He Main: restauro sostenibile al Salone del Restauro di Ferrara

restauro sostenibile

Intervista a Antonio Conte, architetto e professore presso la Facoltà di Architettura di Matera, nonchè coordinatore del gruppo di ricerca e innovazione He Main per le relative iniziative presenti al XXIV Salone del Restauro – Musei di Ferrara.

He Main è un acronimo che rimanda all’innovazione di prodotto e di processo per una manutenzione, conservazione e restauro sostenibile e programmato del patrimonio culturale. È un progetto che ha ricevuto un finanziamento MiUR (D.D. 1952/Ric del 03.06.2014 Progetto SMART CITIES SCN_00520) ed ha una valenza sperimentale attraverso la realizzazione di quattro casi studio a Matera e di uno a Venezia.

In quale contesto si inquadra il progetto He Main?
Negli ultimi decenni il patrimonio storico-artistico ha subito un evidente degrado a causa dell’azione sinergica dell’inquinamento atmosferico, del cambiamento climatico e della contaminazione biologica. La conservazione del patrimonio culturale richiede dunque lo sviluppo di strategie di protezione sempre più innovative, efficaci, di lunga durata e allo stesso tempo poco costose: è a questo obiettivo a cui stanno lavorando i partner del progetto ‘Innovazione di prodotto e di processo per una manutenzione, conservazione e restauro sostenibile e programmato del patrimonio culturale’, a valere sul Bando del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Smart cities e social innovation, che ha per oggetto la manutenzione, la conservazione e il restauro sostenibile e programmato del patrimonio culturale”.

Il progetto He Main è già attivo?
“A febbraio 2016 Matera ha ospitato il kick-off meeting del progetto, durante il quale i partner hanno fatto il punto sulle azioni già intraprese e dando avvio alla fase finale, relativa all’attuazione di una campagna sperimentale durante la quale testare le soluzioni messe a punto nelle fasi precedenti di ricerca”.

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Quali sono i casi studio che serviranno per monitorare e testare il progetto?
“Su Matera i siti-pilota individuati sono le Chiese di Santa Lucia alle Malve, di San Pietro Barisano, di San Giovanni Battista e di San Francesco e Forte Marghera a Venezia. Qui, dopo le attività di rilievo effettuate con tecniche non distruttive, la finalità è quella di testare una piattaforma tecnologica composta da una rete di sensori finalizzati alla programmazione di interventi preventivi di manutenzione: una sorta di modello predittivo per la valutazione economica degli interventi, basato su di un sistema di metadati utile alla programmazione delle attività di manutenzione e gestione degli interventi così da mettere a punto un  modello che consenta di passare dal restauro di emergenza alla conservazione ordinaria (manutenzione)”.

I partner industriali del progetto He Main sono Icap Leather Chem Spa (Lainate, Milano) e Tab Consulting srl (Potenza), mentre quelli di ricerca sono le Università della Basilicata, la “Ca’ Foscari” di Venezia, “Sapienza” Università di Roma, l’Università dell’Aquila. Al progetto hanno inoltre aderito i Comuni di Matera, L’Aquila, Comacchio, Venezia, la Scuola di Restaro ENAIP Lombardia, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e hanno manifestato interesse, per la Basilicata, l’Arcidiocesi di Matera e Irsina, la Fondazione Zètema di Matera, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata e la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata.

Durante il XXIV Salone del Restauro – Musei, mercoledì 22 marzo alle ore 10:00, alla presenza anche della Professoressa Aurelia Sole, Magnifica Rettrice dell’Università degli Studi della Basilicata, un convegno entrerà nel merito dello sviluppo del progetto. Maggioli Musei è media partner di questa iniziativa. Scarica qui la locandina dell’evento

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