La certificazione statica degli edifici diventerà un obbligo

Il ministro Delrio ha lanciato l’idea che trova favorevoli molte categorie professionali, divise invece sull’ipotesi del fascicolo di fabbricato. In ogni caso, non si può prescindere dal lavoro di professionisti seri, esperti e ben formati.

I due sciami sismici dell’anno scorso in Italia centrale, il crollo della palazzina a Torre Annunziata e il terremoto di Ischia nell’agosto di quest’anno hanno purtroppo riportato al centro dell’attenzione e dell’attualità il tema della fragilità del patrimonio immobiliare del nostro Paese, degli abusi edilizi, dei condoni facili, dei rischi che si corrono quando la terra trema o la natura si scatena con fenomeni estremi. Situazioni che avevano indotto, a luglio, il ministro Delrio a ventilare l’ipotesi di introdurre l’obbligo della certificazione di idoneità statica, che si affiancherebbe alla certificazione energetica, per gli edifici messi sul mercato, che dovranno essere sottoposti a verifiche mirate e avere una sorta di pagella, corrispondente alle condizioni strutturali in cui si trovano.

Ingegneri e architetti si sono espressi a favore dell’idea di Delrio. Il Consiglio nazionale degli architetti, in particolare, è sulla stessa lunghezza d’onda. Per questa categoria di professionisti, la Certificazione di stabilità rappresenterebbe “una documentazione ‘minimale’ per consentire di conoscere le condizioni di vulnerabilità degli edifici e avere un quadro realistico dello stato del patrimonio edilizio del nostro Paese, e anticiperebbe di fatto l’istituzione dell’auspicato “fascicolo del fabbricato”, una sorta di “cartella clinica” di ogni immobile, con la storia dei lavori effettuati, di eventuali eventi critici, ampliamenti, abbattimenti, modifiche, condoni.

Il “caso” del fascicolo del fabbricato

Quello del fascicolo di fabbricato è un aspetto che ha diviso le categorie: c’è chi, come gli architetti e gli ingegneri, vede con favore questo strumento e chi, come la Confappi (Confederazione della Piccola Proprietà Immobiliare), la considera “un’ennesima spesa a carico dei proprietari”. In ogni caso, ci si muove nell’ambito di una materia complessa e difficile, che richiede sicuramente il ricorso a professionisti esperti, che la conoscono bene. E sempre più, dunque, diventa fondamentale, per queste categorie di professionisti, avere un’adeguata e appropriata formazione, che può arrivare dalla partecipazione a corsi mirati e validi, proposti e organizzati da aziende specializzate nel settore. Come lo è Beta Formazione che opera da quasi dieci anni nel campo della formazione professionale e che oggi è in grado di garantire oltre 60 corsi all’anno, on line con il sempre più gettonato e-learning e in aula, per tutte le categorie professionali.

Tra questi, il corso di restauro e conservazione del patrimonio, quello di valutazione immobiliare, quello di adeguamento sismico con materiali compositi, quello sul Codice degli appalti, un tema particolarmente attuale poiché da tale codice dipendono molte delle operazioni e degli interventi in materia di edilizia, il corso di BIM (Building Information Modeling), e ancora i corsi di Valutazione di Impatto Ambientale e di Valutazione Ambientale Strategica, fino al corso di aggiornamento di coordinato della sicurezza nei cantieri in fase di progettazione ed esecuzione.

Per maggiori informazioni www.betaformazione.com

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