Concorsi per istruttore e istruttore direttivo tecnico, argomenti ed esempi di domande

concorso istruttore e istruttore direttivo tecnico quiz

Sono sempre di più gli Architetti interessati a partecipare ai concorsi per istruttore e istruttore direttivo tecnico negli enti locali (comuni, province, città metropolitane, comunità montane e comunità isolane). Come abbiamo già visto, questi concorsi (di categoria C e D per i tecnici degli enti locali) – generalmente aperti ad Architetti, Ingegneri e Geometri – vengono pubblicati sui siti ufficiali degli enti in questione, e consistono in due prove d’esame, una scritta e una orale. La competizione è abbastanza spietata e, nonostante le polemiche di chi dice che l’unica cosa necessaria per superare questi concorsi sia una raccomandazione, vi garantiamo che studiare è necessario.

Per la preparazione teorica vi abbiamo già consigliato il volume ll concorso per istruttore e istruttore direttivo nell’area tecnica degli enti locali, una guida chiara per i candidati al ruolo di istruttore e istruttore direttivo nell’area tecnica degli enti locali, che affronta tutti gli argomenti oggetto delle prove. Risulta però necessaria anche una preparazione più pratica, e per questo consigliamo invece il volume Quesiti per i tecnici degli enti locali. Il testo contiene numerosi quiz a risposta multipla divisi per argomento e aggiornati agli ultimi interventi normativi rilevanti per il settore. Per ogni quesito il volume prevede l’indicazione del livello di difficoltà della domanda e risposte ampiamente commentate, che permettono di comprendere le ragioni della soluzione, inquadrandola in un contesto più ampio. Infine una griglia di verifica permette di calcolare il punteggio (anche in base al livello di difficoltà).

Vediamo qualche esempio, per ogni argomento oggetto delle prove di concorso (trovi un elenco più completo delle tematiche relative ad ogni argomento qui):

Ordinamento degli enti locali e nozioni di diritto amministrativo

1. Nel novero degli enti locali territoriali vanno incluse le Regioni?
[a] Sì, anche se godono di un differente status.
[b] Assolutamente no.
[c] Sì, avendo lo stesso status degli altri enti locali.
[d] Sì, ma solo quelle a statuto ordinario.

2. Il consorzio di enti locali ha la funzione di:
[a] Realizzare forme di coordinamento tra due o più Comuni, di norma confinanti, per la prevenzione del dissesto idrogeologico delle aree rurali dei Comuni coinvolti.
[b] Fronteggiare situazioni di grave necessità e urgenza.
[c] Svolgere la funzione associata di servizi.
[d] Ottenere dei finanziamenti dallo Stato per la realizzazione di grandi opere.

Risposte

1. Risposta corretta: [a] – Livello difficoltà: 1
Nel novero degli enti locali territoriali vanno incluse anche le Regioni, le quali, però,
godono di un rilievo costituzionale e di attribuzioni di tale ampiezza da indurre parte della
dottrina a differenziare il loro status da quello degli altri enti. Le Regioni (e le Province
autonome di Trento e Bolzano), in particolare, sono dotate di un’autonomia legislativa
che non è prerogativa degli altri enti.

2. Risposta corretta: [c] – Livello difficoltà: 1
Secondo la definizione data dall’art. 31 D.Lgs. 267/2000, il consorzio è una forma associativa tra enti locali costituito per la gestione associata di servizi e l’esercizio associato di funzioni; le finalità sono, quindi, identiche a quelle delle convenzioni, ma in questo caso
si ha la costituzione di un vero e proprio ente locale con personalità giuridica, organi propri e autonomia statutaria e finanziaria.

Legislazione urbanistica

1. Che cosa si intende per attività edilizia?
[a] L’attività costruttiva che si esplica attraverso la disciplina dei permessi edilizi nel rispetto della pianificazione urbanistica.
[b] L’attività costruttiva che si esplica in maniera autonoma ed indipendente rispetto alla pianificazione urbanistica.
[c] L’attività costruttiva volta a realizzare il c.d. diritto alla casa e l’espropriazione, limitatamente ai suoi profili strumentali al governo del territorio.
[d] L’attività di pianificazione ed utilizzazione del territorio.

2. Qual è la legge che ha introdotto il Piano decennale per la casa?
[a] La L. 1150/1942.
[b] La L. 865/1971.
[c] La L. 457/1978.
[d] La L. 47/1985.

3. Quale norma disciplina attualmente le misure di salvaguardia?
[a] La L. 1150/1942.
[b] La L. 1902/1952.
[c] Il D.P.R. 327/2001.
[d] Il D.P.R. 380/2001.

Risposte

1. Risposta corretta [a] – Livello difficoltà: 1
La materia edilizia si occupa di disciplinare le modalità attraverso le quali si esplica l’attività
costruttiva. In particolare l’attività edilizia si sviluppa attraverso la disciplina dei permessi
edilizi ed è sottoposta al rispetto della pianificazione urbanistica al fine di consentire lo
sfruttamento razionale del territorio. Ciò significa che la disciplina dell’edilizia ed i suoi
strumenti (essenzialmente il regolamento edilizio ed il permesso di costruire) costituiscono
una logica prosecuzione ed una specificazione di dettaglio della disciplina contenuta nei
piani urbanistici.

2. Risposta corretta [c] – Livello difficoltà: 2
Con la legge 5 agosto 1978, n 457 (c.d. piano decennale per l’edilizia), venne fornito un
quadro organico dei poteri delegati alle Regioni per la programmazione dell’edilizia, sia
nuova sia di recupero. I finanziamenti venivano erogati dallo Stato sulla base dei fabbisogni
espressi dalle stesse Regioni attraverso appositi programmi decennali articolati, sul piano
finanziario, in quadrienni e suscettibili di revisione.

