Formazione architetti, le nuove regole da seguire

formazione architetti

Il CNAPPC ha pubblicato le nuove linee guida per la formazione architetti, dove sono elencate tutte  le regole in vigore sull’aggiornamento professionale obbligatorio (documento completo in fondo all’articolo).

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Come avevamo anticipato, i crediti da conseguire, anche per il triennio 2017-2019 saranno 60, e non 90, come era stato pensato inizialmente. Di questi, ricordiamo, 12 devono derivare da attività di aggiornamento e sviluppo professionale continuo sui temi della deontologia e delle discipline ordinistiche.

Nel triennio, fino a un massimo di 15 crediti può derivare dalle cosiddette “altre attività” (redazione di articoli e saggi “di natura tecnico-professionale”, visite a mostre e fiere attinenti all’architettura, viaggi studio organizzati da Ordini, loro federazioni o da associazioni di iscritti, partecipazione a gruppi di lavoro e commissioni di studio promossi dagli Ordini territoriali, da Consulte o Federazioni o dal Cna), senza che ci sia il tetto di 5 annui.

Inoltre, i crediti formativi in eccedenza che è possibile trasferire da un triennio a quello successivo salgono a 20 (in precedenza il limite era di 10 cfp). Attenzione però, perché gli eventuali crediti derivanti da eventi formativi su materie ordinistiche, nel passaggio da un triennio all’altro si trasformano in crediti generici.

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Infine, decade l’obbligo di arrivare almeno alla soglia di 10 crediti formativi annui, che rimane comunque una raccomandazione: “CNAPPC e Ordini territoriali raccomandano l’acquisizione da parte dell’iscritto di un numero annuo di Cfp non inferiore a 10, di cui 4 Cfp su temi delle discipline ordinistiche al fine di garantire la continuità nel tempo dell’aggiornamento professionale”.

Qui trovi la tabella riassuntiva dei cfp attribuibili a ciascuna tipologia di attività

Neo-iscritti e re-iscritti Albo Architetti

Per chi si iscrive all’Albo per la prima volta è in atto un’agevolazione. Come era già stabilito, l’obbligo formativo decorre dall’anno successivo a quello di iscrizione (1 gennaio), ma i crediti da accumulare vanno calcolati in proporzione all’effettiva durata del ciclo formativo del neo-iscritto (meno di tre anni, quindi i crediti da accumulare saranno meno di 60).

Per quanto riguarda invece gli architetti che si iscrivono nuovamente all’Albo dopo un periodo di cancellazione, questi hanno l’obbligo di recuperare eventuali debiti formativi maturati negli anni di iscrizione precedenti alla cancellazione.

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Formazione architetti obbligatoria: gli esoneri

Su domanda dell’interessato, il Consiglio dell’Ordine può deliberare di esonerare, oltre alle categorie già previste nelle precedenti linee guida anche i “docenti universitari a tempo pieno (ordinari, associati, ricercatori) iscritti nell’elenco speciale, ai quali è precluso l’esercizio della libera professione (legge n. 382/1980)”.

Inoltre, gli iscritti che non esercitano la professione, neanche occasionalmente, per tre anni consecutivi, non sono tenuti ad aggiornarsi. Nella domanda di esonero (da rinnovare ogni anno) bisogna dichiarare di non essere in possesso di partita Iva per attività riconducibili alla professione di architetto, di non essere iscritti ad Inarcassa e di non esercitare l’attività professionale neanche occasionalmente.

Infine, per gli iscritti con almeno 20 anni di iscrizione all’albo l’obbligatorietà formativa cessa al compimento del settantesimo anno di età.

Curriculum del professionista

Una novità è l’introduzione del curriculum individuale della formazione che registrerà meriti e demeriti degli architetti nel campo dell’aggiornamento professionale obbligatorio. E sarà meglio non prendere questa novità sottogamba, dato che, come specificano le linee guida, questo curriculum potrà essere richiesto e utilizzato “nelle gare pubbliche o private, come requisito di partecipazione o per l’attribuzione di punteggio nell’assegnazione di incarichi”.

Gli Ordini provinciali potranno rilasciare, a cadenza triennale, un attestato di regolarità formativa, che riporterà il numero di crediti formativi accumulati dal professionista, suddividendoli per aree tematiche. Le informazioni sull’attività formativa svolta da ciascun iscritto saranno anche aggiunte all’Albo unico del CNAPPC consultabile online sul sito ufficiale del Consiglio Nazionale.

Per leggere interamente (e scaricare) le Linee Guida 2017 CLICCA QUI

Nell’immagine, KAIT Workshop by Junya Ishigami, Kanagawa Institute of Technology, Japan. Foto di Epiq.

di Erika Giangolini

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