MoMA, nasce l’Istituto Emilio Ambasz per lo studio congiunto dell’ambiente costruito e naturale

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ACROS Fukuoka, edificio progettato da Emilio Ambasz e realizzato nel 1995 nel quartiere Tenjin a Fukuoka in Giappone.

Lo scorso 17 novembre 2020 il MoMA (Museum of Modern Art) ha annunciato la nascita dell’Emilio Ambasz Institute for the Joint Study of the Built and the Natural Environment (Istituto Emilio Ambasz per lo studio congiunto dell’ambiente costruito e naturale).

Attraverso una serie di programmi culturali e lavori di ricerca, l’istituto, promuoverà lo studio sul rapporto tra ambiente costruito e naturale e la diffusione del relativo dibattito.

Vediamo i dettagli.

Istituto Emilio Ambasz in collaborazione con il MoMA

L’Istituto avrà sede nel complesso del MoMA di Midtown Manhattan, all’interno del Department of Architecture and Design.

Come abbiamo visto, l’obbiettivo dell’iniziativa, è promuovere lo studio del rapporto tra ambiente naturale e costruito.

Non solo, l’intento è rendere l’interazione tra architettura ed ecologia visibile e accessibile ai visitatori del Museo e a un pubblico più vasto, sottolineando l’urgenza di un riequilibrio ecologico.

Per raggiungere lo scopo, l’Ambasz Institute si concentrerà soprattutto su iniziative digitali che, cercando di raggiungere un pubblico il più possibile diversificato, avranno il fine di sviluppare il dibattito globale su un tema così decisivo. Tra le iniziative proposte, che saranno un’occasione d’incontro e confronto tra architetti, designer, decisori politici, sociologi, storici e collettività, ci saranno:

  • opportunità di ricerca;
  • conferenze;
  • convegni e simposi pubblici;

“L’ecologia e la crisi climatica in corso sono le sfide più drammatiche del nostro tempo, non solo per l’architettura, ma per l’intera umanità,” ha detto Martino Stierli, curatore capo del settore Architecture and Design del Museum of Modern Art. “Sono felice all’idea che, con il nuovo Ambasz Institute, il Department of Architecture and Design del MoMA sarà in una posizione unica per creare il dibattito e promuovere il necessario cambiamento nel campo della progettazione per un futuro più giusto ed ecologico.” Il Direttore dell’Istituto verrà scelto e nominato a breve.

Per il MoMA, infatti, la creazione dell’Ambasz Institute rappresenta un’importante occasione per continuare il suo ruolo di guida globale sulle tematiche della sostenibilità e promuovere una conoscenza più diffusa e approfondita dell’architettura e del design.

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Illuminazione stradale “Saturno”.

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MoMA ed Emilio Ambasz, una lunga storia di collaborazioni

“Siamo immensamente grati a Emilio Ambasz per la sua generosità,” ha dichiarato Glenn D. Lowry, Direttore del The Museum of Modern Art. “Emilio è stato un precursore nel campo dell’architettura verde e da anni è in prima linea sulle questioni legate ad architettura ed ecologia. Sono certo che l’Ambasz Institute contribuirà a promuovere l’importante lavoro che Emilio e il Museum of Modern Art hanno portato avanti in questo campo e sono impaziente di affrontare questi temi così cruciali.”

La profonda e multiforme relazione di Emilio Ambasz con Museum of Modern Art abbraccia più di cinquant’anni. Ambasz, infatti, è stato Curator of Design per il Department of Architecture and Design dal 1969 al 1976 e ha organizzato una lunga serie di mostre, tra cui:

  • Italy: The New Domestic Landscape (1972);
  • The Architecture of Luis Barragan (1974);
  • The Taxi Project: Realistic Solutions for Today (1976);
  • Emilio Ambasz/Steven Holl: Architecture (1989);
  • In-Depth: The House of Spiritual Retreat by Emilio Ambasz (2005-2006).

Come architetto e industrial designer di avanguardia, Ambasz è presente nelle collezioni di questo Museo con più di 20 opere, tra cui la prima sedia ergonomica per ufficio, Vertebra, che fa parte della collezione del MoMA e del Metropolitan Museum of Art. Nel 2014.

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Sedia ergonomica “Vertebra”, progettata per stare al passo con ogni movimento del soggetto senza l’uso di pulsanti, leve o meccanismi.

Non solo, per più di quarant’anni il MoMA e il MoMA PS1 hanno beneficiato del continuo patrocinio di Emilio Ambasz per il Joint Study of the Built and the Natural Environment. Dal 1978 Ambasz è membro dell’International Council del MoMA e dal 2006 è stato nel Board of Directors del MoMA PS1.

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Emilio Ambasz, “il padre, il poeta e il profeta dell’architettura verde”

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Ritratto di Emilio Ambasz

Così viene descritto dall’importante architetto giapponese Tadao Ando, in un saggio pubblicato nel libro di Emilio Ambasz Architettura&Natura/Design&Artificio,2.

Ambasz, infatti, è visto come il padre dell’architettura verde, come possiamo leggere nel saggio: “È stato il primo a richiamare la nostra attenzione sulla natura e l’ambiente. Era all’inizio della sua carriera e da allora ha sempre cercato di fondere natura e architettura […]. Grazie all’uso della natura su vastissima scala, Ambasz ci presenta l’intero ambiente come una costellazione da cui l’architettura trae la sua essenza fondamentale.

“Credo che ogni progetto che non cerchi di proporre nuovi o migliori modi di esistere sia immorale”.

Ecco come descrive la sua filosofia Ambasz, che ha ricevuto ben 3 Compassi d’oro (1981, 1991, 2001), oltre a 9 Industrial Designers of America Awards (IDSA) e tantissimi altri premi internazionali.

Ambasz è noto per i suoi poliedrici interessi e campi d’azione nel mondo del design: dai motori ad alta efficienza agli arredi modulari, dalle penne flessibili alle valigette 24 ore espandibili, arrivando a computer da polso, notebook pieghevoli, TV fazzoletto, fino alla grafica tridimensionale.

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Torcia elettrica “Polifemo”, basata sul sezionamento di un cilindro ellittico con un angolo di 45 gradi per creare un cerchio su cui gira una testa rotante.

Nei prossimi anni, il Museo organizzerà e presenterà un’importante mostra che avrà come tema l’emergenza dell’architettura verde e il modo in cui la vita di Emilio Ambasz ha influenzato questo campo rivoluzionario, che può aiutarci ad affrontare le sfide che derivano dalla distruzione dell’ambiente naturale.

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