Le parole che (non) ti ho mai detto. Bestiario semiserio di un’architetta, parte II

bestiario architetta

Eccoci di nuovo all’appuntamento mensile con Larchitetta Pamela Maggi e con il suo bestiario. Se vi siete persi il primo articolo, vi consigliamo di leggerlo, altrimenti non saprete mai il significato di còcivivènde, o di palchè. Se invece lo avete già letto, buon divertimento con le prossime definizioni (da questo mese anche i suggerimenti di voi lettori possono entrare a far parte del bestiario)!

lencespièga

lenc-e-spièga s.f. [dialettale lombardo  lenc «leggi», cong. «e», «spiega», più comunemente conosciuto come «libretto d’istruzioni» (o distruzioni?)].

-1.a. Insieme rinfuso di fogli, comunemente smarriti o ritrovati impolverati ed incartapecoriti ingialliti dal tempo, contenenti le istruzioni per l’uso o l’assemblaggio di un elemento:

  • Architetta, ce l’ha lei il lencespiega della caldaiètta? (come no! Nella borsa ho sempre tutto!);
  • Architetta, mi ascolti un po’…. per risparmiare ho preso il mobilétto del bagno all’Ikea, ma è tutto storto! Colpa del lencespièga che è disegnato davvero male, vero? Eh? Non è che mi darebbe un’occhiata lei…? (nuova mansione: montatrice di mobilétti)

-2.a. (fig. mitologico-religioso) manuale mistico con le sembianze di un testo sacro da non contraddire neppure di fronte all’evidenza:

  • Architetta, quel tubo non si può spostare da lì: lo ha messo lì mio marito cinquant’anni fa: c’è scritto nel lencespiega che ci ha lasciato l’idraulico! (regola basilare: mai contraddire il marito e l’idraulico, entrambi custodi della sapienza universale.)

Raramente con il sign. estens. di “atto notarile”:

  • Architetta, il confine arriva lì, sono sicura! Lì lì, o no? Anzi, un po’ più in là, ecco.. un filino più a destra… lo so perché c’è scritto nel lencespiega. (a beh.. se c’è scritto lì siamo a posto.)

vetrimpannati

vetrimpannati p.m.  [der. di vetro e panno, propr. «coprire con un panno»]

Bizzarro e dispettoso fenomeno che si manifesta principalmente su vetri nel caso di forte escursione termica tra l’interno e l’esterno di una u.i. con la possibilità di scarabocchiare frasi insulse e disegnini vari:

  • Architetta, ogni volta che faccio il bagno caldo ho tutti i vetrimpannati, come mai? (Toh! Scommetto una temperatura dell’acqua che rasenta la bollitura con finestre opportunamente blindate anche nel periodo post-bagno);
  • Architetta! E’ tutto inverno che ho i vetrimpannati, gliel’ho detto che quei serramenti non andavano bene, eh!. (ovviamente la colpa è unicamente dei serramenti.);

Frequente l’associazione culinario-automobilistica:

  • Architetta, quando cucino ho sempre i vetrimpannati come quelli della macchina. Ma è vero che basterebbe passare un panno con del detersivo per i piatti per evitare l’impannatura? (io ci metterei anche del pangrattato ed un paio di cotolette alla milanese per restare in tema culinario…);

portocòllo

portocòllo s.m. [dal lat. protocollum, unione di porto, nel sign. di portare e collo, parte anatomica che sorregge la testa.]

– Luogo mistico ubicato nei posti più reconditi del palazzo comunale dove, oltre a chiedere informazioni di qualsiasi tipo e di qualsiasi argomento (dagli orari alle ricette), si può depositare qualsiasi documentazione :

  • Architetta, ho depositato tutti i suoi documenti al portocollo, ho fatto bene? (…. quali? cosa? perché mai?);
  • Architetta, mi scusi: al portocollo ci va lei? No perché l’ultima volta che ci sono andata a lasciare dei documenti che mi aveva lasciato il geometra, non mi hanno dato indietro nulla, sono spariti! Secondo me li hanno buttati ed all’ufficio tecnico non ci sono mai arrivati. Ma sa perché?? Architetta, deve sapere che la signora del portocollo è la moglie del figlio della cugina del cognato di mio marito che bla, bla, bla, bla, bla…… ( ronf…. ronf…)

Parcheggio ad esca di pesce

(cortesemente suggerito da Carlo Ghisolfi)

Esca di pesce  s.f. [1.a. dal lat. esca, «cibo», 1.b. locuzione spina di pesce.]

Nell’uso attuale, animaletti che si mettono all’amo per attirare e prendere i pesci. In senso più largo, forma o disposizione simile a una spina di pesce, cioè con una serie di elementi divergenti alternativamente a destra e a sinistra rispetto ad un asse centrale; parcheggioposteggio a s. (di pesce), con riferimento alla disposizione delle vetture:

  • Architetta, lo so che il comune mi richiede i posteggi… per risparmiare spazio, non è che li potremmo disegnare ad esca di pesce? Poi tanto le auto le mettiamo dove vogliamo… (il tutto detto strizzando l’occhio e con aria complice).

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