Francesco Cellini, cinquant’anni di complessa ricerca progettuale

francesco cellini

Ho sempre ammirato e, devo dire, anche con una velata invidia, la colta immediatezza nei disegni di Francesco Cellini, dove ogni linea segue l’andamento naturale della luce fondendosi armoniosamente con l’architettura rappresentata, quasi a essere essa stessa architettura.

In gran parte dei miei progetti – scrive Cellini – è affidato alla luce solare un ruolo compositivo essenziale: drammatizzare, per contrasto, ciò che altrimenti sarebbe opaco o privo di vita, spazi dove si sta in una sorta di alternanza instabile fra abbagliamento e penombra.” Un richiamo alla storicità (vedi Piranesi), dove i tratti neri sono limitati a favore dei bianchi, il tutto poi elaborato su uno sfondo scuro o neutro.

Oltre alla luce, la produzione di Cellini si distingue per la purezza delle forme geometriche di derivazione euclidea e dallo studio delle sezioni, dove l’architettura rivela la sua interna verità. Il disegno non è solo strumento per rappresentare l’architettura, ma diventa necessario alla traduzione scritta del pensiero.

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La storia dell’architettura, ma anche quella meno rappresentativa, il contesto, lo studio dei luoghi e dei tipi, convogliano la loro influenza alla strategia compositiva, in cui ogni elemento fondante si intreccia e determina un’architettura precisa e dialettica, come sostiene Cellini, fatta di sintassi piuttosto che di vocaboli, senza però essere disattenta ad essi. Ne derivano architetture strutturate in base ad un impalcato compositivo rigoroso e semplice quasi elementare, prosegue Cellini, però tali da creare quello stato di tensione interna che pare essere l’unica garanzia di vitalità estetica e di pregnanza.

Evidente in tutti i progetti e nei lavori eseguiti, dove il linguaggio e l’artigianalità dello sviluppo mentale e pratico, nel senso più alto del significato, segue un andamento preciso senza che nessun singolo elemento costruttivo possa avere un peso maggiore. Non compaiono squilibri, nessuna anomalia o incertezza che possa interferire con la funzione, come la colonna vertebrale nel corpo umano – descrive Francesco Dal Co – che pur invisibile, si oppone alla forza di gravità e garantisce l’equilibrio, così nei progetti di Cellini lo studio e il disegno delle sezioni sono gli strumenti grazie ai quali le forze e le tensioni trovano il più efficiente contrasto, componendosi nella forma.

Le pagine del volume raccolgono testi, disegni e opere realizzate, dove la chiara continuità dei toni determina una lettura senza interruzioni. “L’appropriatezza e la naturalezza – scrive Dal Co – sono le cifre comuni delle pagine scritte e di quelle occupate dai disegni, dove le parole e le figure si fondono in un’unica narrazione, scandita soltanto dal variare delle cromie delle seconde.”

francesco cellini

Francesco Cellini
Saggio di Francesco Dal Co
Electa, 2016
Collana Documenti di architettura
Brossura con alette, 256 pagine, ill. colore e b/n
22×28
ISBN 978-88-916-0941-4
Euro 60,00

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