Le Corbusier a Bologna, concluso il restauro del Padiglione dell’Esprit Nouveau

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Il Padiglione dell'Esprit Nouveau di Bologna dopo il restauro, via comune.bologna.it

Aggiornamento del 14 novembre 2017: Si sono conclusi, dopo circa tre mesi, i lavori di restauro e manutenzione del Padiglione dell’Esprit Nouveau di Bologna, progettato da Le Corbusier per l’Exposition International des Arts Décoratifs di Parigi del 1925 e ricostruito a Bologna esattamente 40 anni fa, nel 1977, dagli architetti Giuliano Gresleri e Josè Oubriere, in occasione del SAIE.

Gli interventi eseguiti sul padiglione, vincolato dagli strumenti urbanistici del Comune di Bologna come Edificio di interesse storico architettonico del Moderno assieme a tutto il complesso del Fiera District di Bologna, hanno riguardato la manutenzione, il restauro e la messa in sicurezza dell’intero edificio.

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Nello specifico, sono stati completamente ritinteggiati gli esterni e la maggior parte degli interni (compreso il restauro della grande scritta “E.N.” in facciata), con particolare attenzione al rispetto e ripristino dei cromatismi originali. Inoltre, sono stati sostituiti i sottili cristalli delle vetrate originali con vetri stratificati di sicurezza, restaurati gli infissi metallici, rinnovato il sistema di tendaggi del living, rifatto il percorso pedonale di ingresso esterno e installata la linea vita per l’accesso in sicurezza sul tetto. Il tutto con la supervisione di Gresleri, a cui, in occasione dell’inaugurazione, è stata conferita la Turrita d’Oro del Comune di Bologna.

Attualmente l’edificio è di proprietà del Comune di Bologna ed è gestito dal 2011 dalla Regione Emilia-Romagna. Attraverso una convenzione tra la Regione e Istituzione Bologna Musei/MAMbo, da sabato 11 novembre a fine gennaio 2018, tutti i sabati e le domeniche (escluso il 24 e il 31 dicembre) sarà possibile visitare il padiglione con visite guidate a cura del Dipartimento educativo MAMbo.

Inoltre, in occasione del quarantesimo anniversario della ricostruzione del padiglione, MAMbo, in stretta collaborazione con la Fondation Le Corbusier e con il supporto della Regione Emilia-Romagna, ha curato la ristampa anastatica del volume che ne ripercorre la storia: L’Esprit Nouveau. Parigi-Bologna. Costruzione e ricostruzione di un prototipo dell’Architettura moderna, originariamente pubblicato nel 1979.

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Il Padiglione dell’Esprit Nouveau di Bologna prima del restauro, via bolognadavivere.com

*** 10 agosto 2017: Sono iniziati in questi giorni i lavori di restyling del Padiglione dell’Esprit Nouveau di Bologna. Sul padiglione, di proprietà del Comune ma in gestione alla Regione Emilia-Romagna, saranno effettuati interventi di manutenzione e recupero dell’originalità della struttura progettata da Le Corbusier. Il padiglione verrà infatti ripulito e ritinteggiato con colori corrispondenti a quelli originali, i vetri saranno sostituiti e le tende rifatte, e verrà anche sistemato il vialetto di accesso.

Commenta Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione: “Non possiamo che ritenerci soddisfatti: il cantiere è partito ora, in pieno agosto, dopo una serie di incontri fra i vari soggetti interessati e dopo alcune complicate attività di organizzazione dei lavori, trattandosi di un oggetto straordinario e di valore inestimabile come il Padiglione Le Corbusier. Abbiamo fatto molti incontri tra noi, il Comune, il Mambo e la Fondazione Le Corbusier per decidere con estrema attenzione e precisione i dettagli dell’opera di manutenzione e ripristino”.14

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Negli ultimi anni il padiglione, che come da progetto originario si compone di due parti (una cellula tipo dell’unità abitativa Immeubles Villas e una rotonda per l’esposizione di progetti ed enunciati teorici, il Diorama), è stato utilizzato come spazio espositivo. L’ultima mostra che vi è stata organizzata è stata Solo Figli, una collettiva che indagava la dimensione oggettuale della scultura di piccolo formato in stretta relazione con il particolare spazio che la ospitava.

I lavori sul Padiglione dell’Esprit Nouveau dovrebbero terminare alla fine del prossimo ottobre. Ancora non c’è un programma preciso per quanto riguarda il futuro utilizzo del Padiglione di Le Corbusier, ma, come confermato da Elisabetta Gualmini, la Regione sta già pensando a una serie di iniziative da mettere in campo non appena terminati i lavori di restyling.

Le Corbusier in Italia Giovanni Denti, Gianni Calzà, Andrea Savio, 2007, Maggioli Editore

I rapporti di Le Corbusier con l'Italia iniziano nel 1907, quando ha vent'anni, e terminano nel 1965, anno della sua morte. Fra le due date si collocano i viaggi giovanili nel nostro paese, i rapporti con i giovani razionalisti italiani, i tentativi di trovare in Italia ...



3 commenti

  1. Una vera schifezza….ahhahahaah!!!..:) Quadratini rettangolini, pilastrini che non servono a un —– se non a franare alla prima scossa tellurica. Un imbecille futurista che ha creato l’universo delle periferie uguali in tutto il pianeta consumando territorio all’infinito e inquinando il pianeta per sempre grazie alla sua dannata carta d’Atene. Un idiota che voleva il piano d’Algeri con l’autostrada sui condomini e a cui si rifanno generazioni d’idioti urbanisti e architetti e tutte le scuole d’architettura nel mondo.

  2. Invece di perdere tempo a criticare in maniera evidentemente non costruttiva, le consiglio di sfruttare il suo tempo per studiare le idee e la ricerca che hanno portato Le Corbusier ad essere uno dei maestri dell’architettura contemporanea.
    Se la ricerca di LC è stata interpretata in modo sbagliato da altri architetti che hanno creato ciò che è visibile a tutti noi oggi non è certo demerito suo ma pura incompetenza degli altri.
    Se tutti avessero capito e semplicemente imitato la lezione dell’ ‘imbecille futurista” per chiamarlo alla sua maniera, avremo di sicuro molta più architettura che semplice e banale costruzione.

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