino le trasformazioni all’interno dei luoghi e non “sui” luoghi. Le linee guida si avvalgono di un consistente apparato iconografico e del confronto con numerose esperienze internazionali.

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