La nuova Tianjin Binhai Library di MVRDV e l’occhio di Ledoux

Tianjin Binhai Library MVRDV
© Ossip van Duivenbode

Ogni volta che l’architettura si cimenta nell’immaginare una biblioteca la mia memoria ritorna alla Biblioteca di Babele, un racconto straordinario della raccolta “Finzioni” di Jorge Luis Borges, in cui, come scriveva Maurice Blanchot, “la letteratura non è un semplice inganno, è il potere pericoloso di andare, attraverso l’infinita molteplicità dell’immaginario, verso ciò che è”. Il libro, l’infinità dei libri, divengono quel volume sferico “che tutti gli uomini scrivono e in cui tutti sono scritti”. Un luogo finito e senza limiti che modifica lo spazio. Perché se si pensa a quanto spazio di immaginazione contengono i volumi, allora la biblioteca può essere una tautologia o la metafora stessa dell’universo.

Ma se nella Biblioteca di Babele di Borges la matrice formale è l’esagono, quella che è stata inaugurata a Tianjin e progettata da MVRDV in collaborazione con gli architetti del TUPDI (Tianjin Urban Planning and Design Institute), all’interno del tracciato del grande masterplan disegnato da gmp, sembra più richiamare il sogno illuminista di Claude-Nicolas Ledoux.

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Quando Ledoux progettò (nel 1775-1784) l’interno del Teatro di Besançon, presentò la sua idea per mezzo della riflessione della sala degli spettacoli nell’iride dell’occhio, attraverso la pupilla. Un manifesto progettuale, un progetto di comunicazione (diremmo oggi), che operava contemporaneamente sul piano metaforico e sul piano percettivo, trascinando lo spettatore dentro sé stesso e focalizzando il rapporto sulla superficie, dinamica come una pellicola cinematografica.

Ledoux Theatre of Besançon, new MVRDV library
Claude Nicolas Ledoux, Theatre of Besançon

Lo spazio creato da MVRDV+TUPDI vive, in realtà, di un’altra atmosfera, lontana anche da quella della Biblioteca di Etienne-Louis Boullée. Dall’esterno l’involucro lamellato apre un grande occhio sulla superficie architettonica permettendo lo sguardo sull’auditorium pseudo-sferico della Tianjin Binhai Library. Un luogo acromatico, modellato da scale-scaffali e dalla luce, secondo un’ondulazione che poco rimanda alle geometrie neoclassiche. Il centro è compositivamente definito da una sfera luminosa, che nel flusso delle sovrapposizioni storico-simboliche mi ricorda l’arditezza rivoluzionaria del progetto per “il ricetto per le guardie forestali” di Ledoux, ma solo per un attimo; perché l’effetto speciale prende il sopravvento e si ritorna immediatamente a fluire nel modello digitale che rende ingannevole ogni rapporto dimensionale.

Tianjin Binhai Library MVRDV
© Ossip van Duivenbode
Tianjin Binhai Library MVRDV
© Ossip van Duivenbode

Forse solo i libri (veri e finti, in quanto molti, soprattutto quelli collocati in scaffali inaccessibili, sono rappresentati di costa attraverso lastre in alluminio perforate) rendono evidente il rapporto con la realtà. Al Marmomac 2017 di Verona, si poteva trovare lo Stand di Revealrox progettato da MVRDV in cui, a scala minore (come se si passasse dall’isola di Lilliput a quella di Brobdingnag dei “Viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift) era possibile relazionarsi al medesimo modello di scaffalatura ondulata. Nel caso di Verona, con un rapporto spaziale forse più a misura d’uomo. In effetti la Tianjin Binhai Library rende evidente una contraddizione. Per MVRDV la scaffalatura ondulata “è il principale dispositivo spaziale dell’edificio ed è utilizzata sia per incorniciare lo spazio e creare scale, posti a sedere, il soffitto a strati e persino le persiane sulla facciata”, mentre l’accessibilità di fruizione alla collocazione dei volumi su piani sfalsati con poche protezioni e con aggetti limitati rende molto insicuro e poco confortevole lo spazio distributivo al livello libro.

