Cedimenti delle fondazioni, il consolidamento con tecnologia mista

consolidamento fondazioni

Il cedimento delle fondazioni e dei terreni è una delle principali cause delle crepe nei muri. Vediamo l’intervento che è stato eseguito in un’abitazione di due piani fuori terra situata in zona collinare, in cui la muratura in mattoni e pietrame negli ultimi anni aveva evidenziato crepe e lesioni. La soluzione adottata per risolvere i cedimenti delle fondazioni in questo caso specifico è stata quella del consolidamento con tecnologia mista, nello specifico con l’applicazione di pali precaricati sulle murature perimetrali e l’iniezione di resina a densità differenziata su muri portanti interni. Vediamo la soluzione più nel dettaglio.

Da un punto di vista geologico l’area risultava costituita da depositi alluvionali attuali e recenti rappresentati da argille, limi e sabbie del Quaternario, che hanno avuto origine dai processi di dinamica fluviale dei corsi d’acqua della zona. L’interpretazione del quadro fessurativo ha permesso di individuare un cedimento della porzione frontale del fabbricato con interessamento dei muri perpendicolari. La causa del dissesto, aggravata nelle ultime due stagioni estive, è stata individuata nell’essiccamento dei primi strati di terreno argilloso, con conseguente ritiro volumetrico.

Questa problematica è stata verosimilmente accentuata da due fattori in particolare:
– totale assenza di fondazioni del fabbricato, che aveva inoltre un piano di imposta della muratura estremamente superficiale;
– presenza di piante ad alto fusto e con apparato radicale superficiale nelle immediate vicinanze della casa.

Consolidamento fondazioni, la realizzazione (a bassa invasività)

Per ottimizzare il rapporto tra risultato definitivo di stabilizzazione, rapidità di esecuzione e invasività ridotta al minimo, si è optato per intervenire con i pali precaricati (Pali Precaricati SYSTAB, diametro 76 mm, presso-infissi con martinetti idraulici) sulle due murature esterne, e con iniezioni di resine espandenti a densità differenziata sui tre muri di spina interni per il consolidamento del terreno.

Per prima cosa, vista l’assenza di fondazioni in cemento armato che consentissero il collegamento dei pali, è stato necessario realizzare un cordolo in cemento armato esterno. Nel cordolo sono stati predisposti dei tubi camicia in acciaio, di diametro adeguato, ed è stato eseguito il getto. In attesa della maturazione del cemento armato, sono state realizzate le iniezioni con resine espandenti per consolidare il terreno al di sotto dei muri portanti interni. Per eseguire questo consolidamento sono state realizzate delle perforazioni di 25 mm di diametro alla base del muro, e inserite delle cannule di alluminio che hanno permesso l’iniezione delle resine poliuretaniche direttamente nei primi tre metri di terreno sotto la fondazione.

consolidamento fondazioni

A maturazione avvenuta (circa 28 giorni dopo) i cordoli di collegamento e la struttura muraria hanno realizzato di fatto la struttura di contrasto che ha consentito l’infissione in profondità della batteria di pali in acciaio. I pali sono stati presso-infissi fino al raggiungimento della profondità stabilita e del valore di pressione corrispondente alla portata richiesta. Il collegamento finale dei pali alla struttura è avvenuto fissando i pali ai tubi camicia mediante bulloni in acciaio ad alta resistenza.

Per ogni singolo palo è stata verificata la pressione di installazione ed è stata eseguita una prova di carico secondo normativa. Il controllo della portata raggiunta per ogni singolo palo è uno dei vantaggi di questo sistema di consolidamento, in quanto annulla la possibilità di avere pali con portata non sufficiente. Il precarico ha permesso di inibire i cedimenti futuri e di eliminare il rischio di assestamenti prolungati nel tempo dopo l’intervento.

Oltre a questo, va evidenziato che i micropali precaricati:
hanno tempi di esecuzione veloci;
non producono alcun materiale di risulta;
non producono vibrazioni di alcun tipo;
– se la struttura lo permette, possono ottenere sollevamenti anche di notevole entità e il recupero dei cedimenti.

L’intervento con pali precaricati in oggetto è durato circa 5 giorni e ha consentito l’infissione di 16 pali diametro 114 mm e lunghezza media 9 metri e ha consentito di stabilizzare in modo definitivo la fondazione dei muri perimetrali. Il consolidamento con iniezioni di resine a densità differenziata ha permesso di operare sui tre muri di spina interni, senza opere di scavo e con tempi molto rapidi (2 giorni) completando così la stabilizzazione della porzione di struttura interessata dal dissesto.

Vista la necessità di non eseguire scavi e demolizioni interne, essendo l’appartamento al piano terra ristrutturato ed abitato, l’accoppiata delle due tecnologie in questo caso è risultata vincente.

Leggi anche Consolidamento fondazioni, Systab: minimo disagio, massima sicurezza

Lavoro eseguito da: SYStab Sistemi di consolidamento
Committente: Privato (abitazione in provincia di Pistoia)
Data: marzo 2019
Per ulteriori informazioni
systab.it

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