Carlo Ratti trasforma la Caserma La Marmora di Torino: co-living, co-making e co-working

carlo ratti milano caserma

Carlo Ratti e il suo studio di Torino riqualificheranno e trasformeranno i 20 mila metri quadrati della Caserma La Marmora in un laboratorio urbano per il co-living, il co-making e il co-working. Il progetto, che è stato approvato dal Comune di Torino nella primavera del 2016, sarà per Carlo Ratti un ulteriore campo di prova del concetto di architettura open source, e per Cdp Investimenti Sgr (del gruppo Cassa depositi e prestiti, da due anni proprietaria dell’immobile) la concretizzazione di un modello di riqualificazione da proporre in varie città italiane per rivitalizzarne il tessuto urbano.

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La caserma La Marmora, prima caserma Dogali, venne costruita tra il 1887 e il 1888. Nel 1943 vi si stabilì il quartier generale dell’Ufficio Politico Investigativo della Guardia Nazionale Repubblicana, e venne utilizzata come luogo di detenzione, tortura ed esecuzione di prigionieri politici, antifascisti e dissidenti. Dopo essere stata utilizzata, nel 2009 e 2010, per fare fronte all’emergenza profughi, ed essere stata affidata, poco dopo, alla Comunità di Emmaus, da vari anni versa in uno stato di abbandono. Il progetto di Carlo Ratti Associati gli darà nuova vita.

Il complesso La Marmora si compone di vari edifici: quello principale, porticato, e altri sei edifici satellite, di dimensioni minori. La loro struttura, modulare, sarà reimmaginata per accogliere e far convivere un mix di funzioni, dai laboratori per i maker ai moduli abitativi per studenti e giovani strartupper, senza imporre una funzione predefinita e prefissata degli spazi, che saranno infatti aperti a molteplici utilizzi.

© Carlo Ratti Associati
© Carlo Ratti Associati

Il progetto quindi, in un certo senso fornisce la struttura, e poi saranno le persone che la abiteranno e la utilizzeranno a stabilirne il contenuto, secondo un approccio open source, appunto, verso l’ambiente costruito.

L’intervento di Carlo Ratti Associati prevede anche la riqualificazione del grande spazio pubblico che ora risulta nascosto da imponenti mura perimetrali. Lo spazio si trasformerà quindi da originaria piazza d’armi a “piazza d’arti”, che potrà accogliere eventi e spettacoli aperti a tutta la città.

© Carlo Ratti Associati

Il progetto, infine, per non dimenticare il ruolo dell’edificio durante la Seconda Guerra Mondiale, destina uno dei sei edifici satellite a spazio espositivo, facendolo diventare una filiale del Museo diffuso della Resistenza.

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Scheda progetto

progetto|project Caserma Lamarmora
luogo|location Torino, Italia
architetti|architects Carlo Ratti Associati
team Carlo Ratti, Giovanni De Niederhausern, Antonio Atripaldi, Chiara Morandini, Valentina Grasso, Mariachiara Mondini, Gary di Silvio, Gianluca Zimbardi
collaboratori|collaborators Impianti meccanici: Carlo Micono
strutture|structural design Luca Giacosa
sito ufficiale|website www.carloratti.com

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