Ovunque ceramica! Cersaie 2017

Cersaie 2017

Siamo nella settimana della ceramica che ogni anno si sviluppa con una kermesse assolutamente non banale a Bologna per mezzo di quel comparto industriale della pianura emiliano-romagnola che ha ancora un peso notevole all’interno del settore italiano delle costruzioni. Un comparto che esporta non pochi miliardi di euro in tutto il mondo e che difende il mercato interno con innovazione e ricerca competitiva. Ma prima di ragionare sul sistema industriale facciamo un passo indietro…

Leggi anche Bologna Design Week, la guida agli eventi

Il tempo non è passato invano… l’idea del bagno come luogo di ceramica con il suo arredo asettico ed igienico si è fortemente evoluto negli anni. Oggi all’interno delle forme dell’abitare il bagno non è più bagno ma è assurto a dimensione di luogo in cui l’esperienza è molteplice e sfiora la concretizzazione del nostro onirico. Emozioni, sinestesia, qualità materica, olfattiva, cromatica, lo stesso suono che viene trasmesso attraverso le rubinetterie (altro settore di altissima tecnologia e di brevettazione, anche molto italiane!) nel flusso liquido sviluppa un proprio potere, intreccia interazioni corporee, innesca desideri immersivi, attrae con gesti accoglienti, carezze vellutate).

La ricerca si spinge sui materiali, sulle connessioni dei dettagli, sull’arredo, nell’intimo dello spazio più intimo. Quanto tempo è passato da quando una piletta e una tenda da ribaltare rendevano già funzionale lo spazio dell’igiene corporea! Uno spazio che si è trasformato prima in un box doccia (prestazionalmente accessoriato come una navicella spaziale) e poi in un’integrata continuità materico-cromatica senza soluzione di continuità. Lo spazio vuole apparire un luogo dal potere metamorfico (grotta, lago, mare, bosco), tende ad essere unicamente destinato ad emozionare, ma le tecnologie (di rivestimento, di supporto, di isolamento, di adduzione) sono diverse metro per metro, centimetro per centimetro.

Da fuori tutto sembra apparentemente uguale (separato da piani trasparenti) mentre la ricerca lavora sugli spessori, sulle superfici, sui massetti, sugli isolanti, sui processi autopulenti, sulle cromosensibilità, ecc. Poi dal bagno e dal suo arredo questo potere dai mille poteri, che la ricerca ceramica offre, si estende a tutta la casa e oltre. Surrogazione e metamorfismo connettono una tradizione antica con la contemporaneità. La ricerca decorativa e tecnologica spingono a conquistare altri settori della componentistica di arredo fino all’illuminotecnica. Non a caso Silvia Nani sul Corriere della Sera, offrendo il suo sguardo critico sulle tendenze in corso al Cersaie 2017, titolava qualche giorno fa il suo articolo “Parola d’ordine: «uscire dal bagno». La rivincita della stanza più intima”. I tempi sono in effetti tanti e vanno ricercati anche nel successo di un tessuto produttivo che ha fatto dell’innovazione continua (di formato, di spessore, di prestazione, di bellezza e di sostenibilità, solo per citare alcuni recenti super-requisiti) il suo credo per vincere la competizione mondiale degli imitatori del made in italy a basso costo e non solo.

Le industrie ceramiche e del comparto integrato vantano un’integrazione tecnologia che si dirama su più piattaforme tecnologiche della Regione Emilia-Romagna, da quella ovvia delle Costruzioni (che segue gli impatti nel settore edilizio-architettonico, del recupero e della rigenerazione urbana) a quella (di grande ricerca) della Meccanica (in cui la Meccatronica è un sottosettore importantissimo) per la produzione industriale, a quella dell’Energia e dell’Ambiente in cui gli aspetti di efficienza e sostenibilità sono continuamente studiati, analizzati e ottimizzati, fino a quella dei Nuovi Materiali e dell’ICT che mettono in atto processi di integrazioni su molteplici livelli (dalla produzione, alla gestione, al controllo, alla sicurezza, alla comunicazione, al marketing).

Il settore ceramico è l’unico della grande e lunga filiera italiana delle Costruzioni che ha realizzato compiutamente la rivoluzione Industria 3.0 e si sta avviando a grandi passi a completare quella di Industria 4.0.

Se si volesse imparare qualcosa su come operare, con lo stile italiano, per innovare il nostro mercato basterebbe andare un po’ a scuola in queste reti di imprenditori e di ricercatori!

Aggiungi un commento

Aggiungi un commento
Please enter your name here