Coronavirus: confermati i 600 euro per Architetti professionisti e Partite IVA

Coronavirus professionisti
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Aggiornamento del 30 marzo. Dopo la pubblicazione in Gazzetta della prima parte del Decreto Cura Italia è stato firmato il decreto interministeriale che stabilisce chi beneficia e in che modo verrà erogata l’indennità di 600 euro tra i lavoratori autonomi che hanno una cassa di previdenza privata.

Stop a tasse, versamenti di ritenute e contributi. Bloccate anche tutte le cartelle e gli avvisi di pagamento. Rinvio per la scadenza IVA del prossimo 16 marzo. Nel decreto che il governo si appresta a varare, salvo sorprese, dovrebbe arrivare l’estensione a tutto il territorio nazionale delle misure già prese il 2 marzo con il dl 9/2020, in favore dei comuni colpiti dall’emergenza Coronavirus, inizialmente considerati come “zona rossa”. Il Cdm dovrebbe discutere il provvedimento economico proprio oggi.

Si tratta di un vero e proprio decreto salva economia che ha l’obbiettivo di sostenere imprese, famiglie, lavoratori dipendenti e professionisti. Per chi esercita attività a partita IVA dovrebbe anche arrivare l’estensione del sostegno al reddito di 500 euro al mese già previsto per i professionisti residenti o con la sede legale o operativa nelle zona rossa.

Professionisti, verso il rinvio dell’IVA

Data per certa la sospensione dei termini per pagamenti riguarderà per prima cosa l’IVA. Nel precedente decreto questo rinvio non era presente, ma è evidente che visto il precipitare della situazione proprio questo potrebbe essere il primo intervento previsto. Da valutare i nuovi termini di scadenza.

Praticamente certo anche il rinvio dell’IRPEF, anche considerando che il precedente decreto aveva già prorogato al 30 settembre il termine per la presentazione del modello 730 e quindi, di fatto, il termine per il versamento del saldo e del primo acconto IRPEF da parte dei lavoratori dipendenti. A maggior ragione questo termine più ampio dovrebbe essere previsto ora per i professionisti e i lavoratori autonomi, che altrimenti sarebbero chiamati a versare alla scadenza del 30 giugno.

Stop alle cartelle esattoriali e alle rate di rottamazione

Con il decreto del 2 marzo il governo aveva inoltre stabilito lo slittamento dei termini di pagamento per le cartelle e gli avvisi esattoriali con scadenza dal 21 febbraio al 30 aprile 2020, fissando il nuovo termine di pagamento al 31 maggio. Stessa scadenza anche per il pagamento della rate della rottamazione in scadenza il 28 febbraio.

Con l’estensione a tutto il territorio nazionale di queste misure non è escluso anche un ulteriore slittamento dei termini oltre il mese di maggio. Rinvio anche per gli avvisi di accertamento delle imposte locali. Scadenza a maggio, infine, anche per i contributi dovuti alle camere di commercio.

Rinvio per i contributi

Destinata probabilmente ad allungarsi anche la nuova scadenza prevista per i versamenti previdenziali, sia per quelli dovuti a INARCASSA sia per quelli destinati Gestione separata INPS. In riferimento al decreto del 2 marzo l’INARCASSA aveva già stabilito la sospensione dei termini di pagamento dei contributi previdenziali in scadenza nel periodo dal 23 febbraio al 30 aprile.

ll Consiglio di Amministrazione di INARCASSA, nella riunione del 25 marzo 2020, ha deliberato lo stanziamento aggiuntivo di 100 milioni di euro da destinare nel 2020 alle misure di assistenza tese a fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Indennità mensile per i professionisti

Il decreto Marzo del Cura Italia per gli autonomi stabilisce il fondo per il reddito di ultima istanza. Con il Decreto Interministeriale annunciato in conferenza stampa dal Ministro, Nunzia Catalfo, il 28 marzo 2020, vengono fissate le modalità di attribuzione di tale fondo che si traduce in un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro.

Si tratta di una misura di sostegno al reddito dei lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria, danneggiati dall’emergenza Coronavirus.

Tale importo sarà riconosciuto ai lavoratori che abbiano percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo non superiore a 35mila euro e a coloro che sempre nell’anno di imposta 2018, abbiano percepito un reddito complessivo compreso tra 35mila e 50mila euro e abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività autonoma o libero-professionale di almeno il 33% nel primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, sempre a causa del virus COVID-19.

Le domande devono essere presentate da professionisti e lavoratori autonomi dal 1° aprile al 30 aprile 2020 agli enti di previdenza cui sono obbligatoriamente iscritti che ne verificano la regolarità ai fini dell’attribuzione del beneficio.

La domanda deve seguire lo schema predisposto dai singoli enti previdenziali e deve essere corredata da apposita documentazione, dettagliata all’interno dle decreto interministeriale.

Sospensione della rate dei mutui

Altra misura destinata a interessare tutto il territorio nazionale è quella relativa al rinvio del pagamento delle rate dei mutui. In questo caso, però, la concessione del rinvio potrebbe essere legata al reddito e prevedere, quindi, un tetto massimo al di sopra del quale non potrebbe essere possibile chiedere il rinvio del pagamento delle rate.

2 commenti

  1. SALVE SONO UNO CHE LAVORO CON PARTITA IVA IN MONDO DEL EDILIZIA CHE COSA MI ASPETTEREBBE DA QUESTO DECRETO, SONO QUASI 10 GIORNI CHE NON VADO A LAVORARE PERCHE IL MIO MESTIERE E QUELLO DEL RASATORE E PITTORE , E LAVORANDO IN CASE DELLA GENTE IN QUESTO MOMENTO NON E POSSIBILE, COME CI DOBBIAMO A COMPORTARE E COSA DOBBIAMO ASPETTARE DA QUESTO PROVVEDIMENTO, CI AIUTERA ANCHE NOI E COME. GRAZIE.

  2. Sono solo otto anni che svolgo la professione di architetto, ma da giovane libera professionista ne ho già abbastanza. Se tutta la categoria è da tempo in difficoltà, ben si conoscono le differenze reddituali di genere, con forbici medie del 30% tra uomini e donne. Ci mancava il blocco del lavoro senza sostegno alcuno. Da cittadina che con immenso senso civico continua a lavorare come consulente anche nella PA, in questi giorni di difficoltà più che mai, con tutto ciò che questo comporta (pagamenti in ritardo di mesi o anni) e il blocco delle commesse private, mi chiedo in che modo il solo differimento dei termini per il versamento dei contributi previdenziali potrà aiutarci, se già oggi non sappiamo come sostenere le spese correnti. Siamo tante noi “tecniche”, molte di noi sono madri o assistono familiari anziani. Siamo coraggiose, continuiamo alacremente a sperare in un cambio di rotta. Invece in questi giorni in Inarcassa si parla solo di elezioni, del domani, che seppur di fondamentale importanza, deve necessariamente guardare e costruirsi sull’oggi. Le misure adottate due giorni fa SONO INSUFFICIENTI e non adeguate a chi ha più necessità. Credo che chi ambisce a dirigere un’intera categoria professionale dovrebbe essere più attento alle esigenze dei tanti piccoli “invisibili” sulle cui spalle si mantiene l’intero sistema.

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