3. Risposta corretta [d] – Livello difficoltà: 2
L’istituto delle misure di salvaguardia è contemplato dalla legge urbanistica fondamentale,
ma è stato introdotto per la prima volta con la legge 1402/1951 ed in seguito ripreso, in
termini più generali, dalla legge 1902/1952, successivamente modificata ed integrata.
Attualmente, la materia è disciplinata dall’art. 12, commi 3 e 4 del D.P.R. 6 giugno 2001,
n. 380 (T.U. edilizia).

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Normativa edilizia

1. Che cosa si intende per “edilizia di libero mercato”?
[a] Con tale locuzione ci si riferisce a beni di natura privata, per cui non vi sono vincoli nella costruzione dei beni.
[b] Un tipo di edilizia in cui non vi sono vincoli di alcun tipo nell’attività edificatoria, benché non vi sia alcun riferimento alla natura pubblica o privata del bene.
[c] Quella tipologia di edilizia in cui le costruzioni non sono soggette a vincoli e limitazioni di ordine pubblicistico nell’ambito della contrattazione.
[d] Una categoria che comprende in sé diverse tipologie di edilizia (ad es. sovvenzionata, convenzionata, agevolata).

2. Qual è la temperatura di progetto dell’aria interna prevista dal D.M. 5 luglio 1975?
[a] Deve essere compresa tra i 18°C e i 20°C, e deve essere uguale in tutti gli ambienti, ad eccezione dei ripostigli.
[b] Deve essere compresa tra i 20°C e i 22°C nelle camere, e tra i 18°C e i 20°C nel soggiorno.
[c] Il D.M. 5 luglio 1975 non prevede una temperatura di progetto.
[d] Deve essere di 20°C in tutti gli ambienti.

Risposte

1. Risposta corretta: [c] – Livello di difficoltà: 2
La locuzione “edilizia di libero mercato” vuole riferirsi a quelle costruzioni non soggette
a vincoli e limitazioni di ordine pubblicistico nell’ambito della contrattazione (intesa
integralmente come fase delle trattative, della stipula e dell’esecuzione del contratto).
Trattasi della maggior parte del patrimonio edilizio esistente o da costruire.

2. Risposta corretta: [a] – Livello di difficoltà: 1
Ai sensi dell’art. 4 del D.M. 5 luglio 1975, la temperatura di progetto dell’aria interna deve
essere compresa tra i 18°C e i 20°C, e deve essere uguale in tutti gli ambienti (esclusi i
ripostigli). Ove le condizioni climatiche lo richiedano, gli alloggi debbono essere dotati
di impianti di riscaldamento.

L’espropriazione per pubblica utilità

1. Dove sono rinvenibili le norme che attualmente disciplinano, nell’ordinamento italiano, l’espropriazione per pubblica utilità?
[a] La legge 25 giugno 1865, n. 2359.
[b] La legge 22 ottobre 1971, n. 865.
[c] Il D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.
[d] La legge 7 agosto 1990, n. 241.

Risposte

1. Risposta corretta [c] – Livello difficoltà: 1
La materia dell’espropriazione per pubblica utilità attualmente, nell’ordinamento italiano, è disciplinata dal D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 – Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità, emanato in attuazione dell’allegato 3 della legge delega 8 marzo 1999, n. 50, nel testo modificato dalla L. 24 novembre 2000, n. 340.

L’affidamento dei Contratti pubblici

1. Quale legge italiana attualmente recepisce le direttive UE in ordine all’affidamento dei contratti pubblici e delle concessioni?
[a] Il D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163.
[b] Il D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56.
[c] Il D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50.
[d] Il D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207.

2. Sono esclusi dall’applicazione del nuovo Codice dei contratti pubblici:
[a] I contratti sotto soglia comunitaria.
[b] I contratti di sponsorizzazione sottoscritti con istituti bancari.
[c] I contratti nel settore acqua, energia, trasporti e servizi postali.
[d] Gli appalti aggiudicati da enti aggiudicatori di recente costituzione.

Risposte

1. Risposta corretta: [c] – Livello di difficoltà: 2
Con il D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, il Governo italiano, in attuazione della legge delega, ha recepito le direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE adottando il nuovo Codice dei contratti pubblici e delle concessioni.

2. Risposta corretta: [c] – Livello di difficoltà: 2
L’art. 10 del D.Lgs. 50/2016, così come modificato dal D.Lgs. 103/2017 (c.d. Correttivo), prevede che non si applica la disciplina del Codice ai contratti nel settore acqua, energia, trasporti e servizi postali.

Contratti di concessione di servizi e lavori

1. Ove le parti di un determinato contratto siano oggettivamente non separabili, il regime giuridico è determinato:
[a] In base all’oggetto principale del contratto (c.d. criterio della c.d. prevalenza funzionale).
[b] In base al valore del contratto (c.d. criterio della c.d. prevalenza quantitativa).
[c] In base al piano economico-finanziario predisposto dal concessionario (c.d. criterio della c.d. prevalenza imprenditoriale).
[d] In base alle scelte programmatiche dell’amministrazione concedente (c.d. criterio della c.d. prevalenza pubblicistica).

Risposte

1. Risposta corretta: [a] – Livello di difficoltà: 2
Il Codice dei contratti stabilisce all’art. 169 che ove le parti di un determinato contratto siano oggettivamente non separabili il regime giuridico è determinato in base all’oggetto principale del contratto (c.d. criterio della c.d. prevalenza funzionale).

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