H.G. Wells, Dracula e Adamo

Cosa mette insieme il grande scrittore di fantascienza H.G. Wells, il noto personaggio partorito da un incubo di Bram Stoker e il capostipite della specie umana secondo la Bibbia? Non c’è molto da divertirsi in realtà.

Adamo è la rappresentazione concettuale, per molti architetti, dell’idea di casa. Da quando Joseph Rykwert scrisse nel 1972 il suo celebre volume dal titolo “La casa di Adamo in paradiso”, le lancette psicologiche della composizione architettonica sono tornate indietro di molte migliaia di anni rispetto al “De architectura” di Vitruvio, per tentare di identificare “un’idea e non una cosa”. Rykwert scrive che “un oggetto che è sempre stato perduto non può, nel senso usuale della parola, venir ricordato. Tuttavia, questa memoria non è propriamente memoria di un oggetto, bensì, piuttosto, di uno stato, di qualcosa che è esistito, anzi di qualcosa che venne compiuto, che venne fatto: di un’azione”. La casa è una memoria collettiva. L’idea di casa è una sintesi concreta di azioni, qualcosa che va oltre i mattoni, il legno, il cemento e i laterizi che la ricoprono.

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Adamo quindi rappresenta, nella triade dei personaggi del titolo, quest’idea, che, oggi come mai prima nella vita delle persone del continente europeo, è qualcosa di molto meno concreto di quanto lo è stato negli ultimi trent’anni. Il Paradiso poi è veramente perduto (per dirla alla Milton) e non solo per chi desidera una casa o cambiar casa, ma anche per chi sogna (come molti architetti) di progettarla o un giorno anche realizzarla.

Il Conte Dracula in Europa, come nel romanzo gotico di Stoker, è uscito dalle mura del suo castello in Transilvania ed è entrato a far parte dell’assetto economico generato dalla ristrutturazione dei mercati (dopo?) la crisi. Chi non si sente costantemente collegato ad una trasfusione di sangue? Dracula si trasforma. È inafferrabile perché, come spesso capita per tutto ciò che governa la finanza, non permette di identificare un colpevole. Dracula è, inoltre, un non morto, metafora perfetta per l’attuale mercato delle costruzioni!

Herbert George Wells, invece, è esistito veramente. È uno scrittore britannico straordinario che ha prefigurato con i suoi romanzi e racconti non solo molte scoperte scientifiche ma anche e soprattutto i conflitti (culturali, sociali ed etici) che ne sarebbero scaturiti. Insomma un profeta laico che, nato in pieno positivismo, non si lascia troppo contaminare dal credo dello sviluppo e del progresso industriale ad ogni costo e tra le altre cose, scrive nel 1895 “La macchina del tempo”, un romanzo che lo renderà celebre in tutto il mondo. Ecco quindi il collegamento che determina il terzo personaggio del titolo. La macchina poteva permettere di andare nel futuro, ed è qui che si determinerà la fine del protagonista (il famoso viaggiatore), ma anche nel passato.

Ma perché quindi Wells e la sua macchina del tempo, come si collegano agli altri due personaggi del titolo? In questi giorni sul corriere.it, nella sezione economia, un interessante articolo di Gino Pagliuca, un giornalista da oltre quindici anni impegnato sui temi dell’abitazione in chiave di compravendita e attento analista del mercato immobiliare a 360°, ha elaborato dei dati dell’ultimo rapporto di Nomisna e li ha confrontati con i dati Istat per arrivare a concludere che l’incessante tendenza al ribasso ci ha ormai trasportato (come se fossimo sulla macchina del tempo) al 2000, a diciassette anni fa, ovvero “quando c’era ancora la lira”. Un confronto che fa differenze fra grandi città, periferie, costruito nuovo e casa abitabile da ristrutturare.

È incredibile. Sognando la casa (di Adamo in Paradiso) siamo tornati indietro con la macchina del tempo di H. G. Wells a quando il mondo non era ancora infestato da vampiri… Vorremmo essere come Filemone e Bauci, delle Metamorfosi di Ovidio, che si trovarono (perché ospitali anche se poveri) la casa di legno e paglia trasformata con marmo e bronzo dorato in tempio da Giove e da Mercurio. I due vecchi, quando giunse la loro ora, furono anch’essi trasformati di fronte al tempio in alberi: quercia lui e tiglio lei, l’una accanto all’altro. Un recupero divino! Che trova anche un luogo per l’anima, prima che venga asportata dai dissennatori di Harry Potter!

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