Valorizzazione dei cimiteri monumentali, il MiBACT firma un accordo

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Lo scorso 8 ottobre è stato sottoscritto un importante protocollo d’intesa tra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MiBACT) e SEFIT-Utilitalia. I cimiteri monumentali, da sempre luoghi della memoria collettiva, saranno trattati anche come beni architettonici, parte del patrimonio storico-artistico del Paese e veri e propri beni culturali, da visitare, valorizzare e, soprattutto, tutelare.

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Il documento, sottoscritto nel Teatro di Corte della Reggia di Caserta, comprende, tra i suoi punti principali, l’intervento del Ministero in sostegno ai Comuni nella gestione dei cimiteri monumentali, anche con interventi legati a un possibile bonus fiscale.

Inoltre, promuove la realizzazione, in formato digitale, di un “Atlante dei cimiteri monumentali e del turismo della memoria” – in collaborazione con le Regioni e l’ANCI – che, nell’ambito del Piano strategico del Turismo, diventi un nuovo segmento di sviluppo dell’offerta turistica italiana da valorizzare, consentendo anche di mappare i beni artistici custoditi nei cimiteri.

Nell’Atlante, grazie ad eventuali facilitazioni con il ministero della Difesa e con il ministero degli Affari esteri, potranno essere inseriti anche i cimiteri di guerra, italiani e stranieri.

“I cimiteri monumentali costituiscono un patrimonio architettonico ed artistico che il MiBACT ha voluto fortemente portare sotto la propria tutela – dichiara il Sottosegretario ai beni culturali e al turismo, Antimo Cesaro – In Italia spesso si fondono perfettamente con il paesaggio circostante e ospitano, oltre a grandi protagonisti della nostra storia politica, culturale e sociale, anche tanti artisti, poeti, scrittori”.

L’accordo rientra in una strategia complessiva che il MiBACT sta portando avanti in questi anni, al fine di valorizzare il patrimonio culturale italiano “minore” ed incentivare un turismo “lento”, diffuso e sostenibile, che decongestioni le grandi città e i grandi attrattori in favore di destinazioni meno conosciute ma altrettanto ricche di fascino.

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“Non c’è bisogno di scomodare Ugo Foscolo – afferma Mauro D’Ascenzi, vicepresidente di Utilitalia – per ammettere quali sensazioni emotive siano in grado di trasmettere. L’Italia è sempre stata molto timida in questo. Il protocollo apre un nuovo percorso, mette sotto l’ala protettiva e competente dei Beni Culturali questo enorme patrimonio storico ed architettonico. Un passaggio che, auspichiamo, significherà un’equiparazione di trattamento anche economico, fiscale, promozionale e turistico”.

Si calcola che a livello mondiale siano 417 i cimiteri di potenziale interesse turistico. L’Italia, a livello europeo, ha il primato di cimiteri di interesse turistico: sono il 55,2% del totale, pari a 192 cimiteri dislocati nelle varie Regioni. La maggior parte si trova in Toscana (13% del totale nazionale), in Sicilia (10,4%) ed in Emilia Romagna (9,9%); poi in Piemonte (8,3%), Lazio e Lombardia (con il 7,3%).

 

Nell’immagine, il Cimitero di San Cataldo, Modena, progettato da Aldo Rossi (1971). Fotografia di Massimo Alberici, via Wikimedia Commons.

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