Si è spento Luigi Caccia Dominioni, il “piantista” di Milano

Luigi Caccia Dominoni Paolo Monti Wiki

Si è spento a Milano, all’età di quasi 103 anni, Luigi Caccia Dominioni, l’architetto della ricostruzione di Milano nel Dopoguerra.

Caccia Dominioni, architetto, designer e urbanista, è da tempo considerato dai critici come l’unico, tra gli architetti milanesi del Novecento, che ha saputo trovare uno stile riconoscibile, un’architettura che è milanese perché usa forme, materiali e lavorazioni strettamente legate alla tradizione, anche se aggiornate con sapienza”.

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L’architetto ha sempre amato definirsi un “piantista”:

“Io sono un piantista: nel senso che sulla pianta ci sono, ci muoio, sia che si tratti di un palazzo per uffici che di un appartamento di sessanta metri quadri. Sono architetto sino in fondo e trovo l’urbanistica ovunque. In realtà l’appartamento è una microcittà, con i suoi percorsi, i suoi vincoli, gli spazi sociali e quelli privati. Mi sono sempre appassionato agli spazi piccoli e ho sempre dato l’anima per farli sembrare più grandi, ad esempio allungando i percorsi, contrariamente a una certa tendenza che tende a ridurli. L’ingresso diretto in soggiorno non lo amo perché non riserva sorprese, mentre il compito dell’architetto, io credo, è anche quello di suscitare un succedersi di emozioni. I miei ingressi, le mie scale, persino i mobili sono soluzioni urbanistiche”.

L’amico di una vita Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, lo ricorda così:  “Luigi Caccia Dominioni – Gigi per parenti e amici – protagonista dell’architettura e del design italiani, è stato fino all’ultimo forte nel corpo come nello spirito.”

“Era interprete per antonomasia di un’idea di ‘milanesità’ che, lungi dall’essere ristretta nei margini di un folklore locale, sta riscuotendo in questi anni l’interesse di architetti, designers e studiosi di ogni parte del globo. E’ stato presente sulla scena della cultura  italiana per più di settant’anni, dalle prime prove negli anni ’40 agli ultimi lavori degli anni 2000.”

“L’ armonia era il suo fine. L’ ambiente, diceva, è fondamentale perché si tratta di inserirvi senza contrasti il nuovo manufatto, che ha oltretutto l’obiettivo di valorizzare gli edifici circostanti. E’ un delicato rapporto tra colori, forme, materie, dimensioni, rientranze e sporgenze.”

Il sindaco Sala ha ricordato la figura dell’architetto attraverso un post pubblicato su Facebook: “Luigi Caccia Dominioni è stato per molti versi il migliore e il più rappresentativo architetto della Milano della ricostruzione. La città gli deve molto, soprattutto il fatto di essere punteggiata dalle sue architetture che hanno stabilito, dagli anni ’50 agli anni ’70, le qualità della sua eleganza. Sulla sua esperienza Milano deve continuare a costruire se stessa, nel nome della bellezza e della qualità del vivere”.

Luigi Caccia Dominioni
Bambi Lazzati, arch. Luigi Caccia Dominioni, arch. Mario Botta, in una foto di Associazione Amici di Piero Chiara

 

Luigi Caccia Dominioni (1913 – 2016), conseguita la laurea in architettura presso il Politecnico di Milano, aprì lo studio nel 1936 insieme a Livio e Piergiacomo Castiglioni, fratelli maggiori di Achille. Costretto a trasferirsi in Svizzera per non avere aderito alla Repubblica di Salò, riprese la sua attività nel 1945. Dal 1947 si dedicò anche alla produzione di arredi e oggetti di design con l’architetto Ignazio Gardella.

Ha lavorato soprattutto a edifici di Milano e provincia: Palazzo di Santa Maria della Porta (1961); Casa Caccia Dominioni in piazza S. Ambrogio (1947/50); edificio in piazza Carbonari (1960/61); palazzo delle Cartiere Binda (1966); complesso residenziale a S. Felice, con Magistretti (1967/75); di S. Biagio a Monza (1968). Al 1989 risalgono il progetto per la sistemazione di piazza Santo Stefano a Bologna e lo studio per la pedonalizzazione all’interno della Fiera di Milano, al 1990 il Centro Ekotecne tra Lecce e Monteroni e, recentemente, la sistemazione di piazza San Babila a Milano, i progetti per la sistemazione di parte del palazzo sede della Banca Popolare di Verona realizzata da Carlo Scarpa e la risistemazione della Facoltà di Agraria a Bologna. 

Nel 2015 ha ricevuto la Medaglia d’Oro alla carriera dalla Triennale di Milano.

 

Nell’immagine, Edificio per la ditta Loro e Parisini, via Savona, Milano, in una foto di Paolo Monti.

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