Favara, pericolo scampato per Farm Cultural Park? Accordo con il Comune ma… sigilli alle strutture

Favara Farm Cultural Park a rischio
Una vista della Farm Cultural Park, dalla pagina Facebook @farmculturalpark

Aggiornamento del 5 agosto 2017: Nonostante l’accordo con il Comune e la revoca dell’ordinanza di ripristino dei luoghi, ad alcune installazioni di Farm Cultural Park sono stati apposti i sigilli. Attendiamo ulteriori sviluppi.

Aggiornamento del 4 agosto 2017: A quanto pare è stata trovata una soluzione alle vicende che, in questi giorni, avevano fatto temere la chiusura di Farm Cultural Park, dopo un tavolo di confronto tra i suoi rappresentanti, il sindaco di Favara Anna Alba, e alcuni tecnici comunali. È stata infatti revocata l’ordinanza di rimessa in pristino dello stato dei luoghi, e sarà presto definita una convenzione di gestione. La giunta “procederà inoltre al riconoscimento della Farm quale luogo di interesse pubblico attraverso una atto da presentare all’approvazione del Consiglio Comunale”.

sequestro farm cultural park favara
Una foto postata sulla Pagina Facebook di Farm Cultural Park.

2 agosto 2017: È noto ormai da tempo come Favara, la piccola cittadina siciliana a 7 km da Agrigento, grazie a Farm Cultural Park, sia diventata la “piccola Capitale mondiale della rigenerazione urbana”. Ora questo status è messo a rischio da un’Ordinanza del Comune di Favara arrivata pochi giorni fa, che richiede la rimessa in pristino dello stato dei luoghi entro 90 giorni.

Tra meno di tre mesi dovremo quindi dire addio a questo centro culturale ormai di fama internazionale, a questa best practice di rigenerazione urbana e sociale che nel giro di sette anni è diventata una delle attrazioni turistiche più importanti della Provincia di Agrigento? Speriamo di no. Su change.org è già partita la raccolta di firme Noi Siamo Farm Cultural Park (#NoiSiamoFarmCulturalPark) per chiedere “l’immediato ritiro dell’ordinanza del comune (e le dovute scuse), per far sentire la voce delle tante Farm di tutta Italia, in nome di un profondo cambiamento” e per evitare che situazioni come queste debbano ripetersi in altre realtà.

Farm Cultural Park Favara, la storia

Il 25 giugno 2010, l’Associazione senza scopo di lucro Farm Cultural Park fondata da Andrea Bartoli e Florinda Saieva inizia un’attività culturale e turistica all’interno del Centro Storico di Favara, in un piccolo agglomerato urbano denominato Sette Cortili, al tempo in stato di semi abbandono e finita da poco in prima pagina per il crollo di una palazzina fatiscente che aveva causato la morte di due bambine. Dal quel giorno, l’Associazione inizia a rigenerare gli spazi a proprie spese, ospitando artisti e architetti, artigiani e creativi, bambini e turisti desiderosi di contribuire a questo esperimento di rigenerazione.

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L’attività esercitata da Farm Cultural Park ha trasformato i Sette Cortili in un “luogo di cultura e di grande attrazione turistica” e Favara ha acquisito quindi una nuova identità nazionale ed internazionale come “città dei giovani e degli artisti”, ottenendo un forte posizionamento mediatico e numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. E questo ha generato un impulso positivo che ha portato numerosi imprenditori locali a investire in tutto il Centro Storico di Favara, aprendo nuove attività per turisti e visitatori.

Ogni anno Farm ospita nuovi artisti, chiedendo l’autorizzazione per le installazioni che riguardano gli spazi pubblici. Quest’anno però, mentre un ufficio del Comune stava lavorando la consuetudinaria pratica delle installazioni (regolarmente presentata, e con l’importo richiesto per l’occupazione del suolo pubblico già corrisposto), un altro della stessa Amministrazione rilevava l’abusività delle installazioni ordinandone lo sgombero e somministrando una sanzione amministrativa pecuniaria.

Andrea e Florinda, che sulla loro pagina Facebook, provocatoriamente invitano tutti il 29 ottobre 2017 (allo scadere dei fatidici 90 giorni) alla “grande festa di RIMESSA IN PRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI”, ci tengono a far sapere di non essere intimiditi da quei “certi burocrati” che tengono “le persone sotto ricatto” e specificano: “Cari ‘certi burocrati’ i tempi sono cambiati; io, mia moglie e milioni di altre persone non siamo più disposti a stare in silenzio, a farci ricattare o mettere i piedi in testa. Denuncia per abusivismo per opere d’arte? Niente di nuovo da queste parti. Abbiamo due esempi di due campioni di resistenza, che tanto hanno fatto per la nostra Regione. Antonio Presti che nel 1982 fu denunciato per abusivismo per aver realizzato su terreno demaniale inutilizzato una straordinaria scultura di 18 metri di Pietro Consagra e persino Ludovico Corrao, prima ancora, ebbe milioni di problemi per il Cretto di Burri, la più straordinaria opera di land art al mondo. Non ci intimidite affatto”.

La petizione #NoiSiamoFarmCulturalPark

La petizione Noi Siamo Farm Cultural Park, lanciata da Emmanuele Curti di Matera, sta per raggiungere le 7 mila firme. Per firmare la petizione e quindi chiedere l’immediato ritiro dell’ordinanza del comune, clicca qui.

Quanto sta accadendo a Farm Cultural Park, a Favara – luogo simbolo di un nuovo modo di ripensare comunità e luoghi dell’abitare – non è un problema locale, ma è una questione di tutte e tutti noi che quotidianamente si muovono nel mondo sempre più dirompente delle imprese culturali e creative, di chi sa che solo attraverso la cultura siamo in grado di uscire dalle molteplici crisi che ci affliggono.

Basta l’ordinanza di un dirigente dell’ufficio comunale per smontare l’incredibile processo che tutto il gruppo che si raccoglie intorno a Florinda Saieva e Andrea Bartoli da tempo svolge a Favara: un atto compiuto secondo i vecchi stili del burocratese, con gesti antichi chiusi fra le pareti stanche di uffici dediti a gestire il passato, non una visione del futuro.

Dobbiamo sapere dire basta a tutto questo: in un mondo in rapido cambiamento, in cui sempre più siamo al lavoro per capire come la cultura sappia rigenerare il nostro abitare, le nostre comunità, e sappia essere fondamento nell’immaginarci oltre le pareti stanche del ‘900, quanto ha colpito Farm Cultural Park è battaglia comune. Favara rappresenta tutte quelle centinaia di muri di gomma crepata contro cui confliggiamo quotidianamente: un mondo teso a conservare la cartografia antica, a mantenere triste forme di potere per la propria preservazione.

Ecco, noi, che sempre più ci poniamo a disegnare, immaginare, creare il futuro, ad abitare ciò che altri non vogliono più vivere, a prenderci cura del ‘noi’, diciamo basta.

Basta alle parole sorde, al silenzio delle carte, alla cecità di chi guarda al passato e non vuole sentire il fragore gentile dei passi che ritornano, uno dopo l’altro, a tracciare sentieri.

Noi tutte e tutti siamo Farm Cultural Park.”

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti
www.facebook.com/farmculturalpark

1 commento

  1. Purtroppo non solo in Sicilia, ma anche nel resto d’Italia, ogni iniziativa intelligente viene bloccata. Probabilmente perche’ non siamo un popolo intelligente.

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