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Gli scaffali a terrazza non “rimandano la forma della sfera” come affermano i progettisti, piuttosto sono disegnati digitalmente all’interno di una convessità generata dal campo magnetico (concavo) della sfera. Una complementarietà estraniante che ha poco a che fare con un luogo da sempre connesso all’esperienza umana dell’estensione della memoria come la biblioteca. Sicuramente, nei cinque piani in cui si articola tutto il grande edificio, gli spazi destinati all’educazione e alla lettura trovano un miglior rapporto di visitabilità e di fruizione accessibile, esattamente come le sale letture per bambini e anziani, i servizi di archiviazione (nel seminterrato) e quelle per le riunioni, gli uffici, le sale computer e audio nei piani superiori.

Tianjin Binhai Library MVRDV
© Ossip van Duivenbode

Per MVRDV è stato il progetto più veloce mai realizzato: solo tre anni, dal concept all’inaugurazione. “A causa della data di completamento imposta”, dichiarano i progettisti, “il rigido programma di costruzione ci ha costretto a lasciare cadere una parte essenziale del concetto: l’accesso agli scaffali superiori degli ambienti posti dietro l’atrio e ai piani superiori è attualmente impossibile.” Un cambiamento progettuale imposto dalle autorità cinesi locali e contro quanto consigliavano MVRDV; ecco perché la “visione completa della biblioteca potrebbe essere realizzata in futuro” e ad oggi “sono le lastre di alluminio perforate stampate a rappresentare i libri sugli scaffali superiori mentre la pulizia viene effettuata tramite funi e ponteggi mobili.”

Tianjin Binhai Library MVRDV
© Ossip van Duivenbode

La Tianjin Binhai Library è un centro culturale e uno spazio di aggregazione sociale di 33.700 mq che si sviluppa in un’area di connessione con il cuore urbano. Un’opportunità importante per dare rilievo alla dimensione della memoria e al ruolo che una biblioteca, integrata di tecnologie, può determinare oggi nella società cinese, sottoposta ai cambiamenti del mercato e alle criticità di uno sviluppo industriale senza precedenti.

Nella luce accecante, fluida e immersiva dell’auditorium pseudo-sferico, le geometrie apparentemente non euclidee prendono il sopravvento su ogni cosa. Come scriveva Emil Kaufmann in quello splendido libro, pubblicato postumo nel 1955 dopo una ricerca di trentanni, dal titolo L’architettura dell’Illuminismo” (Einaudi, Torino, 1966), quando “le forme tradizionali vennero sostituite da quelle geometriche”, il sistema delle rispondenze multiple (descritto dai tentativi di Boullée e di Ledoux) “non fu più realizzabile, mentre dovevano trovare una realizzazione sempre più piena i semplici schemi della ripetizione e dell’antitesi”. In altre parole, la potenza dei progetti rivoluzionari stava scemando ed iniziavano quei processi di omologazione imitativa che aprivano all’architettura moderna. Rimaneva la necessità di rendere il progetto sempre sfidante e sempre innovativo; una “lotta per forme nuove e schemi nuovi: questo fu il lascito dell’età dell’Illuminismo.”

Guardando attraverso l’ovale, che imita un grande occhio a mandorla, all’interno dello spazio che chiede di essere una biblioteca, l’architettura sembra non aver ancora colmato quel divario compositivo. Le forme (la sfera luminosa, ad esempio) appaiono come atterrate da un altro mondo, che non è il nostro futuro anche se lo vorrebbe sembrare. La natura del luogo, che è della memoria (come elemento necessario di sopravvivenza e sviluppo dell’umanità), si dissolve lungo le curve di livello (luminescenti e rarefatte) disegnate da un modellatore.

Non siamo all’interno del volume sferico sognato da Borges attraverso i suoi labirinti dell’immaginazione. L’occhio di Ledoux ci guarda e deve ancora aspettare.

Scheda progetto

progetto|project Tianjin Binhai Library
luogo|location Tianjin Binhai, China
anno|project year 2017
architetti|architects MVRDV - Winy Maas, Jacob van Rijs and Nathalie de Vries
team Winy Maas, Wenchian Shi, María López Calleja with Kyosuk Lee, Sen Yang, Marta Pozo, Chi Li, Ray Zhu, Ángel Sánchez Navarro, Daehee Suk, Guang Ruey Tan, Xichen Sun, Michael Zhang, Mariya Gyaurova, Jaime Dominguez Bálgoma, Antonio Luca Coco, Costanza Cuccato, Matteo Artico and Tomaso Maschietti
collaboratori|collaborators Co-Architect: Tianjin Urban Planning and Design Institute (TUPDI), Tianjin, China
area 33,700 mq
sito ufficiale|website www.mvrdv.nl

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