Iscrizioni Architettura 2018, quasi 1500 i posti vacanti nelle facoltà italiane

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Come abbiamo visto in precedenti articoli, anche quest’anno sono diminuiti gli iscritti al test di ingresso ad architettura, mentre i posti disponibili nelle varie facoltà italiane – inspiegabilmente – per l’anno accademico 2018/2019 erano addirittura aumentati rispetto agli anni precedenti (per tutti i numeri vedi questo articolo). Fatto sta che in questi giorni abbiamo appreso che non tutti gli iscritti al test di ingresso si sono presentati: sui 7986 ragazzi iscritti solo 6779 hanno effettivamente svolto la prova di ammissione, e i posti disponibili erano 7211. Sono quindi entrati tutti, senza ulteriore selezione? La risposta, almeno per ora, è no.

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Non tutti infatti hanno totalizzato i 20 punti minimi per essere inseriti nella graduatoria finale. Il testo della prova di ingresso di quest’anno lo avevamo visto (in questo articolo), e in molti – nei commenti sulla nostra pagina Facebook – lo avevate definito troppo semplice, “una cavolata”. Non troppo semplice per gli aspiranti studenti di architettura di quest’anno, dato che quasi 1500 di loro non sono riusciti ad arrivare al minimo richiesto di 20 punti (su 90).

Solo 5720 sono infatti riusciti ad entrare nella graduatoria nazionale, l’84.38% del totale, contro il 97.95% del 2017 e il 96.83% del 2016. Anche il punteggio medio nazionale si è abbassato, passando dal 45.75 dell’anno scorso al 34.45 di quest’anno. Si trattava quindi di un test più complesso e selettivo? Ad ogni modo, a ben 1491 iscritti al test di ingresso risulterà quindi negata l’immatricolazione, e i corrispondenti posti disponibili rimarranno scoperti.

Per questo motivo (ed ecco perché sopra abbiamo scritto “almeno per ora”), lo studio legale Leone-Fell & associati ha già avviato un’azione legale per chiedere che i posti rimasti vacanti vengano redistribuiti tra tutti i partecipanti al test, permettendo a chi è rimasto fuori dalla graduatoria di immatricolarsi e intraprendere il percorso di studi scelto (informazioni qui).

Su Facebook, il professore e critico di architettura Luigi Prestinenza Puglisi ha commentato la notizia dell’azione legale così: “Proviamo a interpretare questo post: ad architettura, che oramai non vuole fare quasi nessuno, prendono anche gli scartini”. Post del 28 settembre 2018, 23:04.

Nel frattempo, pare che si stia riflettendo su una riforma – già definita “light” – del numero chiuso (che, comunque, Matteo Salvini vorrebbe conservare solo nelle facoltà umanistiche), incentrata su un maggiore orientamento. Secondo l’architetto Paolo Malara – coordinatore del dipartimento Università, tirocini ed esami di Stato del CNAPPC – una riforma del sistema di accesso è necessaria, perché quello attuale è “totalmente errato”: ad esempio, sottolinea, “Il test attuale non fa selezione rispetto alla vocazione e all’attitudine degli studenti”.

Ha quindi già presentato al ministro dell’istruzione Marco Bussetti una proposta che prevedrebbe una selezione all’ingresso incentrata su un colloquio attitudinale e preceduta dagli open day di orientamento, e un tirocinio obbligatorio in uscita prima dell’esame di maturità.

Ma sarà questo il vero problema? Voi cosa ne pensate?

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