Dopo mille giorni di cantiere le OGR di Torino aprono al pubblico

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Sabato prossimo, 30 settembre 2017, dopo mille giorni di cantiere e cento milioni di euro investiti dalla Fondazione CRT, aprono le OGR (Officine Grandi Riparazioni) di Torino, simbolo della storia industriale della città, dopo un importante intervento di ristrutturazione e recupero funzionale (ne avevamo già fatto cenno qui): da ex officine per la riparazione dei treni a nuove officine della cultura contemporanea e dell’innovazione, con una forte vocazione internazionale.

Tecnologia, sostenibilità ambientale, salvaguardia del valore storico della struttura originale, flessibilità e modularità degli spazi, massima fruibilità durante tutto l’anno, accessibilità for all: sono questi i principi ispiratori dell’intevento. Come ha spiegato Massimo Lapucci, Segretario Generale della Fondazione CRT e Direttore Generale delle OGR, “da un punto di vista progettuale, le nuove OGR sono il risultato di una vision coraggiosa. Una ristrutturazione di massima avrebbe consentito un utilizzo limitato e parziale delle ex Officine, ma ho pensato bisognasse guardare oltre: fare di questa ‘cattedrale’ della storia industriale di Torino uno dei motori dello sviluppo del territorio“.

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L’intero complesso di archeologia industriale – che comprende il maestoso edificio a forma di H di circa 20 mila metri quadri di superficie per 16 metri di altezza, le palazzine degli uffici e tutte le aree scoperte, su un’area complessiva di 35.000 metri quadri – prima abbandonato e in degrado, è stato riqualificato con un intervento che ha anche fatto da volano per l’economia locale sin dalle prime fasi di progettazione e realizzazione delle opere.

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Dal punto di vista architettonico ed edilizio, i nuovi interventi hanno un minimo impatto sulla struttura originale, salvaguardano la percezione dei grandi volumi e delle altezze, sono reversibili e riconoscibili nei nuovi materiali, nei colori, nelle scelte di dettaglio.

Le nuove OGR avranno principalmente tre destinazioni d’uso, che si integrano tra loro come un ecosistema per lo sviluppo e la crescita del capitale culturale, sociale ed economico del territorio: la ricerca artistica (nelle Officine Nord), la ricerca scientifica, tecnologica e industriale (nelle Officine Sud, dal 2018), l’enogastronomia (nel Transetto).

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L’operazione di recupero delle OGR va a completare la nuova configurazione urbanistica dell’asse di sviluppo nord-sud della città, generato dalla costruzione del Passante ferroviario (Spina 2), rafforzandone il valore strategico per il territorio. In una zona caratterizzata dalla compresenza della stazione ferroviaria dell’Alta velocità di Porta Susa, del Politecnico, dell’Energy Center, di importanti poli privati di ricerca, di istituzioni culturali di eccellenza e del prossimo centro congressi, le nuove OGR inseriscono come fondamentale tassello “hub di sperimentazione e produzione di contemporaneità“, come è stato definito.

Fondamentale, per il riordino urbanistico di questa parte di Torino, è anche la creazione ex novo di due piazze pubbliche, connesse alle Officine ma liberamente fruibili da tutti come luoghi di relax, riflessione, incontro e socializzazione nell’arco della giornata: la Corte Est, dedicata all’arte a cielo aperto (la prima installazione site-specific sarà Procession of Reparationists di William Kentridge), e la Corte Ovest, spazio per eventi, spettacoli, esposizioni, ristorazione e aperitivi en plein air.

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OGR Torino, l’intervento architettonico

Per i vincoli architettonici e storico-artistici esistenti, il livello di degrado della struttura, abbandonata per decenni, l’estensione e le peculiarità del sito, la riqualificazione delle OGR è stata un’impresa complessa, tra salvaguardia dell’identità, applicazione delle nuove tecnologie, e rispetto dell’ambiente.

La sfida più grande ha sicuramente riguardato la trasformazione di un edificio dell’Ottocento con una volumetria di 260.000 metri cubi in un edificio caldo, fruibile anche nella stagione invernale. Oltre all’installazione degli impianti tecnologici di riscaldamento e raffrescamento, sono stati sostituiti tutti i serramenti e installate 1.200 finestre e porte-finestre, tutte a taglio termico, per una superficie complessiva di 10 mila metri quadri. A livello dei tetti sono stati sostituiti 20 mila metri quadri di pannelli delle falde, mentre, per quanto riguarda i pavimenti, è stato installato un impianto a pannelli radianti.

In particolare, le lavorazioni sui tetti ad avvio del cantiere hanno evidenziato problematiche nella tenuta delle capriate e dei relativi puntoni in ferro, degli arcarecci a sostegno delle coperture, dei controventi, e della carpenteria lignea, rendendo necessari interventi in quota su 8 mila nodi strutturali. In totale, sono stati impiegati 800 mila kg di acciaio per carpenteria, staffali e bulloni.

Infine, per garantire la resistenza al fuoco, è stato necessario proteggere tutte le strutture metalliche di sostegno con 30 mila kg di vernici intumescenti.

Per ulteriori informazioni
#OgrTorino
www.ogrtorino.it

Manuale del recupero edilizio

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Fabrizio Astrua, Riccardo Nelva, 2016, Maggioli Editore

Questo Manuale nasce dall’idea di realizzare uno strumento pratico, snello ed efficace, per il recupero di edifici storici o semplicemente antichi. Come riconoscere? Come intervenire? Con quali tecniche? Cosa tenere e cosa demolire? Cosa valorizzare? Conviene recuperare? L’edificio si...



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