Metro C Roma, scoperta una casa romana in legno ad Amba Aradam

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immagine da roma.repubblica.it

Gli scavi per la metro C di Roma, in corrispondenza della futura fermata Amba Aradam (che sarà, lo ricordiamo, una vera e propria stazione archeologica, su progetto di Paolo Desideri), riservano ancora sorprese: dopo la caserma romana emersa l’anno scorso, gli archeologi della Soprintendenza guidata da Francesco Prosperetti hanno scoperto, nel Pozzo Q15 della metropolitana, una casa in legno.

Gli scavi questa volta hanno infatti portato alla luce due vani di un edificio ligneo, probabilmente di età traianea, rimasti carbonizzati dopo un incendio che lo ha distrutto, “pietrificandone” parte della struttura. Si tratta di una scoperta inusuale e quindi molto importante per la storia di Roma antica, “solai simili sono stati ritrovati solamente in condizioni eccezionali, cioè ad Ercolano e Pompei, dove troviamo infatti qualche confronto significativo”, afferma la direttrice dello scavo, l’archeologa Simona Morretta.

Il solaio in legno, le cui componenti sono in ottimo stato di conservazione, in seguito all’incendio (plausibilmente avvenuto nel III secolo d.C.) è crollato con il pavimento a mosaico soprastante e l’intonaco del soffitto sottostante. Questi ritrovamenti riescono quindi a fare ulteriore chiarezza sulle tecniche di costruzione degli edifici romani. L’incendio ha conservato i travetti di legno rettangolari cui erano attaccate le canne che permettevano il fissaggio degli intonaci al solaio e alle pareti, e sono emerse anche parti riferibili alla struttura portante del solaio ligneo, la contignatio descritta da Vitruvio: una trave che conserva gli incassi per l’inserzione dei travetti trasversali e una grossa chiodatura in ferro.

Il legno, sottolineano gli archeologi, si conserva solo in condizioni ambientali e climatiche eccezionali, o dopo eventi particolari, come quelli di Ercolano e Pompei, quindi questa scoperta è particolarmente importante. Insieme alle parti strutturali sono poi state ritrovate anche porzioni di mobilio dell’epoca, principalmente gambe di sgabelli e tavolini, forse una balaustra, una grande tavola rettangolare e frammenti di uno stipite con tracce di lastre di vetro.

Allo stato attuale dello studio sono ancora aperte varie ipotesi sulla natura dell’edificio. Potrebbe far parte della caserma rinvenuta in via Ipponio, ma potrebbe anche essere una delle domus aristocratiche del Celio, di cui sono stati rinvenuti resti non lontano. Il prosieguo dei lavori potrà fornire ulteriori dati per l’interpretazione.

Le strutture murarie e i rivestimenti emersi verranno smontati e, insieme agli altri reperti, conservati, presumibilmente, nel museo della stazione Amba Aradam, una volta completato.

La presentazione degli archeologi all’Ansa:

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