Covid-19: 800 milioni di fatturato a rischio per professionisti

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All’indomani della parziale riapertura che, dal 4 maggio, ha portato l’Italia a compiere un primo passo verso la ripresa dalla crisi Covid-19, gli studi professionali di architetti e ingegneri si trovano a fare i conti con un importante rischio per il proprio fatturato.

Se, infatti, sul breve periodo i danni potrebbero non essere così evidenti, è sul lungo periodo che la situazione preoccupa non poco. A lanciare l’allarme è stato il Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri che, in un rapporto elaborato proprio per comprendere l’entità della crisi economica causata dal coronavirus, ha sottolineato come la perdita, per il 2020, potrebbe essere veramente importante.

Covid-19, fatturato a rischio: le previsioni per il 2020

800 milioni di euro: è questa la cifra stimata dal rapporto del CNI. E la previsione è stata fatta anche in chiave ottimistica, per così dire, perchè si basa sulla considerazione che, passato il picco del decremento di fatturato, concentratosi tra fine febbraio e i primi di maggio, il sistema economico ritorni a crescere. Questo, ovviamente, escludendo la possibilità di ulteriori e nuovi lockdown e, quindi, presumendo che la curva dell’economia cresca contestualmente a una curva dei contagi in calo.

Se le cifre del CNI fossero confermate dalla realtà, il settore subirebbe una flessione di circa 11% rispetto al 2019. Questa percentuale potrebbe addirittura salire al 12% se, oltre ad architetti e ingegneri, si andassero a considerare anche altre figure professionali impegnate nel settore a vario titolo.

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Covid-19, fatturato a rischio: l’entità della crisi

Le proiezioni sono state elaborate a partire dalle previsioni disponibili relative al quadro macro economico che indicherebbero una presumibile flessione del Pil annuale almeno dell’8%. A corredare questo scenario di crisi generale ci sarebbero, del resto, anche notevoli cali di investimenti, soprattutto in un campo già in difficoltà come quello delle costruzioni.

Più specificatamente tali investimenti potrebbero decrescere del 9%. Questo dato, in termini economici, porterebbe il fatturato del settore a una perdita di oltre un miliardo di euro (9,65 miliardi del 2019 a fronte di appena 8,48 miliardi previsti per l’anno in corso).

Restringendo il campo all’attività professionale, ovvero a professionisti e società di ingegneria, il fatturato potrebbe calare da 7,58 miliardi del 2019 a 6,75 miliardi nel 2020.

Covid-19, fatturato a rischio: per architetti e ingegneri crisi nella crisi

Se il rapporto del CNI si rivelasse veritiero, i professionisti si troverebbero a dover affrontare una crisi nella crisi. Sì perchè le categorie professionali di ingegneri e architetti sono stati risucchiati dalle difficoltà legate all’epidemia di Covid-19 mentre stavano già combattendo con la recessione del settore intero.

A dimostrazione di questo si possono osservare i livelli reddituali piuttosto bassi per chi esercita la libera professione, soprattutto se non associata a lavoro dipendente.

Inarcassa ha stimato per il 2019 che il reddito professionale medio per gli iscritti, il cui numero si aggira intorno a 170.000 contribuenti attivi e pensionati, sarebbe pari a 27.897 euro. Alzano leggermente la media gli ingegneri, il cui reddito professionale potrebbe aggirarsi intorno a 34.128 euro.

>> Clicca qui per scaricare il Rapporto del CNI <<

Covid-19, fatturato a rischio: la corsa dei professionisti ai 600 euro

Questo scenario preesistente rende sicuramente più difficile affrontare la situazione attuale, come commenta anche Armando Zambrano, Presidente del CNI. “Se la crescita del fatturato negli ultimi anni fosse stata più sostenuta oggi probabilmente si potrebbe guardare agli effetti del lockdown con minore preoccupazione”.

Invece sono stati quasi 83.000 i contribuenti che, nel mese di aprile 2020, hanno fatto richiesta a Inarcassa per ottenere l’indennità di 600 euro erogata dallo Stato con il decreto Cura Italia. “Ciò testimonia in modo molto chiaro il senso di disagio crescente tra molti professionisti, ma soprattutto la loro condizione di fragilità”.

Zambrano prosegue il suo commento al rapporto del CNI invitando le Pubbliche Amministrazioni a non interrompere il ciclo di investimenti in opere pubbliche attivatosi negli ultimi tre anni. Questo, infatti, a suo parere, è fondamentale per favorire la ripresa.

Occorrerà sicuramente semplificare e determinare quali saranno le modalità di affidamento degli incarichi professionali e varare una serie di misure di natura fiscale in aggiunta ai provvedimenti del Governo e delle Casse.

Covid-19, fatturato a rischio: Margiotta, “settore fragile”

Giuseppe Margiotta, Presidente del Centro Studi CNI, racconta quale sia lo scenario delineato dal rapporto: “Nonostante la leggera fase espansiva degli ultimi anni, il contesto nel quale i professionisti dell’area tecnica si trovano da tempo a operare rimane fragile”.

I dati, infatti, dimostrano come la maggior parte degli studi di ingegneria e architettura sia vittima di un equilibrio instabile che, colpito dalla crisi contingente, potrebbe vivere una fase più lenta e particolarmente difficile di ripresa.

>> Scarica la circolare di Fiscoetasse.com sulle novità del Decreto “Rilancio” riguardanti le imprese e i professionisti <<

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