Dopo l’Italia apertura dei musei anche per l’Inghilterra

La ripartenza dopo l’epidemia di Covid-19 passa anche per una riapertura, seppur graduale, dei musei e delle gallerie. In Italia, grazie alle informazioni fornite dal MiBACT, sono state rese note linee guida e date di apertura dei luoghi dedicati alla cultura. Dopo il nostro Paese anche l’Inghilterra, nei prossimi giorni, si prepara a fare la stessa cosa.

Apertura musei Inghilterra, il “precedente” italiano

Se in Italia le riaperture dei musei e delle gallerie è stata così graduale da essere, in alcuni casi, ancora in corso, il mondo della cultura inglese non segue un modello poi così diverso.

Il MiBACT ha pubblicato un elenco aggiornato di tutti i musei e i luoghi della cultura italiani, catalogati per regione, con relative date di apertura.

A partire dal 4 luglio anche l’Inghilterra dovrebbe fare una cosa simile, entrando ufficialmente nella cosiddetta Fase 2 (quella che nel nostro paese è stata avviata lo scorso 4 giugno). I dubbi, però, sono ancora tanti e le discussioni sul tema iniziano a diventare anche piuttosto animate.

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Apertura musei Inghilterra, si riparte con la National Gallery

Oltre a parrucchieri, pub, ristoranti, nonché servizi religiosi e matrimoni a partecipazione contingentata, anche musei e gallerie d’arte riapriranno le loro porte al pubblico.

Prima fra tutte dovrebbe essere la National Gallery a ripartire dopo il lockdown, notizia che ha fatto tirare un sospiro di sollievo anche ai direttori degli altri musei nazionali.

“Accogliamo con favore l’annuncio del Primo Ministro di consentire la riapertura sicura delle nostre gallerie al pubblico questa estate. Ora lavoreremo a stretto contatto con il governo, i sindacati e i sostenitori per vedere come e quando potremo riaprire le nostre porte in maniera finanziariamente sostenibile, a lungo termine”. Ad affermarlo sono stati, con una lettera, Gabriele Finaldi (National Gallery), Hartwig Fischer (British Museum), Maria Balshaw (Tate), Mike Dixon (Museo di storia naturale), Ian Blatchford (Science Museum Group) e Tristram Hunt (Victoria and Albert Museum).

Apertura musei Inghilterra, come ripartire?

Il dibattito, infatti, ruota proprio intorno al come riaprire, piuttosto che al quando. Sarà per questo motivo che nessuno dei musei inglesi, fatta eccezione per la National Gallery, ha ancora annunciato la propria data di riapertura.

La riorganizzazione, infatti, richiede un lavoro organico e intenso che, allo stato attuale, non è stato effettuato. La situazione, quindi, sembrerebbe essere ancora troppo delicata per pensare ad aprire le porte di un museo o di una galleria d’arte senza avere un punto di riferimento.

Oltre alle misure di sicurezza vere e proprie, tra l’altro, è necessario stilare un vero e proprio piano di rilancio, basato anche sulle perdite accumulate nei mesi di chiusura.

La polemica appare come un film già visto per noi italiani. Non è passato neppure un mese, del resto, da quando le stesse domande le ponevano i direttori dei nostri poli museali.

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Apertura musei Inghilterra, visioni contrastanti

“È fantastico pensare che i musei possano riaprire presto”, ha scritto su Twitter Alistair Brown, Policy Manager presso la UK Museums Association, che non nasconde le sue perplessità sul futuro del settore. Con pochi visitatori, un turismo internazionale praticamente assente e nessuna misura di salvataggio all’orizzonte, la situazione è tutt’altro che rosea.

Completamente diversa è, invece, la posizione di Iwona Blazwick, direttrice della Whitechapel Gallery, che a The Guardian ha affermato di essere impaziente di poter riaprire al pubblico. “È stato così tragico avere tutte queste cose meravigliose in mostra chiuse sotto chiave come delle ‘bellezze addormentate’. Per questo siamo davvero entusiasti di poter dare il bentornato ai visitatori”.

Intanto ci si sta concentrando sulla definizione del protocollo Covid da adottare: il personale indosserà visiere protettive e le visite saranno organizzate su prenotazione, così da garantire agli ospiti la totale sicurezza.

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