Un concorso per la rigenerazione degli Scali Farini e San Cristoforo a Milano

concorso farini milano

FS Sistemi Urbani (società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane deputata alla valorizzazione dei beni non più strumentali all’esercizio ferroviario) e COIMA sgr (società attiva nell’investimento, sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari per conto di investitori istituzionali internazionali e domestici) hanno bandito un concorso internazionale per la redazione del masterplan di rigenerazione degli scali ferroviari dismessi Farini e San Cristoforo a Milano (denominato Concorso Farini).

Si tratta del primo tassello del più grande piano di rigenerazione urbana che interesserà Milano nei prossimi 20 anni. Il Concorso Farini si inserisce infatti nell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2017 da Comune di Milano, Regione Lombardia, FS Italiane (con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani) e Savills Investment Management (oggi COIMA) per la riqualificazione dei sette scali ferroviari milanesi dismessi (Farini, Porta Romana, Porta Genova, Greco-Breda, Lambrate, Rogoredo e San Cristoforo), che insieme occupano una superficie di 1 milione e 250 mila metri quadrati, e di cui solo 200 mila rimarranno a funzione ferroviaria.

Altre immagini degli Scali Farini e San Cristoforo, tratte dalla mostra Gli Scali Ferroviari di Milano. Oggi, Prima di Domani. Fotografie di Marco Introini e Francesco Radino (aperta fino al 28 dicembre 2018):

Concorso Farini, i dettagli

Il masterplan dovrà offrire soluzioni convincenti e attuabili per la trasformazione e riconversione degli spazi di Milano Farini e Milano San Cristoforo. Sarà quindi necessario considerare:
− il sistema degli spazi, dei servizi pubblici e di interesse generale;
− il sistema delle connessioni e dell’accessibilità, il sistema viario, ciclo-pedonale e del trasporto pubblico, che dovranno essere progettati in modo sostenibile e integrato con il complesso degli spazi pubblici ed edificabili;
− l’assetto morfologico e insediativo generale;
− la fattibilità per fasi, sia temporale che economica del progetto.

I requisiti per la partecipazione al Concorso Farini

La partecipazione è aperta a gruppi di progetto composti da architetti e ingegneri, che dovranno avvalersi di altre professionalità, con particolare riferimento alle competenze inerenti l’urbanistica, il paesaggio, il trasporto su ferro e la mobilità, l’ambiente e la fattibilità economica.

Le fasi del Concorso Farini

Il Concorso Farini si svolge in due fasi. La prima fase, in forma palese, ha il fine di selezionare tra i candidati un massimo di cinque gruppi di progettazione. Il termine per la presentazione delle candidature è il 23 novembre 2018. I risultati della prima fase saranno resi noti il 21 dicembre 2018.

La seconda fase, in forma anonima, ha il fine di selezionare il masterplan vincitore tra i gruppi di progettazione partecipanti a questa fase. Ai partecipanti selezionati per la partecipazione a questa fase verrà riconosciuto un rimborso spese di 25 mila euro (comprensivo di oneri e tasse).

Al vincitore verrà riconosciuto un importo pari a 50 mila euro (comprensivo di oneri e tasse), che includerà l’adeguamento o modifica del masterplan presentato, anche alla luce degli esiti del previsto dibattito pubblico.

I membri della Commissione Giudicatrice saranno nominati e resi pubblici dopo il deposito delle candidature.

>> Scarica qui il bando di concorso in italiano (English version<<

Per ulteriori informazioni e per il materiale relativo al concorso
scalimilano.vision

Concorso Farini, le critiche dell’Ordine di Milano

L’Ordine degli Architetti di Milano, pur accogliendo il Concorso Farini con favore e soddisfazione, ha subito espresso varie critiche in merito. Bene gli intenti e la forma stessa del concorso, in due gradi di selezione, e la figura del RUC, garante di correttezza, trasparenza e serietà. Ma, come ha spiegato Paolo Mazzoleni, presidente dell’Ordine di Milano “Due questioni ci paiono in particolare contraddire la bontà di un bando e la qualità di una visione di questa portata. Riguardano la giuria e i premi previsti.”

I premi, infatti, “sembrano inadeguati all’importanza, alla complessità e alla dimensione dell’oggetto, nonché all’aspettativa legata al fatto che il masterplan sia uno strumento innovativo in grado di coniugare cogenza e flessibilità. Anche l’approccio interdisciplinare, affatto retorico, rende il compito particolarmente difficile e oneroso. I premi risultano non proporzionati soprattutto nel caso in cui si dovessero cedere i contenuti dell’idea vincitrice senza avere l’opportunità di formulare i successivi livelli del progetto. Riteniamo le cifre stanziate una frazione, anche piuttosto ridotta, del valore ideativo di un futuro piano dell’area. Inoltre, compresa nel premio vi è la richiesta di modificare il masterplan a seguito del dibattito pubblico e delle istanze che sorgeranno, ma, come specifica Mazzoleni, “Potrebbe trattarsi di modifiche non marginali e comportare un rilevante lavoro addizionale”.

Per quanto riguarda la giuria, il problema sta invece nel fatto che i giurati non siano ancora stati nominati. Il fatto che la giuria sia palese in fase di pubblicazione del bando è “un principio fondamentale dei concorsi di qualità. Che nel bando siano indicate le future nomine di esperti in vari ambiti e materie, ci sembra una precauzione minima e poco efficace. Confidiamo che gli enti coinvolti (…) sappiano nominare figure di grande rilevanza e competenza, riparando almeno a posteriori a questa scarsa attenzione al tema”.

Secondo l’Ordine di Milano, quindi, non si tratta solo di una questione di parcelle, ma di “inquadrare il concorso come un percorso di confronto sui temi della qualità, sul dover dare un senso a una parte di territorio strategica per Milano. E per riuscire a ottenere le risposte migliori e di respiro più internazionale occorre allinearsi a standard adeguati”. Confrontarsi con una giuria di alto livello costituisce infatti sicuramente uno “stimolo per i professionisti e una forte leva emotiva per avere contributi di alta qualità”.

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Progetti di riqualificazione degli scali ferroviari di Milano Porta Genova e San Cristoforo

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