Jobs Act autonomi, cosa cambia per gli Architetti

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Aggiornamento di giugno 2017: Il Jobs Act Autonomi (Legge 22 maggio 2017, n. 81, “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”), approvato in via definitiva dal Senato il 10 maggio scorso, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 giugno (n. 135), ed è quindi in vigore dal 14 giugno.

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7 novembre 2016: La scorsa settimana il Senato ha approvato (con 173 sì e 53 astenuti) il disegno di legge sui lavori autonomi, o Jobs Act autonomi, che, in 22 articoli, ha l’obiettivo di assicurare maggiori tutele per i professionisti e i lavoratori autonomi.

Vediamo quindi quali sono le novità del Jobs Act autonomi che interessano, nello specifico, la professione di Architetto.

Tempi di pagamento certi: non oltre i 60 giorni

Il ddl sui lavori autonomi estende le tutele per le partite IVA e rende abusive le clausole che concordano tempi per il pagamento superiori a 60 giorni dalla consegna della fattura al cliente. I liberi professionisti non pagati, per recuperare il mancato pagamento, potranno stipulare polizze assicurative totalmente detraibili.

Inoltre, sarà vietata la rescissione unilaterale e senza preavviso dei contratti senza un risarcimento adeguato.

Formazione continua e aggiornamento professionale: spese deducibili

Il Jobs Act autonomi rafforza poi le detrazioni delle spese di partecipazione a corsi di aggiornamento professionale, convegni, corsi obbligatori, master, ecc., introducendo la totale deducibilità.

Saranno quindi totalmente deducibili, sotto un tetto annuo di 100 mila euro (escluse le spese per vitto e alloggio), i costi per master, corsi e convegni, mentre entro i 5 mila euro annui saranno deducibili le spese per servizi personalizzati di politica attiva organizzati dai centri per l’impiego.

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Finora le spese per la formazione, includendo anche quelle di viaggio e soggiorno, erano deducibili fino al 50%, mentre quanto il disegno di legge entrerà in vigore si potranno detrarre interamente le spese per la formazione ma non quelle di viaggio e soggiorno.

Previdenza e sicurezza sul lavoro

Con il ddl lavoro autonomo le Casse di previdenza (anche in forma associata), se autorizzate dagli organi di vigilanza, potranno attivare, oltre alle complementari prestazioni previdenziali e socio sanitarie, anche altre prestazioni sociali, finanziate eventualmente da una contribuzione facoltativa.

Questa è una modifica che guarda in particolar modo a chi ha subito una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla propria volontà o chi è stato colpito da gravi patologie.

Il disegno contiene poi una delega utile a semplificare gli oneri in materia di sicurezza sul lavoro negli studi professionali, ambiti che per loro natura presentano caratteristiche meno complesse rispetto ad altre realtà lavorative.

Smart working per migliorare la qualità della vita

Il provvedimento, per agevolare la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, introduce il concetto di Smart Work, o lavoro agile. Un rapporto di lavoro che, mediante accordo tra le parti, permette forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, anche senza precisi vincoli di luogo di lavoro e orario.

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Maternità e malattia

In caso di maternità, la professionista avrà la possibilità di ricevere l’indennità anche continuando a lavorare. In caso di malattia o infortunio, si potrà sospendere la prestazione (su richiesta), salvo che venga meno l’interesse del committente.

Reti di professionisti per partecipazione a gare

Con il Jobs Act lavoro autonomo, i liberi professionisti potranno riunirsi in “reti, consorzi o forme associate”, anche temporanee, per accedere con meno vincoli ai bandi di gara e concorrere all’assegnazione di incarichi e appalti.

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Funzioni della PA delegate ai Professionisti

Il ddl, infine, accoglie le richieste di diversi Consigli nazionali, e spinge il Governo ad adottare decreti che aumentino la sussidiarietà entro un anno, in modo che alcuni atti delle amministrazioni pubbliche possano passare ai professionisti.

“Al fine di semplificare l’attività delle amministrazioni pubbliche e di ridurne i tempi di produzione”, ai professionisti verranno quindi delegate funzioni tipiche della PA, come la certificazione dell’adeguatezza dei fabbricati, le norme di sicurezza e quelle energetiche. In ballo anche l’istituzione del fascicolo del fabbricato.

Jobs Act Autonomi: cosa cambia per i professionisti tecnici

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Lisa De Simone, 2017, Maggioli Editore

In vigore la legge 22 maggio 2017, n. 81, pubblicata sulla G.U. n. 135 del 13 giugno 2017, recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato” e meglio conosciuta come Jobs...



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